Salve, in un impianto di illuminazione pubblica con isolamento NON in classe II (in pratica sole le condutture sono con doppio isolamento essendo realizzate con cavi FG7), fermo restando il coordinamento richiesto dalla norma, pensate sia più opportuno installare su ciascuna linea interruttori differenziali con Idn 300 mA al posto dei classici 30 mA?
In pratica si vorrebbe aumentare la continuità di servizio di un impianto esposto agl'agenti atmosferici senza compromettere la sicurezza delle persone.
Grazie
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Electron ha scritto:Salve, in un impianto di illuminazione pubblica con isolamento NON in classe II (in pratica sole le condutture sono con doppio isolamento essendo realizzate con cavi FG7), fermo restando il coordinamento richiesto dalla norma, pensate sia più opportuno installare su ciascuna linea interruttori differenziali con Idn 300 mA al posto dei classici 30 mA?
In pratica si vorrebbe aumentare la continuità di servizio di un impianto esposto agl'agenti atmosferici senza compromettere la sicurezza delle persone.
Grazie
Quindi è un impianto in classe 1 e di conseguenza ci vuole l'impianto di terra e dispositivo di protezione dai contatti indiretti coordinato per i sistemi TT dove Id = 50V/Rt (art. 410.2), pertanto il valore del differenziale è solo in funzione di questa relazione per un massimo di 1A. Non c'è alcun obbligo ad utilizzare Id 30mA, se non una raccomandazione solamente per gli impianti di cui al secondo punto art. 714.1 (impianti semaforici, insegne pubblicitarie, ecc.). Per aumentare ulteriormente la continuità di servizio di possono utilizzare dei blocchi differenziali con dispositivo di autoriarmo appositi per gli impianti di IP.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Mike ha scritto:Electron ha scritto:Salve, in un impianto di illuminazione pubblica con isolamento NON in classe II (in pratica sole le condutture sono con doppio isolamento essendo realizzate con cavi FG7), fermo restando il coordinamento richiesto dalla norma, pensate sia più opportuno installare su ciascuna linea interruttori differenziali con Idn 300 mA al posto dei classici 30 mA?
In pratica si vorrebbe aumentare la continuità di servizio di un impianto esposto agl'agenti atmosferici senza compromettere la sicurezza delle persone.
Grazie
Quindi è un impianto in classe 1 e di conseguenza ci vuole l'impianto di terra e dispositivo di protezione dai contatti indiretti coordinato per i sistemi TT dove Id = 50V/Rt (art. 410.2), pertanto il valore del differenziale è solo in funzione di questa relazione per un massimo di 1A. Non c'è alcun obbligo ad utilizzare Id 30mA, se non una raccomandazione solamente per gli impianti di cui al secondo punto art. 714.1 (impianti semaforici, insegne pubblicitarie, ecc.). Per aumentare ulteriormente la continuità di servizio di possono utilizzare dei blocchi differenziali con dispositivo di autoriarmo appositi per gli impianti di IP.
Giusto e professionale quanto riportato da Mike.
L'esperienza Insegna.
http://www.genioincompreso.com
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Buongiorno a tutti,
scusate se scrivo su questa discussione dopo tanto tempo.
Ci sono prescrizioni sui tempi di intervento (consigliati o massimi) dei differenziali per gli impianti di pubblica illuminazione?
Faccio questa domanda perché abbiamo trovato un impianto di illuminazione pubblica con un interruttore differenziale a cui è stato impostato il tempo di intervento al massimo perché continuava ad intervenire (il problema si è presentato dopo tre giorni di pioggia) e l'elettricista sostiene che è perfettamente a norma visto che non ha cambiato la corrente differenziale.
Ho fatto qualche ricerca ma non riesco a trovare nulla, ho trovato solo un riferimento alla corrente differenziale consigliata come peraltro avete scritto qui.
Grazie
scusate se scrivo su questa discussione dopo tanto tempo.
Ci sono prescrizioni sui tempi di intervento (consigliati o massimi) dei differenziali per gli impianti di pubblica illuminazione?
Faccio questa domanda perché abbiamo trovato un impianto di illuminazione pubblica con un interruttore differenziale a cui è stato impostato il tempo di intervento al massimo perché continuava ad intervenire (il problema si è presentato dopo tre giorni di pioggia) e l'elettricista sostiene che è perfettamente a norma visto che non ha cambiato la corrente differenziale.
Ho fatto qualche ricerca ma non riesco a trovare nulla, ho trovato solo un riferimento alla corrente differenziale consigliata come peraltro avete scritto qui.
Grazie
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413.1.4.2 Nei sistemi TT si devono utilizzare dispositivi di protezione a corrente differenziale.giuly1986 ha scritto:Buongiorno a tutti,
scusate se scrivo su questa discussione dopo tanto tempo.
Ci sono prescrizioni sui tempi di intervento (consigliati o massimi) dei differenziali per gli impianti di pubblica illuminazione?
Faccio questa domanda perché abbiamo trovato un impianto di illuminazione pubblica con un interruttore differenziale a cui è stato impostato il tempo di intervento al massimo perché continuava ad intervenire (il problema si è presentato dopo tre giorni di pioggia) e l'elettricista sostiene che è perfettamente a norma visto che non ha cambiato la corrente differenziale.
Ho fatto qualche ricerca ma non riesco a trovare nulla, ho trovato solo un riferimento alla corrente differenziale consigliata come peraltro avete scritto qui.
Grazie
Deve essere soddisfatta la seguente condizione:
RE x Idn L
dove:
RE è la la resistenza del dispersore in ohm;
Idn è la corrente nominale differenziale in ampere.
Per ottenere selettività con i dispositivi di protezione a corrente differenziale nei circuiti di
distribuzione è ammesso un tempo di interruzione non superiore a 1 s.
L'esperienza Insegna.
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Ciao Romeo,
grazie per la risposta velocissima.
Gentilissimo!
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Attenzione:
Questa possibilità è ammessa per i circuiti di distribuzione, ai fini di ottenere selettività. Non credo possa applicarsi a circuiti terminali. Del resto la motivazione è: 'per ottenere selettività'. Se si riferisse ai circuiti terminali rispetto a cosa parleremmo di selettività?
Se quello è l'unico interruttore differenziale a servizio dei circuiti terminali andrei cauto con l'impostazione dei tempi di intervento.
Romeo ha scritto:Per ottenere selettività con i dispositivi di protezione a corrente differenziale nei circuiti di distribuzione è ammesso un tempo di interruzione non superiore a 1 s.
Questa possibilità è ammessa per i circuiti di distribuzione, ai fini di ottenere selettività. Non credo possa applicarsi a circuiti terminali. Del resto la motivazione è: 'per ottenere selettività'. Se si riferisse ai circuiti terminali rispetto a cosa parleremmo di selettività?
giuly1986 ha scritto:Faccio questa domanda perché abbiamo trovato un impianto di illuminazione pubblica con un interruttore differenziale a cui è stato impostato il tempo di intervento al massimo perché continuava ad intervenire
Se quello è l'unico interruttore differenziale a servizio dei circuiti terminali andrei cauto con l'impostazione dei tempi di intervento.
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Io aggiungerei però una precisazione.
Il paragrafo in esame dell'art. 413.1.4.2 cita esattamente:
"Per ottenere selettività con i dispositivi di protezione a corrente differenziale nei circuiti di distribuzione è ammesso un tempo di interruzione non superiore a 1 s."
A mio avviso può essere sollevato il problema che il circuito in esame è terminale visto che alimenta direttamente i pali. Mi pare inoltre di capire che a valle non vi sono altri differenziali che rendono quindi necessaria la selettività tra dispositivi in serie.
Lo stesso commento all'art. in esame cita quanto segue:
"I dispositivi di protezione a corrente differenziale, sia di tipo generale sia di tipo S, sono adatti per assicurare la protezione contro i contatti indiretti nei sistemi TT.
I tempi massimi di intervento previsti per i tipi generale ed S, dalle Norme CEI EN 61008-1 (CEI 23-42), CEI EN 61008-2-1 (CEI 23-43), CEI EN 61009-1 (CEI 23-44), CEI EN 61009-2-1 (CEI 23-45) (riguardanti gli interruttori differenziali per uso domestico e similare) e, per i tipi corrispondenti, dalla Norma CEI EN 60947-2 (CEI 17-5) (riguardante gli interruttori differenziali per uso industriale), sono tali da permettere di soddisfare le condizioni relative alla protezione contro i contatti indiretti."
A mio avviso l'intervento messo in atto dall'installatore non garantisce la protezione dai contatti indiretti essendo il circuito terminale.
Il paragrafo in esame dell'art. 413.1.4.2 cita esattamente:
"Per ottenere selettività con i dispositivi di protezione a corrente differenziale nei circuiti di distribuzione è ammesso un tempo di interruzione non superiore a 1 s."
A mio avviso può essere sollevato il problema che il circuito in esame è terminale visto che alimenta direttamente i pali. Mi pare inoltre di capire che a valle non vi sono altri differenziali che rendono quindi necessaria la selettività tra dispositivi in serie.
Lo stesso commento all'art. in esame cita quanto segue:
"I dispositivi di protezione a corrente differenziale, sia di tipo generale sia di tipo S, sono adatti per assicurare la protezione contro i contatti indiretti nei sistemi TT.
I tempi massimi di intervento previsti per i tipi generale ed S, dalle Norme CEI EN 61008-1 (CEI 23-42), CEI EN 61008-2-1 (CEI 23-43), CEI EN 61009-1 (CEI 23-44), CEI EN 61009-2-1 (CEI 23-45) (riguardanti gli interruttori differenziali per uso domestico e similare) e, per i tipi corrispondenti, dalla Norma CEI EN 60947-2 (CEI 17-5) (riguardante gli interruttori differenziali per uso industriale), sono tali da permettere di soddisfare le condizioni relative alla protezione contro i contatti indiretti."
A mio avviso l'intervento messo in atto dall'installatore non garantisce la protezione dai contatti indiretti essendo il circuito terminale.
La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia.
Hermann Hesse - Siddharta
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