Cominciamo allora dal NIC.
NIC sta per
Negative Impedance Converter o
Convertitore di Impedenza Negativa.
Il circuito permette di simulare impedenze negative.
E' usato anche nei filtri attivi.
Vediamo come si può costruirne uno:
Supponiamo di avere un amplificatore di guadagno A e di reazionarlo con una resistenza R.
Siamo intenzionati a calcolare la resistenza equivalente al suo ingresso:
Facendo un breve conto si ottiene che

.
- se A<1 si ha che
è positiva e divisa per un coefficiente che può essere maggiore o minore di uno; - se A=1 si ha una resistenza di ingresso infinita. Questo caso è comprensibile perché se A=1 si ha che
, pertanto la resistenza non vedrà tensione ai suoi capi e non sarà attraversata da alcuna corrente; - se A>1 il denominatore diventa negativo, pertanto la resistenza di ingresso è negativa!
Il circuito può, quindi, essere utilizzato per simulare una resistenza negativa.
Utilizzando un opamp quale amplificatore non invertente, cioè di guadagno

, si ottiene il circuito seguente:
con

.
L'ultima formula scritta suggerisce anche una piccola variante: nessuno impedisce di riscrivere la formula in questo modo:

, con

.
Il vantaggio risiede nel considerare

quale resistenza "invertita", che ha un capo al riferimento.
Questo permette di invertire circuiti più complessi di una semplice resistenza. Se interessa ci torno su.
Vediamo adesso come si applica il NIC al nostro alimentatore, di cui riporto la parte interessata per comodità:
Il circuito è quindi equivalente a :
o anche, con Thevenin:
Dove occorre prestare attenzione al verso del generatore equivalente di Thevenin.
Supponendo il condensatore scarico all'accensione, proviamo a calcolare la tensione ai capi del medesimo nel tempo. Utilizziamo la formula del transitorio. Il diodo vede ai suoi capi una tensione nulla, per cui trascuriamolo, casomai torneremo su di lui più tardi. Utilizziamo per il diodo il modello esponenziale.
Risulta che:

oppure, per rendersi meglio conto di cosa significhi questa formula, con i valori numerici:
Cioè la tensione sul condensatore cresce esponenzialmente senza avere un asintoto!!Questo grazie alla resistenza negativa che abbiamo introdotto.
Come si vede dalla formula, dopo un po' di tempo la tensione diventa positiva e, quando arriverà ad essere sufficientemente grande per portare il diodo in conduzione esso fara da "clipper", stabilizzandola in un interno di 0.6-0.7V.
A questo punto, il diodo, imponendo una tensione costante all'ingresso dell'amplificatore, interrompe la reazione che fa funzionare il NIC.
L'ingresso dell'amplificatore si stabilizza quindi a 0.6-0.7V e l'uscita (A=2) si stabilizza al doppio.
Qual è il vantaggio di avere questo tipo di polarizzazione per il diodo (o lo zener)?
Il vantaggio più grande è relativo alla insensibilità rispetto alle fluttuazioni della tensione di alimentazione, davvero notevole.
Facciamo qualche simulazione:
Il circuito simulato è questo:
In pratica ho staccato la resistenza che realizzava il NIC.
L'alimentazione imposta al circuito è questa:
Ecco il risultato:
Si vede che l'esponenziale ha un asintoto, il circuito impiega circa 18 ms per partire.
L'ondulazione sull'uscita è 13mV circa.
Vediamo invece cosa succede con il NIC funzionante e con la stessa alimentazione a cui è stata sovrapposta la sinusoide:
Si vede che l'esponenziale è crescente senza asintoto, il circuito impiega 1.8 ms per partire (è 10 volte più veloce).
L'ondulazione sull'uscita è 1.1 mV, cioè abbiamo guadagnato più di 20dB (!) in termini di insensibilità alle fluttuazioni dell'alimentazione.
Ciao,
Pietro.