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Calibrazione periodica degli strumenti

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[1] Calibrazione periodica degli strumenti

Messaggioda Foto Utenteattilio » 11 mar 2014, 0:56

Leggendo questa discussione mi sono chiesto come la maggiorparte di voi gestisca i problemi legati alle verifiche periodiche degli strumenti di misura.

Mi spiego,
ogni strumento atto a misurare una grandezza fisica (ma non solo) e` intrinsecamente soggetto ad errori di varia natura, nonchè di una propria variabilità, per questo e per altri motivi, normalmente il fabbricante dichiara e in qualche modo certifica le incertezze sui rilevamenti per un periodo di tempo ben definito (indicativamente 12 mesi). Oltre questo periodo, lo strumento sostanzialmente non gode più di alcuna garanzia formale che ne garantisca il rispetto delle tolleranze iniziali.
In soldoni, il valore misurato e` tecnicamente "impugnabile".

Sui multimetri di un certo spessore, sugli strumenti multifunzionali e sugli analizzatori di rete per le verifiche dei parametri elettrici delle reti, secondo i criteri stabiliti dalle relative norme CEI EN, credo che la verifica periodica sia indispensabile e allo stesso tempo obbligata quando la misura eseguita diviene poi parte integrante di un collaudo o di una "certificazione".

Tuttavia, e` un argomento che raramente ho avuto modo di discutere. In azienda venivano calibrati e verificati gli strumenti le cui misure influivano direttamente sul prodotto ed ovviamente multimetri, pinze amperometriche e analizzatori non rientravano in questa casistica.
Ma come bisogna comportarsi quando lo strumento assolve ad una verifica espressamente richiesta da una procedura "normativa"?
Ha validità una Dichiarazione di Conformità che attesta l'esecuzione dei controlli strumentali eseguiti con un'apparecchiatura il cui certificato di calibrazione risulti scaduto magari da anni?
E` tutto demandato alla serietà del singolo?
Non sono sicuro che chi esegua calibrazioni (compresi eventuali laboratori tipo SIT) su strumenti di misura, ne garantisca i risultati per un periodo superiore a X (ics) mesi. La frequenza delle verifiche e` giusto che debba indicarla lo stesso verificatore (in un certo modo e` contraddittorio) o e` una responsabilità di colui il quale e` chiamato ad usare lo strumento in questione?
E` evidente che abbia le idee alquanto confuse su questo argomento, sono interessato ad avere non solo pareri ma anche risvolti pratici.
Su che prezzi si aggira una verifica/calibrazione di un megaohmetro o di un misuratore di terra piuttosto che di un misuratore di irraggiamento per impianti FV?

Provo a chiamare in causa qualcuno a caso ( :mrgreen: ) che per un motivo o per un altro, reputo ferrato sull'argomento, Foto UtenteDirtyDeeds, Foto UtenteMike, Foto Utentemario_maggi, Foto UtenteGiovepluvio, Foto Utenterosino, Foto UtenteMSilvano e chiunque altro abbia qualcosa da voler dire a riguardo! ;-)

Saluti
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[2] Re: Calibrazione periodica degli strumenti

Messaggioda Foto Utenterosino » 11 mar 2014, 1:11

Onorato dall'essere chiamato in causa da Attilio come persona che ne sa :lol:

Ho avuto modo di discuterne con qualche verificatore (462/01) ma non si è avvenuti a darti certi.
Chi esegue verifiche per professione calibra gli strumenti ogni anno ma, giustamente li usa quasi ogni giorno.
Il professionista "standard" ha sicuramente molte meno occasioni di usarli; mi riferisco comunque a verifiche tipo quali differenziali, resistenza di terra, resistenza di isolamento, impedenza anello di guasto...
Un certificato di taratura scaduto da qualche anno non dice nulla di più.

Personalmente la frequenza di utilizzo dello strumento per verifiche secondo la 64-8 è parecchio bassa. il confronto con un verificatore onestamente sarà 1-20.

Farò la taratura tra 20 anni? [-X
Sicuramente il buon senso mi dice di no, direi che ogni 5 anni per il mio utilizzo può andare.

Per tornare alla questione di Foto Utenteattilio, eventuali prescrizioni del costruttore a parte, non esistono (meglio dire non conosco) norme che consiglino o impongano cadenze sulle tarature degli strumenti di misura.
La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia.
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[3] Re: Calibrazione periodica degli strumenti

Messaggioda Foto Utenteattilio » 11 mar 2014, 1:14

Ti ringrazio Foto Utenterosino, hai risposto anche a domande ed esempi che avevo in mente di porre ma che ho dimenticato di inserire. :ok:

Vediamo che dicono gli altri.
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[4] Re: Calibrazione periodica degli strumenti

Messaggioda Foto Utenterosino » 11 mar 2014, 1:20

Figurati, dovere.
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[5] Re: Calibrazione periodica degli strumenti

Messaggioda Foto UtenteMSilvano » 11 mar 2014, 9:04

Dunque...personalmente oltre alla normale manutenzione fatta periodicamente a tutti gli strumenti di misura, faccio Certificare da un laboratorio Acrredia (ex SIT) solo gli strumenti che uso per le verifiche verso l'utenze, cioè i due analizzatori di rete e il Contatore campione.

Per gli altri strumenti basta confrontare le misure con uno strumento di riferimento Certificato (per esempio pinze amperometriche e tester vari delle squadre lavori).

Per la Certificazione è possibile rivolgersi a uno dei tanti laboratori accreditati italiani oppure a centri europei che rilasciano certificati simili e validi come l'Accredia (es. la DKD tedesca).

In realtà è sempre meglio rivolgersi al costruttore, se esegue questo servizio, perché se lo strumento dovesse avere qualche problema riscontrato in fase di taratura (anche solo la batteria a fine vita), eseguono la riparazione.

Mi è successo di mandare un contatore campione a Certificare presso IMQ e una volta giunto la, questo non si accendeva...ho dovuto farglielo spedire a chi eseguiva la manutenzione e quindi farlo tornare da IMQ con perdita di tempo.

Una volta rientrato lo strumento, con il suo bel Certificato di Taratura, sta all'utilizzatore controllare se lo strumento è in classe per l'uso che ne fa e ogni quanto ripetere la Taratura...all'inizio mi avevano consigliato due anni e in effetti mi sembra un tempo ragionevole...lo strumento rimane comunque in Classe..
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[6] Re: Calibrazione periodica degli strumenti

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 11 mar 2014, 10:27

Foto Utenteattilio se lavori in una azienda certificata ISO 9001 (qualità per capirci) dovresti avere procedure specifiche per la strumentazione che usi, critica e non critica.
E' comunque un argomento motlo delicato; difficile avere un certificato di taratura, che può costare più di uno strumento nuovo. (es. fonometro)
Discorso diverso per strumentazione particolare tipo analizzatori di spettro, stazioni di collaudo.
Uno strumento campione, che utilizzi per verificare i tuoi strumenti, non devi usarlo per fare misure.
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[7] Re: Calibrazione periodica degli strumenti

Messaggioda Foto UtenteMike » 11 mar 2014, 11:23

Io la penso esattamente come Foto Utenterosino. Poi sulle certificazioni ISO 9001 e compagnia cantando stendo un velo pietoso... La taratura dello strumento è senza ombra di dubbio necessaria per dimostrare la validità della misura in un contenzioso. Ma anche lì c'è da discernere, se misuro la Rt di un TT con loop tester e mi risulta 1 Ohm, posso avere lo strumento della prima guerra mondiale e mai tarato che quel valore misurato sia in ogni caso valido per valutare il coordinamento per la protezione dai contatti indiretti. Viceversa se in un sistema di IIa categoria misuro la Rt con il metodo volt-amperometrico, anche il decimo di ohm può risultare fatale.
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[8] Re: Calibrazione periodica degli strumenti

Messaggioda Foto Utenteattilio » 11 mar 2014, 11:24

Dunque, cerco di spiegarmi meglio.
E` palese che misurare una Rt di 32 ohm (± 1%) con uno strumento "starato" invece di una più veritiera Rt da 27 ohm (± 1%) con strumento "tarato" non comporti problemi di sorta. Lo stesso vale a grandi linee anche per gli altri parametri che si controllano comunemente al momento del collaudo di un impianto elettrico.
Certo, se le corrente di prova di un differenziale invece di essere (esempio) 30 mA più relativa incertezza, diventi 35, 40 mA... bè forse qualche domanda bisogna farsela.

Perfettamente d'accordo sulla prova comparativa/ridondante con due strumenti per le misure più importanti, un po' meno d'accordo con questa affermazione:

Guerra ha scritto:se lavori in una azienda certificata ISO 9001

Ce le avevo. Ma l'intervallo tra una verifica, calibrazione/taratura e la successiva veniva definito dallo stesso laboratorio interno.

Su uno strumento provvisto di un certificato di collaudo con chiara data di scadenza riportata in calce (nulla di strano!) chi suggerisce una verifica periodica c/o il costruttore o altro centro accreditato?
Mi chiedo anche, se al di là dell'interesse stesso del tecnico, non sia comunque prescritto da qualche parte.
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[9] Re: Calibrazione periodica degli strumenti

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 11 mar 2014, 11:35

La periodicità delle verifiche la decide l'azienda in base alla criticità dello strumento e all'uso che se ne fa.
Foto UtenteMike non è la norma ad essere "pietosa", ma l'uso che se ne fa.
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[10] Re: Calibrazione periodica degli strumenti

Messaggioda Foto UtenteMike » 11 mar 2014, 11:55

Guerra ha scritto:Foto UtenteMike non è la norma ad essere "pietosa", ma l'uso che se ne fa.


Si, vero anche questo. Conosco aziende che sprecano tempo e risorse per mantenere il sistema di qualità e rispettare a posteriori le procedure che loro stessi hanno creato, cioè l'imbecillità fatta a persone. Comunque in grandi aziende estere c'è la tendenza ad abbandonarla perché all'interno dell'organizzazione il rispetto della procedura diventa solo una scusa per non interessarsi di parti del processo che non competono, come a dire: io ho seguito la procedura e sono a posto, del resto chi se ne frega.
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