si in effetti alla fine si entra in un campo diverso dall'elettrotecnica, ma speravo che qualcuno avesse avuto
esperienze simili..
Nel frattempo forse ho trovato qualcuno che ha la famigerata 50160, spero che la trovi perché sono proprio curiosa di vedere cosa dice!
CEI EN 50160 e protezione basse tensioni (problema con ENEL)
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kikkina ha scritto:si in effetti alla fine si entra in un campo diverso dall'elettrotecnica, ma speravo che qualcuno avesse avuto
esperienze simili..
Nel frattempo forse ho trovato qualcuno che ha la famigerata 50160, spero che la trovi perché sono proprio curiosa di vedere cosa dice!
La 50160 prescrive (come già stato detto) i parametri di frequenza, tensione, flicker e THD che deve avere la fornitura di energia elettrica.
Se questi limiti non sono rispettati, le tempistiche di intervento, comunicazione all'utente e eventuale rimborso oppure quanto l'utente deve pagare in caso i parametri rientrino in detti limiti lo decide la Delibera dell'Autority Per l'Energia Elettrica e il Gas...
Ora sono a casa e non ricordo il numero...ma potete trovarla senz'altro sul sito dell'Autority
http://www.autorita.energia.it/it/consumatori/consumatori_ele.htm
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Bene, abbiamo fatto un passo avanti...comunque..credo che la crepa nel sistema rientri nella assurda cdt fino a 182 VAC che ha interrotto la fuznionalità degli utilizzatori.
La frequenza e la THD...sono certamente ok, per la valutazione della tensione al 10% del valore normalizzato...
La frequenza e la THD...sono certamente ok, per la valutazione della tensione al 10% del valore normalizzato...
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Cito la Norma:
2.3 Variazioni della tensione di alimentazione
La Norma CEI EN 50160 stabilisce che in condizioni normali d’esercizio, escludendo le situazioni risultanti da guasti o interruzioni di tensione,
- tutti i valori efficaci della tensione di alimentazione, mediati nei 10 minuti devono essere compresi nell’intervallo Un +10%/-15%.
- durante qualsiasi periodo di una settimana il 95% dei valori efficaci della tensione d’alimentazione, mediato nei 10 minuti, deve essere compreso nell'intervallo Un ±10%.
2.3 Variazioni della tensione di alimentazione
La Norma CEI EN 50160 stabilisce che in condizioni normali d’esercizio, escludendo le situazioni risultanti da guasti o interruzioni di tensione,
- tutti i valori efficaci della tensione di alimentazione, mediati nei 10 minuti devono essere compresi nell’intervallo Un +10%/-15%.
- durante qualsiasi periodo di una settimana il 95% dei valori efficaci della tensione d’alimentazione, mediato nei 10 minuti, deve essere compreso nell'intervallo Un ±10%.
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Ottimo..!! terrò a mente quest'ultimo passaggio ...non ho mai fatto a dire il vero, una ricerca per apprendere i termini matematici della qualità del servizio. Ne abbiamo partlato anche altre volte ma mi apre che nessuno aveva postato i riferimenti specifici.
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Grazie MSilvano! Non avevo preso in considerazione l'idea di fare un reclamo all'AEEG!
Il problema a questo punto è che non potrò dimostrare il mancato rispetto di queste condizioni:
Il problema a questo punto è che non potrò dimostrare il mancato rispetto di queste condizioni:
MSilvano ha scritto:- tutti i valori efficaci della tensione di alimentazione, mediati nei 10 minuti devono essere compresi nell’intervallo Un +10%/-15%.
- durante qualsiasi periodo di una settimana il 95% dei valori efficaci della tensione d’alimentazione, mediato nei 10 minuti, deve essere compreso nell'intervallo Un ±10%.
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kikkina ha scritto:Il problema a questo punto è che non potrò dimostrare il mancato rispetto di queste condizioni:
Proprio per questo ti è stato detto che l'unica soluzione è la richiesta ufficiale di verifica al Distributore.
-

Giovepluvio
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Possiamo affermare che, il reclamo è doveroso, e nella pratica promuove sanzioni agli enti solo quando condivide un disservizio di rilevante su larga scale.
Dato che non c'e' la perizia con avvalorata dalle prescrizioni dettate dalla normativa...rimane l'esposto.
Dato che non c'e' la perizia con avvalorata dalle prescrizioni dettate dalla normativa...rimane l'esposto.
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Se nel contratto di fornitura si parla di un ± 10% di tolleranza sul valore nominale di tensione (RMS) sia esso riferito ai 230 V o ai vecchi 220 V (ancora indicati in contratti di qualche anno fa), perche` nelle tolleranze sopra riportate c' e` un 5% di manica larga (a favore del distributore) sui valori inferiori?
In soldoni, se durante una verifica, la media valori nei 10' si attesta sul - 15%, ossia ho stabilmente una tensione di 187 V (con contratto indicante i vecchi 220 V), il distributore puo` anche dirmi che va bene cosi, purche` nel lungo periodo (una settimana) sia rispettato il 95% dei valori medi efficaci (sempre considerati come media nei 10 minuti).
Il 95% di una settimana sono poco meno di 160 ore su 168 totali, mi pare di capire che siano quindi accettate circa otto ore di funzionamento anche a valori inferiori del 15% rispetto a Vn, cosa che non si evince dal contratto di fornitura.
Ora a prescindere dal fatto che poi il distributore intervenga magari anche laddove i meri numeri e le percentuali gli dessero motivo di non farlo, e` un ipotesi la mia, ma dico -e so gia` quale sara` la risposta- e` mai possibile che un numero messo nero su bianco non costituisca mai una certezza, ma nasconda dietro di se, altre norme, normette, procedure e cavilli vari, che ne sminuiscono e annientano la validita`, si insomma, ma perche` questa continua presa per il culo del consumatore?
Sia chiaro, non ce l'ho mica con te MSilvano, e` con questo sistema che si estende alla maggiorparte dei contratti, fatti appositamente di pagine e pagine con cavilli stampati in caratteri lillipuziani che dovremmo imparare a leggere tutti, attentamente, prima di firmare. Ma e` evidente che si tratta di una tecnica a mio avviso molto scorretta atta a disinvogliare l'utente a farsi venire un male agli occhi e alla testa, nell'intento di sbrogliare quelle righe che tra ripetizioni varie, terminologia burocratese, ti nasconde l'inchiappettatura finale.
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