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Interruttore bipolare che si rompe

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[31] Re: Interruttore bipolare che si rompe

Messaggioda Foto UtenteIla » 16 gen 2014, 17:35

Posso riportare su questo argomento per chiedere una cosa che è abbastanza pertinente?
In un impianto rivisto recentemente ci sono i seguenti interruttori bipolari:
- 1 BTicino 16A - Matix - per il boiler, cavi da 2,5
- 2 BTicino 16A - Matix - rispettivamente per piano a induzione e forno, la presa per il forno è di tipo Schuko, il piano ad induzione ha spina e presa normale , cavi da 6 in tutto il percorso (generale-derivazione-prese-interruttori)
- Vimar 16A - Plana - per la lavatrice, con presa Schuko dedicata
degli elettrodomestici indicati attualmente non si fa un uso intensivo, anche il piano ad induzione è ancora settato con la limitazione di potenza a 1 kW (o 1,5 non mi ricordo, devo controllare) e la potenza contrattuale è 3 kW, mi chiedevo se ha senso sostituire questi interruttori bipolari con quelli con magnetotermico integrato, l'elettricista mi aveva segnalato questa possibilità a puro titolo informativo, non è che me l'abbia consigliato, e la spesa non è proprio modica.
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[32] Re: Interruttore bipolare che si rompe

Messaggioda Foto Utenteferri » 16 gen 2014, 18:13

Personalmente non amo i minitiker da 503. Nei "monoloculi" che sono ormai le nuove costruzioni preferisco linea dedicata al centralino di appartamento e interruttore MT 1+N/4,5 kA dedicato, e linea diretta alla presa degli elettrodomestici con potenza relativamente elevata.
Il costo totale (DPN+linea 3x2,5 lunghezza 6-8mt) solitamente è inferiore al singolo MT da frutto
Non capisco nemmeno il cablaggio realizzato con conduttori da 6 (sulle prese?). Se come immagino a nel centralino è messo un interruttore da 16A (a protezione delle prese stesse) mi vien qualche dubbio...
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[33] Re: Interruttore bipolare che si rompe

Messaggioda Foto UtenteIla » 16 gen 2014, 18:49

ferri ha scritto:Personalmente non amo i minitiker da 503. Nei "monoloculi" che sono ormai le nuove costruzioni preferisco linea dedicata al centralino di appartamento e interruttore MT 1+N/4,5 kA dedicato, e linea diretta alla presa degli elettrodomestici con potenza relativamente elevata.
Il costo totale (DPN+linea 3x2,5 lunghezza 6-8mt) solitamente è inferiore al singolo MT da frutto
Non capisco nemmeno il cablaggio realizzato con conduttori da 6 (sulle prese?). Se come immagino a nel centralino è messo un interruttore da 16A (a protezione delle prese stesse) mi vien qualche dubbio...


Il cablaggio da 6 è solo per quelle 2 prese (forno e piano ad induzione) ed è stato fatto così in vista di un possibile aumento di potenza ipotizzando la necessità di utilizzare il piano ad induzione al massimo o quasi (teoricamente potrebbe arrivare a 7,8 kW, cosa improbabile); mentre il centralino è facilmente accessibile e modificabile in caso di necessità, andare a sostituire i cavi su quelle prese sarebbe stato meno pratico e avrebbe comportato lo smontaggio parziale della cucina, per questo si è pensato di sovradimensionare quella parte.
Non essendo addetta ai lavori ma semplice 'cliente' curiosa non sono in grado di decifrare le righe 2-3-4, ci provo lo stesso, con parole mie: magnetotermico dedicato nel centralino (che in tal caso dovrebbe essere di dimensioni adeguate) con cavo che arriva direttamente alla presa, facciamo del solo piano ad induzione dato che il forno in fondo non è poi così drammatico, è corretto?
Se ho capito giusto ( :oops: chissà) la modifica dell'impianto in questo senso avrebbe comportato lavori di muratura più impegnativi, perché si tratta di un vecchio impianto che si è cercato di adeguare utilizzando per quanto possibile i tubi esistenti, nella zona cucina sono state fatte nuove tracce ma per il resto è già quasi un miracolo essere riusciti a separare il circuito prese dalle luci.
Fatte queste precisazioni, mi pare di capire che al di là delle scelte più o meno condivise quelle cose lì (minitiker?) non vale la pensa di metterle.
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[34] Re: Interruttore bipolare che si rompe

Messaggioda Foto Utenteelettro » 17 gen 2014, 13:25

Posto la mia opinione, prima di tuto credo sia improbabile una linea in conduttori unipolari da 6mm2 cablata su due prese - immagino shuko 16A - che possono accettare solo conduttori da 4mm2; in questo caso paiono in collegamento a ponte, con stessa linea da una all'altra.

I piani ad induzione, stanno prendendo quota nelle cucine di questo paese, e francamente mi sento di optare per una linea diretta da centralino opportunamente sezionata e protetta da magnetotermico dedicato, così si assolvono due criteri, la protezione ed il sezionamento come prescritto dalla notrmativa vigente.Ora non so se i forni di questa tecnologia vengono venduti con morsettiera accessibile per linea diretta o hanno solo un cavo senza spina od un cavo il EPR con spina shuko.

Personalmente, non amo neppure io i minitiker, che tra le altre cose hanno un costo elevato, salvo in piccola taglia da 6A per protezioni terminali di correnti da limitare o limitate.

Con quella linea da 6mm2 - l'instalaltore dovrebbe eavere adottato una diramazione locale con conduttori da 4mm2, per le prese.

In questo caso, con un piano ad induzione di potenza elevata inserito nell'impianto elettrico dell' abitazione, opterei per un C20 e linea da 6mm2 diretta all'autilizzatore, se di potenza pari ad un forno convenzionale una linea con C16 e presa shuko.

Tutto diopende dalla taglia e dalla potenza elettrica dell'utilizzatore.
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[35] Re: Interruttore bipolare che si rompe

Messaggioda Foto UtenteIla » 17 gen 2014, 13:58

elettro ha scritto:Posto la mia opinione, prima di tuto credo sia improbabile una linea in conduttori unipolari da 6mm2 cablata su due prese - immagino shuko 16A - che possono accettare solo conduttori da 4mm2; in questo caso paiono in collegamento a ponte, con stessa linea da una all'altra.

No, questo no, non avrebbe proprio avuto senso, confermo che non sono a ponte ma sono 2 gruppi di cavi separati che arrivano alle 2 prese, 1 scuko e l'altra normale ; se la sezione è 4 o 6 posso sbagliarmi io (sono la committente rompi.... e ficcanaso, non sono l'elettricista), il concetto era che i cavi dovevano essere proporzionati all'assorbimento, quindi decisamente più dei normali 2,5 e il 6 l'ho quanto meno sentito nominare.
Su quella che sarebbe stata la soluzione ideale si, se ho capito bene i pareri sono concordi, ma come dicevo è stata molto limitante (col senno di poi forse anche sbagliata) la scelta di non rifare tutto ex-novo ma di sfruttare per quanto possibile l'esistente con i problemi di spazio che immagino abbiate già riscontrato nella vostra esperienza.
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[36] Re: Interruttore bipolare che si rompe

Messaggioda Foto Utenteattilio » 17 gen 2014, 14:29

Foto UtenteIla ha scritto:mi chiedevo se ha senso sostituire questi interruttori bipolari con quelli con magnetotermico integrato

No, non ha molto senso.
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[37] Re: Interruttore bipolare che si rompe

Messaggioda Foto Utenteelettro » 17 gen 2014, 14:37

Bene, allora le due prese hanno due linee separate, ma se hai delle prese shuko dedicate nelle scatole 503 ...trovo difficile inserire una conduttura da 6mm2 in un morsetto di una presa domestica di questa fattura, d'altronde - è da tempo che ci dedichiamo a questo argomento inteso come materia, qualcosa sappiamo.
I piani ad induzione moderni hanno potenze diverse da qulli degli anni passati...con efficienze del 90% e potenze elettriche comrpese - in molti modelli nei 2kW come un forno convenzionale elettrico; con funzioni economy apzionali
Le specifiche di questo forno ad induzione si possono avere..? perlomeno il modello..?
Se il forno ha una morsettiera che accetta la linea diretta con conduttori di sezione fino a 6 mm2 , bene..si può lasciare tutto così come impostato.
Oppure, il povero installatore, ha fatto tutti contenti a modo suo per uscire da questa situazione complessa...
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[38] Re: Interruttore bipolare che si rompe

Messaggioda Foto Utenteattilio » 17 gen 2014, 15:15

Un conduttore N07V-K da 6 mm² ha una portata di circa 32 A anche qualcosa di piu` specie se formante una conduttura dedicata.
Una presa bipasso 10/16 A ha una corrente nominale pari a 16 A, quindi possiamo anche portare corde da 240 mm² salvo poi non sapere come collegarle ai morsetti della povera presa, che rimarra` sempre il collo di bottiglia sotto l'aspetto dell'assorbimento del piano cottura ad induzione (che poi comunemente ha funzioni autolimitanti per quanto riguarda la potenza assorbita).
Questo per dire che anche mettendo un automatico di taglia maggiore (dei 16 A), saremmo comunque vincolati dalla presa di corrente (che rimane da 16 A), che non risulterebbe piu` adeguatamente protetta.
Ma per quanto detto, credo sia un falso problema.

PS: Personalmente credo che la linea sia in realta` da 4 mm².
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[39] Re: Interruttore bipolare che si rompe

Messaggioda Foto UtenteIla » 17 gen 2014, 15:56

Allora, il forno è questo ed è un normale forno ventilato:
http://www.bosch-home.com/it/prodotti/forni/forni-multifunzione/HBA43T350.html
con spina e presa shuko

il piano cottura ad induzione è questo:
http://www.siemens-home.com/it/prodotti/piani-cottura/piani-cottura/ad-induzione/EH675MN11E.html

Ila ha scritto:degli elettrodomestici indicati attualmente non si fa un uso intensivo, anche il piano ad induzione è ancora settato con la limitazione di potenza a 1 kW (o 1,5 non mi ricordo, devo controllare) e la potenza contrattuale è 3 kW


per il piano ad induzione è stata messa in qualche modo una spina normale su una presa normale; sul 'qualche modo' non ha alcuna responsabilità il vostro 'collega' perché quella parte non c'entra comunque con l'impianto; la soluzione adottata è stata proposta dall'uomo di casa, ovvero mio marito, e ho l'ardire di chiedere se è una cosa ragionevole o pericolosa: tagliare i fili per montare la spina avrebbe fatto decadere la garanzia, quindi sono stati collegati con morsetti a un cavo tripolare della sezione massima reperibile (3 x 2.5) di circa 50 cm su cui è stata montata la spina.

Ricapitolando, alla domanda 'ha senso mettere i magnetotermici invece degli interruttori bipolari?' la risposta è "no", ok, meglio così.
Alla domanda "si poteva fare di meglio?" la risposta è "si"; alla domanda "si poteva fare di meglio senza coinvolgere troppo il muratore" la risposta è "insomma".
Attendo invece fiduciosa il linciaggio sull'ultimo quesito (sul collegamento del piano ad induzione)... tanto so con chi prendermela :mrgreen:

A proposito del limite intrinseco delle prese mi è venuta un'altra curiosità: e i cavi degli elettrodomestici? Anche se l'assorbimento è notevole i cavi non sono 'grandi', rappresentano anche questi un collo di bottiglia?
Ultima modifica di Foto UtenteIla il 17 gen 2014, 16:09, modificato 1 volta in totale.
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[40] Re: Interruttore bipolare che si rompe

Messaggioda Foto Utenteattilio » 17 gen 2014, 16:09

Ila ha scritto:alla domanda 'ha senso mettere i magnetotermici invece degli interruttori bipolari?' la risposta è "no"

Questo vale fintanto che suddette linee di alimentazione, risultino comunque idoneamente protette da un interruttore magnetotermico posto all'origine. Ma questo l'ho ritenuto scontato.

Ila ha scritto:è una cosa ragionevole o pericolosa: tagliare i fili per montare la spina avrebbe fatto decadere la garanzia, quindi sono stati collegati con morsetti a un cavo tripolare della sezione massima reperibile (3 x 2.5) di circa 50 cm su cui è stata montata la spina.

Non ho capito cosa ha fatto tuo marito. A cosa ha collegato questo spezzone di cavo, spero alla morsettiera del piano ad induzione -una volta rimosso il cordone di alimentazione in dotazione- e non ai poli della spina stessa, giusto?
In ogni caso, cosi facendo e` vanificata la sezione "maggiorata". Inoltre bisognerebbe conoscere anche la sigla del cavo usato per quest'ultima connessione.
Insomma, in previsione di assorbimenti maggiori di 16 A (parliamo di circa 3 kW), il che e` cosa abbastanza improbabile anche per il tuo piano ad induzione, ad una linea da 4 o 6 mm2 idoneamente protetta, corrisponde un collegamento diretto ai morsetti dell'utilizzatore.
Ma ripeto, e` un falso problema.
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