PCB amplificatore audio
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Dai Claudio..lo sanno tutti che con altoparlanti ad impedenza negativa anche la potenza diventa negativa e quindi, quando l'ampli suona non consuma nulla.. anzi ti fa girare al contrario il contatore o, se è per auto, ti ricarica pure la batteria 
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BrunoValente
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claudiocedrone
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Per gli increduli e i curiosi ecco a voi : http://www.diyaudio.com/forums/chip-amp ... -also.html
Non è di certo un sito i cui utenti sono idraulici,con tutto il rispetto per questi ultimi :)
Non è di certo un sito i cui utenti sono idraulici,con tutto il rispetto per questi ultimi :)
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* Perdonate il francesismo...
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claudiocedrone
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claudiocedrone ha scritto::-) EhmRenzoDF p. es è proprio un idraulico di professione
Da quel che ho capito è un idraulico aeronautico!
Ciao
Piercarlo
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dean95 ha scritto:Per gli increduli e i curiosi..
Allora, chiariamoci bene:
Il circuito in questione funziona sicuramente benissimo, nessuno lo mette e lo ha messo in dubbio.
Quella di collegare i finali in quel modo (con corrente a riposo nulla) è una soluzione classica e ben nota che serve ad aumentare la potenza dell'amplificatore.
In pratica per segnali bassi sotto la soglia di conduzione dei finali (1.2Vpp) è l'integrato a fornire la corrente al carico (in questo caso attraverso la R da 6.8 ohm 5W), per segnali più ampi invece sono i transistor.
Questa tecnica funziona soprattutto grazie alla controreazione molto spinta che riduce drasticamente le non linearità che si hanno al passaggio dalla interdizione alla conduzione dei transistor.
E' anche vero che aggiungendo altre coppie di finali, alimentatore permettendo, aumenta in proporzione la disponibilità di corrente al carico e quindi che aumenta anche la potenza su impedenze di carico decrescenti..ma fino ad un certo punto ovviamente, perché poi, quando la impedenza del carico diventa confrontabile con quella dei conduttori di collegamento, spuntano fuori altri problemi.
Quindi lo ripeto: nulla da obbiettare sullo schema e sulla soluzione adottata.
E' invece sulla presunta facilità di realizzazione del layout che ho seri dubbi..e non vuol dire nulla il fatto che quello dell'autore realizzato su una mille fori funzioni egregiamente: anche su una mille fori si può far funzionare bene un circuito potenzialmente critico se si sanno disporre componenti e collegamenti nel giusto modo.. evidentemente l'autore è in gamba e l'ha saputo cablare correttamente.
Se tu ritieni di saperlo cablare altrettanto bene e se questo è vero, allora quale è il problema? cablalo che sicuramente funzionerà!
Se invece ritieni che i problemi derivanti da un cattivo cablaggio siano una leggenda metropolitana allora quale è il problema? cablalo che sicuramente funzionerà!!
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BrunoValente
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Se può interessare spendo due parole sul funzionamento facendo il confronto tra questo amplificatore dove i finali in classe B pura (corrente a riposo nulla) sono pilotati da un amplificatore di potenza (l'integrato) ed un tipico amplificatore in classe B pura, dove i finali sono pilotati con un amplificatore di tensione o comunque non di potenza.
Quelle in figura sono le forme d'onda della tensione di uscita ad anello aperto, cioè sono le forme d'onda che si otterrebbero in uscita pilotando l'amplificatore con un segnale sinusoidale, se non vi fosse l'effetto benefico della controreazione.
La figura in alto è quella relativa al nostro amplificatore e si vede bene che nella zona intorno allo zero il guadagno si riduce perché ad alimentare il carico è solo l'integrato e il segnale si ripartisce tra la R da 6.8 ohm e i 4-8 ohm del carico. Per ampiezze maggiori invece i transistor entrano in conduzione e il guadagno aumenta perché l'effetto attenuante dovuto alla R da 6.8 ohm sparisce.
La figura in basso è quella relativa ad un tipico stadio finale in classe B pura non pilotato da un amplificatore di potenza e si vede bene che quando i transistor non conducono il carico non è affatto alimentato e che quindi c'è una zona intorno allo zero completamente piatta.
In entrambi i casi c'è una distorsione di incrocio ma nel primo caso è sensibilmente minore.
Questo comporta che l'effetto benefico della controreazione nel primo caso riesce a sistemare completamente le cose e la distorsione di incrocio sparisce quasi completamente, nel secondo caso invece, essendo la discontinuità molto più marcata, la controreazione non riesce ad eliminare completamente la distorsione.
Quelle in figura sono le forme d'onda della tensione di uscita ad anello aperto, cioè sono le forme d'onda che si otterrebbero in uscita pilotando l'amplificatore con un segnale sinusoidale, se non vi fosse l'effetto benefico della controreazione.
La figura in alto è quella relativa al nostro amplificatore e si vede bene che nella zona intorno allo zero il guadagno si riduce perché ad alimentare il carico è solo l'integrato e il segnale si ripartisce tra la R da 6.8 ohm e i 4-8 ohm del carico. Per ampiezze maggiori invece i transistor entrano in conduzione e il guadagno aumenta perché l'effetto attenuante dovuto alla R da 6.8 ohm sparisce.
La figura in basso è quella relativa ad un tipico stadio finale in classe B pura non pilotato da un amplificatore di potenza e si vede bene che quando i transistor non conducono il carico non è affatto alimentato e che quindi c'è una zona intorno allo zero completamente piatta.
In entrambi i casi c'è una distorsione di incrocio ma nel primo caso è sensibilmente minore.
Questo comporta che l'effetto benefico della controreazione nel primo caso riesce a sistemare completamente le cose e la distorsione di incrocio sparisce quasi completamente, nel secondo caso invece, essendo la discontinuità molto più marcata, la controreazione non riesce ad eliminare completamente la distorsione.
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BrunoValente
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BrunoValente ha scritto: In entrambi i casi c'è una distorsione di incrocio ma nel primo caso è sensibilmente minore.
Questo comporta che l'effetto benefico della controreazione nel primo caso riesce a sistemare completamente le cose e la distorsione di incrocio sparisce quasi completamente, nel secondo caso invece, essendo la discontinuità molto più marcata, la controreazione non riesce ad eliminare completamente la distorsione.
Infatti... La controreazione riesce a fare al meglio il suo mestiere se non vi è NULLA CHE INTERROMPA l'anello di retroazione. E la distorsione di incrocio pure fa appunto questo: aprire l'anello di retroazione annullandone l'azione, sia pure per un istante piccolissimo.
Se si riesce ad evitare l'apertura dell'anello di retroazione si può anche far lavorare i finali non polarizzati mantenendo allo stesso tempo ai minimi termini la distorsione di incrocio: ed è quello che a suo tempo venne fatto nel QUAD 405, in cui, al di là di altre interessanti caratteristiche, l'espediente essenziale per riuscire praticamente a cancellare la distorsione di incrocio, fu quello di rendere il pilota in tensione dello stadio finale capace di alimentare "quasi" direttamente il carico (attraverso una resistenza di relativamente basso valore, 47 ohm nel caso specifico) nel piccolo intervallo di segnale in cui lo stadio finale vero e proprio è completamente interdetto.
Il trucco, in presenza di un adeguato tasso di retroazione, è talmente efficace che, nel caso del QUAD 405, questi aveva di fatto la distorsione di un classe A (ovvero la distorsione dello stadio pilota in tensione che precede lo stadio di uscita) NONOSTANTE i finali lavorassero effettivamente in classe C.... Tutto il "miracolo" è dovuto ovviamente a quel "in presenza di un adeguato tasso di retroazione"; senza non ci sono santi o trucchi che tengano...
Ciao
Piercarlo
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Piercarlo ha scritto:..E la distorsione di incrocio pure fa appunto questo: aprire l'anello di retroazione annullandone l'azione, sia pure per un istante piccolissimo.
Infatti è una questione di velocità più che di guadagno alto: se l'amplificatore di errore fosse velocissimo riuscirebbe a saltare da una parte all'altra in un tempo nullo e a cancellare completamente la distorsione.
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BrunoValente
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E' invece sulla presunta facilità di realizzazione del layout che ho seri dubbi..e non vuol dire nulla il fatto che quello dell'autore realizzato su una mille fori funzioni egregiamente: anche su una mille fori si può far funzionare bene un circuito potenzialmente critico se si sanno disporre componenti e collegamenti nel giusto modo.. evidentemente l'autore è in gamba e l'ha saputo cablare correttamente.
Se tu ritieni di saperlo cablare altrettanto bene e se questo è vero, allora quale è il problema? cablalo che sicuramente funzionerà!
il problema è questo: evitare come la peste la millefori per questo progetto
Se invece ritieni che i problemi derivanti da un cattivo cablaggio siano una leggenda metropolitana allora quale è il problema? cablalo che sicuramente funzionerà!!
assolutamente no,in questi anni di studio sia scolastico che sul forum,ho imparato certi "tip and tricks" e i collegamenti sono davvero il problema principale e fonte di problemi.
sempre nel sito di diyaudio qualcuno ha realizzato il PCB del fratello maggiore tda7293 ( per me non cambia nulla,io ho sia il tda7294 che il tda7293) che ha gli stessi transistor finali,ma non mi convince molto,voi che dite:
http://www.diyaudio.com/forums/chip-amp ... lso-9.html
off-topic: ma i ponticelli,sia su basette millefori che PCB,devono essere " stesi",quasi attaccati alla basetta o possono anche essere sollevati rispetto alla basetta
non so se sono stato chiaro
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