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Cosa vuol dire "resistivo"?

Circuiti, campi elettromagnetici e teoria delle linee di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica

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[11] Re: Cosa vuol dire "resistivo"?

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 21 dic 2013, 19:20

Ottimo!
Però, mi chiedevo, in questo modo avremmo solo la corrente dipendente dal tempo, quindi non avremmo tensioni e correnti dipendenti dal tempo, ma solo una delle due.

Pensavo che per individuare una rete puramente resistiva fosse necessaria la passività puntuale, mentre per individuare una rete non puramente resistiva (esclusivamente non puramente resistiva) fosse necessaria la passività uniforme (la rete in certi istanti può non apparire passiva, ma lo è uniformemente).
E' così?
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[12] Re: Cosa vuol dire "resistivo"?

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 21 dic 2013, 19:24

Occhio che stai confondendo la passività con l'essere senza memoria. Quel circuito ha memoria, anche in condizioni di compensazione.
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[13] Re: Cosa vuol dire "resistivo"?

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 21 dic 2013, 19:27

Intendevo dire che una rete resistiva è passiva punto per punto, mentre non è necessariamente così per una rete non resistiva.
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[14] Cosa vuol dire "resistivo"?

Messaggioda Foto UtenteRiccardoDesimini » 21 dic 2013, 20:52

Innanzitutto premetto che mi fa molto piacere che ci sia questo scambio di idee.

Per quanto riguarda la definizione che ho dato, mi son reso conto di aver scritto una boiata (almeno credo).

Quello che intendevo è che un bipolo si dice con memoria se il legame tra v e i ad un istante t dipende anche dai valori di v e/o i in altri istanti di tempo.

Così cambia qualcosa?

P.S.: il mio libro dice che l'amplificatore operazionale è un elemento resistivo.
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[15] Re: Cosa vuol dire "resistivo"?

Messaggioda Foto Utentegotthard » 21 dic 2013, 21:09

RiccardoDesimini ha scritto:P.S.: il mio libro dice che l'amplificatore operazionale è un elemento resistivo.

Puoi riportare la frase precisa dove viene affermato questo? Credo che il libro abbia fatto delle ipotesi, facendo riferimento a determinate situazioni, prima di fare un' affermazione di questo tipo...comunque aspettiamo opinioni più esperte...

Una cosa, che libro riporta ciò che è scritto sopra?
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[16] Re: Cosa vuol dire "resistivo"?

Messaggioda Foto UtenteRiccardoDesimini » 21 dic 2013, 21:20

Il libro di testo è: Renzo Perfetti, Circuiti elettrici - Zanichelli.

A pagina 101 esordisce il capitolo sugli amplificatori operazionali dicendo:
«In questo capitolo viene introdotto un nuovo elemento resistivo, l'amplificatore operazionale».

Comunque credo che le espressioni bipolo resistivo e bipolo senza memoria siano in realtà sinonimi.
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[17] Re: Cosa vuol dire "resistivo"?

Messaggioda Foto Utentegotthard » 21 dic 2013, 21:34

RiccardoDesimini ha scritto:Il libro di testo è: Renzo Perfetti, Circuiti elettrici - Zanichelli.

A pagina 101 esordisce il capitolo sugli amplificatori operazionali dicendo:
«In questo capitolo viene introdotto un nuovo elemento resistivo, l'amplificatore operazionale».

Allora, per come la penso io, il libro potrebbe aver poi introdotto l' amplificatore operazionale come un dispositivo con un resistore di ingresso (molto elevato), uno d' uscita (molto basso) e un generatore di tensione controllato dalla tensione differenziale presente tra i morsetti di ingresso..

Però, come detto sopra, "circuito resistivo" lo associo a un circuito contenente solo resistori e generatori indipendenti..qui però ce ne sarebbe uno controllato...

Inoltre, per la precisione, il libro parla di "elemento resistivo", mentre quello a cui mi sono riferito nell' ultima frase è "circuito resistivo", per cui non saprei risponderti..

Aspettiamo, magari, qualcuno più preparato ;-)
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[18] Cosa vuol dire "resistivo"?

Messaggioda Foto UtenteRiccardoDesimini » 21 dic 2013, 21:58

Lo stesso testo, nell'introduzione ai circuiti dinamici (quindi dotati di elementi con memoria), dice la seguente frase:

«La relazione tensione-corrente di tutti gli elementi resistivi è di tipo istantaneo. Al contrario, induttori e condensatori sono caratterizzati da una relazione caratteristica di tipo differenziale».

A questo punto è evidente che il testo intende la parola resistivo come opposto della parola dinamico, anche perché che senso avrebbe parlare prima di circuiti resistivi e poi di circuiti dinamici? Il succo di tutta la storia è che gli elementi resistivi sono componenti che non dipendono dalla storia passata.

Il generatore controllato è un elemento resistivo (proprio perché è un bipolo senza memoria), conseguentemente il modello circuitale dell'amplificatore operazionale (quando lavora in zona lineare) contiene un generatore pilotato e quindi è anch'esso un modello resistivo. Ma anche se non fosse in zona lineare, non mi sembra che il suo modello circuitale dipenda mai dalla sua storia.

In definitiva, basandomi su quanto visto/letto: resistivo=adinamico.
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