Sono contento che tu abbia trovato una soluzione, il comportamento di quel DAC con uscite non in corto più che un segreto militare è proprio un bel xasino

Lo schema interno è grosso modo sempre questo....
gli N deviatori ovviamente impostano il codice da convertire.
Se le due uscite Ua e Ub sono a potenziale zero la cosa è molto semplice da studiare: la rete R/2R non "si accorge" di nessuna differenza qualunque sia la configurazione dei deviatori (sia Ua=0 che Ub=0

), con alcuni semplici partitori di corrente ci si accorge che le correnti nei deviatori "vanno" come

, le tensioni ai nodi V1,V2,...VN pure (tutte le resistenze "viste a destra" sono costanti

) e le correnti in uscita (all'amplificatore a transresistenza esterno) sono anche esse in progressione geometrica di due....
beh insomma questa descrizione la trovi un po' dappertutto anche meglio di così, ma se invece che succede se le uscite non sono a zero volt?
Io andrei a scrivere le tensioni V0,V1,V2...
La tensione V0 si scrive sovrapponendo U0 (che varrà o Ua o Ub in dipendenza da b0), V1 e Ub

o meglio

Poi passerei ad una delle generiche Vn "in mezzo alla rete"
anche qui sovrapponendo si può scrivere

o meglio

Non resta che l'ultimo "caso particolare" di quanto appena trovato, il bit N che ha a sinistra Vref...
e anche qui semplicemente

o meglio

Riassumendo quanto visto in forma un po' più compatta si potrebbe scrivere

dove la matrice

descrive il circuito.
Invece il vettore

è la nostra incognita (le tensioni ai nodo interni del DAC)
il vettore

definisce le tensioni ai comuni degli N deviatori (
details ahead)
il vettore

poi considera il contributo Ub che si trova a destra nella (1).
infine il vettore

definisce l'eccitazione vera e propria del circuito. la tensione di riferimento.
Al solito, prendendo la (4) e invertendo M otteniamo


poi sul circuito completo
definendo il vettore delle correnti

è ovvio applicare la legge di Ohm e trovare

che con (5) diventa

Direi ora di esplicitare meglio i U e B in funzione del codice da convertire e le tensioni Ua e Ub.
Per fare questo definiamo (sono le ultime prometto

...forse

) un vettore che rappresenta il codice impostato nei deviatori.
Il vettore

è una colonna di N elementi, ciascuno vale uno se il corrispondente deviatore convoglia la corrente nel bus di uscita a, vale zero altrimenti. Insomma si può leggere come un numero binario che rappresenta il codice da convertire.
In maniera complementare definisco anche

che fa la stessa cosa per il bus di uscita b. Essendo che ovviamente un deviatore o seleziona il bus a o il bus b vale

Con queste definizioni si ha che

sostituendo nella (6) abbiamo

che riarrangiata sostituendo i vettori prima definiti e raggruppando Ua e Ub diventa

che infine definendo...
(sono le ultime prometto

...forse

)
mentivo

... sapendo di mentire

la matrice che governa il contributo a J di Ua e Ub secondo il codice impostato, e...

il vettore che governa un offset indipendente dal codice impostato...
otteniamo:

ora aprirei una parentesi per notare una cosa che da molto mi aspettavo

il circuito risponde ad una tensione in modo comune costante con un offset costante indipendente dal codice... se cambio la base che rappresenta le tensioni alle uscite

ottengo

cioè quello che ho appena detto

.
Ma torniamo a bomba al circuito, per quanto definito è facile vedere che la nostra corrente in uscita (diciamo Ia , ma Ib è la stessa zuppa) vale solo la somma degli elementi di J "convogliati" dai commutatori su quel bus, cioè

da cui (finalmente

)

che insieme alle relazioni costitutive dei bipoli collegati in uscita

ci permette di risolvere (o per lo meno provarci

) il circuito
Per ora la chiudo qui ma....
prossimamente su EY l'applicazione di quanto trovato in alcuni casi particolari

, ma così per stuzzicare l'appetito....
* La matrice M per quanto "strana" invertita sembra avere alcune caratteristiche peculiari...
more about this from our math dept* Nel funzionamento "normale" del DAC l'unico termine non nullo di (8) è l'ultimo

* tutti gli altri (se presenti) portano ad una equazione non lineare molto tosta