Quadro elettrico e sovratemperatura
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Mike
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concordo appieno con Mike, il quadrista come ho scritto prima è l'unico responsabile del quadro, almeno come prodotto. Se il progettista richiede un quadro da 25kA dove invece ce ne sono 35 questo non è errore imputabile al costruttore del quadro (che spesso non ha idea di dove sarà installato) ma di chi lo ha commissionato con caratteristiche che non si adattavano all'impianto. Ma se il progettista sul suo schema mi fa qualche collegamento bizzarro relativo magari all'interruttore aperto superaccessoriato con relè con funzioni L-S-I-G-D-U-UV-OV-RV-RP-UF-OF-OT (tutte funzioni che non mi sono inventato ma che esistono anche se poi chi le richiede ne sfrutta si e no il 5%....) la colpa è indubbiamente del quadrista, imputabile solo a lui. I software dedicati danno un dimensionamento di massima di un quadro con schemi elettrici di massima (che spesso lasciano il tempo che trovano) ma lo schema costruttivo di un quadro è ben altra cosa e spetta al quadrista che è appunto il responsabile della sua costruzione e progettazione.
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rosino ha scritto:Non trovo concepibile però mettere a capitolato un quadro tecnicamente errato.
Ma ci mancherebbe altro! Questo è l'abc, se il progettista mette un quadro tecnicamente errato se ne assume in pieno le responsabilità ma questi sono di fatto errori progettuali, ovvero VIRTUALI! Ben peggio fa il quadrista a rendere esecutivo un quadro che risulta tecnicamente errato solo perché l'ha ricevuto così dal progettista. In questo caso ci sarà responsabilità sia del progettista che del quadrista.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
Michele Lysander Guetta
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Mike
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C'è sempre confusione riguardo le responsabilità sul progetto del quadro elettrico.
Il progettista del quadro non è il progettista dell'impianto.
Il quadro è un componente elettrico al pari di un corpo illuminante.
Di conseguenza il progettista dell'impianto ha solo l'onere di specificare alcune caratteristichen (es. taglia interruttori in funzione delle utenze in campo), ma non quello di effettuare le verifiche costruttive (es. prova di sovratemperatura) che sono in carico al costruttore del quadro.
Ovviamente questo non vuol dire che il progettista possa dare informazioni palesemente errate (es. carpenteria estremamente compatta che non potrà mai essere adeguata ai fini della sovratemperatura). Ma in ultima analisi le verifiche costruttive sono in capo al quadrista.
Il progettista del quadro non è il progettista dell'impianto.
Il quadro è un componente elettrico al pari di un corpo illuminante.
Di conseguenza il progettista dell'impianto ha solo l'onere di specificare alcune caratteristichen (es. taglia interruttori in funzione delle utenze in campo), ma non quello di effettuare le verifiche costruttive (es. prova di sovratemperatura) che sono in carico al costruttore del quadro.
Ovviamente questo non vuol dire che il progettista possa dare informazioni palesemente errate (es. carpenteria estremamente compatta che non potrà mai essere adeguata ai fini della sovratemperatura). Ma in ultima analisi le verifiche costruttive sono in capo al quadrista.
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ProgettoImpianti
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ProgettoImpianti ha scritto:Il progettista del quadro non è il progettista dell'impianto.
Il quadro è un componente elettrico al pari di un corpo illuminante.
Di conseguenza il progettista dell'impianto ha solo l'onere di specificare alcune caratteristichen (es. taglia interruttori in funzione delle utenze in campo), ma non quello di effettuare le verifiche costruttive (es. prova di sovratemperatura) che sono in carico al costruttore del quadro.
In sostanza il quadro viene trattato come, ad esempio, l'interruttore per accendere la luce... La responsabilità è di chi lo costruisce.
Al progettista il compito di indicare le caratteristiche corrette.
Correggimi se sbaglio.
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io posso parlare per la mia esperienza:
Io di solito fornisco solo l'unifilare più eventuale multifilare qualora vi siano cablaggi non di potenza per i quali lo ritenga opportuno (magari apparecchiature elettroniche , contattori per i quali siano richiesti particolari contatti ausiliari o altro).
non fornisco quasi mai carpenteria del quadro e relativi calcoli per i seguenti motivi:
- spesso tutti i quadristi con cui ho avuto a che fare prediligono una marca anziché un'altra per i componenti, pertanto le mie verifiche potrebbero risultare inutili e il quadrista dovrebbe comunque fare le sue con suo software.
- Alcuni installatori in alcuni casi e per comodità loro scelgono carpenterie anche più ampie di quelle che avrei scelto io
- la verifica ultima deve comunque essere prodotta dal costruttore del prodotto che è il quadrista e pertanto la responsabilità della verifica del prodotto ritengo spetti a lui.
Ciò premesso però vi dico che in alcuni casi ho dovuto fornire anche la carpenteria e i relativi calcoli per necessità progettuali, qualche esempio?
1.il caso in cui lo spazio a disposizione è vincolato dal committente e devo verificare che quanto mi ha dato a disposizione sia realmente sufficiente a piazzarci il quadro stesso (diversamente dico al cliente che lo spazio destinato a locale tecnico è insufficiente in base ai miei calcoli temici preliminari e evito rogne future).
2. caso in cui nel quadro debba inserire spazio per futuri sostanziali ampliamenti di impianto o più semplicemente per il rispetto di un definito layout ( dove per esempio prediligo spie di segnalazione con un ben preciso layout di fronte quadro per esigenze mie).
Insomma se lo voglio come dico io e dico " deve essere così " allora cerco di controllarmi tutto.
Io di solito fornisco solo l'unifilare più eventuale multifilare qualora vi siano cablaggi non di potenza per i quali lo ritenga opportuno (magari apparecchiature elettroniche , contattori per i quali siano richiesti particolari contatti ausiliari o altro).
non fornisco quasi mai carpenteria del quadro e relativi calcoli per i seguenti motivi:
- spesso tutti i quadristi con cui ho avuto a che fare prediligono una marca anziché un'altra per i componenti, pertanto le mie verifiche potrebbero risultare inutili e il quadrista dovrebbe comunque fare le sue con suo software.
- Alcuni installatori in alcuni casi e per comodità loro scelgono carpenterie anche più ampie di quelle che avrei scelto io
- la verifica ultima deve comunque essere prodotta dal costruttore del prodotto che è il quadrista e pertanto la responsabilità della verifica del prodotto ritengo spetti a lui.
Ciò premesso però vi dico che in alcuni casi ho dovuto fornire anche la carpenteria e i relativi calcoli per necessità progettuali, qualche esempio?
1.il caso in cui lo spazio a disposizione è vincolato dal committente e devo verificare che quanto mi ha dato a disposizione sia realmente sufficiente a piazzarci il quadro stesso (diversamente dico al cliente che lo spazio destinato a locale tecnico è insufficiente in base ai miei calcoli temici preliminari e evito rogne future).
2. caso in cui nel quadro debba inserire spazio per futuri sostanziali ampliamenti di impianto o più semplicemente per il rispetto di un definito layout ( dove per esempio prediligo spie di segnalazione con un ben preciso layout di fronte quadro per esigenze mie).
Insomma se lo voglio come dico io e dico " deve essere così " allora cerco di controllarmi tutto.
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AndreB il progettista dell'impianto da tutte le informazioni necessarie affinchè il quadro sia coordinato con il resto dell'impianto mentre il progettista del quadro (quadrista) realizza il quadro secondo le specifiche del progettista dell'impianto ed in aggiunta fa tutte le verifiche necessarie per certificare il quadro ai sensi della norma quadri.
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ProgettoImpianti
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paolo a m ha scritto:Un quadro non è un impianto.
Ma fa parte dell'impianto, secondo me.
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andreandrea
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Il quadro elettrico è un prodotto, la rispondenza riguarda l'impianto, quindi la rispondenza delle protezioni al coordinamento.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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