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Perché i segnali in tensione?

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[1] Perché i segnali in tensione?

Messaggioda Foto UtentePaki » 27 dic 2013, 11:20

Salve a tutti e auguri (in ritardo :mrgreen: )!
Ho una domanda che mi porto da tre anni :shock: : perché la stragrande maggioranza dei dispositivi elettronici lavorano con segnali in tensione?
Grazie a tutti in anticipo! :D
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[2] Re: perché i segnali in tensione?

Messaggioda Foto Utentemrc » 27 dic 2013, 11:27

Ciao Foto UtentePaki.

Non è esattamente come dici.

In generale, in un circuito, la corrente e la tensione sono strettamente correlate.

Un esempio è dato dalla legge di ohm:

V=R\cdot I

La tensione è determinata dalla corrente che circola nella resistenza.
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[3] Re: perché i segnali in tensione?

Messaggioda Foto UtenteDrCox » 27 dic 2013, 12:04

Paki ha scritto:perché la stragrande maggioranza dei dispositivi elettronici lavorano con segnali in tensione????


Parecchi sensori lavorano con segnali in corrente, i transistor bipolari sono tipicamente pilotati in corrente, ...
in realtà c'è una gran varietà, di tutto un po' :-)
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[4] Re: Perché i segnali in tensione?

Messaggioda Foto UtenteCandy » 27 dic 2013, 13:23

Forse sarebbe meglio se precisassi il contesto a cui ti riferisci.
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[5] Re: Perché i segnali in tensione?

Messaggioda Foto UtentePaki » 27 dic 2013, 14:21

Certo.
Quando realizzo dei progetti di qualsiasi tipo, converto sempre i segnali di corrente in tensione...ogni volta faccio questo passaggio...anche nei BJT quando vado a progettare un amplificatore utilizzando lo schema equivalente per piccoli segnali, tengo sempre conto dei segnali in tensione e dell'amplificazione di tensione, mai di quella di corrente.
Il caso principale che mi ha portato a questa domanda é quello degli ADC o DAC che lavorano con segnali i tensione...perché non di corrente???????? #-o
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[6] Re: Perché i segnali in tensione?

Messaggioda Foto Utentemrc » 27 dic 2013, 15:44

Paki ha scritto:...perché la stragrande maggioranza dei dispositivi elettronici lavorano con segnali in tensione?

perché è il tuo modo di procedere nei vari progetti che fai.
Paki ha scritto:Quando realizzo dei progetti di qualsiasi tipo, converto sempre i segnali di corrente in tensione...ogni volta faccio questo passaggio...

Forse, facendo in questo modo, ti complichi il lavoro.

Non si capisce come tu faccia:
Paki ha scritto:...nei BJT quando vado a progettare un amplificatore...tengo sempre conto dei segnali in tensione e dell'amplificazione di tensione, mai di quella di corrente.

senza considerare, ad esempio l' hfe, per la polarizzazione di un transistor.
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[7] Re: Perché i segnali in tensione?

Messaggioda Foto Utentemrc » 27 dic 2013, 16:34

Nel caso si voglia polarizzare un transistor occorre considerare la seguente caratteristica ( transistor generico ):

OutputCharacteristics.JPG
OutputCharacteristics.JPG (40.54 KiB) Osservato 10969 volte


Da dove si decide il punto di lavoro del dispositivo.
Per calcolare il punto di lavoro devi decidere, ad esempio a quale valore di corrente, di collettore, farlo lavorare, in funzione della corrente di base.
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[8] Re: Perché i segnali in tensione?

Messaggioda Foto UtentePaki » 27 dic 2013, 22:06

Riguardo al punto di lavoro lo so e sono pienamente d'accordo, il punto è il segnale...perché sempre in tensione? Il mio professore (professore con la P maiuscola) disse più di una volta che la stragrande maggioranza dei dispositivi lavorano con segnali in tensione e quando gli chiesi perché mi rispose che è come chiedersi il senso della vita :shock:
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[9] Re: Perché i segnali in tensione?

Messaggioda Foto UtenteCandy » 27 dic 2013, 22:34

Secondo me c'è un po' di confusione o, forse, me la hai indotta.
La differenza di potenziale, la tensione, o quello che sia, rappresenta una quantità di energia accumulata, energia potenzialmente disponibile. In linea di massima, quindi, la tensione diviene la grandezza di riferimento in quanto grandezza "nota" a priori, e quindi assume il carattere di costante di riferimento.
La corrente è una conseguenza, un flusso di energia nell'unità di tempo, ossia, si manifesta a causa del potenziale elettrico e delle caratteristiche del circuito, se vogliamo, quindi, una conseguenza, che non può essere quindi costante.

Questo dovrebbe, almeno spero, essere chiaramente noto. Perché a leggere il tuo thread non è chiaro quali siano i tuoi dubbi. Sembra quasi che tu voglia teorizzare che tutti i ragionamenti e calcoli del circuito elettrico od elettronico si debbano fare a corrente costante.

Sparo di avere capito male io.
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[10] Re: Perché i segnali in tensione?

Messaggioda Foto Utentegotthard » 27 dic 2013, 22:59

Ciao, premetto che è una domanda che interessa pure me, per cui spero che qualcuno mi illumini, visto che mi piacerebbe sentirmi dare una risposta chiara su ciò.

Per quanto ne so io, un dispositivo va alimentato (o è conveniente farlo) con un segnale in tensione o in corrente, a seconda delle caratteristiche del dispositivo stesso.

Ad esempio, so che un dispositivo con un' alta impedenza di ingresso è sensibile ai segnali in tensione, mentre uno con una bassa impedenza di ingresso è sensibile ai segnali in corrente.

Per cui, un dispositivo del secondo tipo sarà anche più immune ai disturbi, e ciò è un enorme vantaggio in molte applicazioni.

L' uso di un segnale in corrente ha anche un altro vantaggio.

Supponiamo un circuito composto da un generatore, i fili di collegamento, cioè i cavi, e il carico.

Un segnale in corrente (che parte dal generatore e giunge al carico) giungerà inalterato in ampiezza, mentre uno in tensione giungerà attenuato dalle cadute di potenziale presenti nei morsetti, giunzioni, cavi, ecc., per cui un segnale in corrente è adatto per tratte più lunghe.
...\frac{\mathrm{d} p}{\mathrm{d} t}=JCM... :!:
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