...oppure un trafo da 80 kVA se ne inserisco uno generale.
Ti consiglio solo di stare attento al valore della Icc minima a fine linea, con un trasformatore così esiguo potrebbe essere molto bassa.
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...oppure un trafo da 80 kVA se ne inserisco uno generale.
elettro ha scritto:Intendo questo: in linea di amssima o in teoria, un trafo dovrebbe lavorare fino all'80% del valore mominale.
A corredo di questo concetto, i costruttori ponogono le caratteristiche di utilizzo pratico , come ad esempio utilizzabile al 100% per un tempo max di 3 ore o al 110% per 1 ora max; è un esempio.
Se la fornitura è inerente a 40kW in trifase, è bene valutare se il trafo debba essere della talgia paritaria di 40KVA, o superiorie in base al tipo di carico e al fattore di contemporaneità.
La scelta della taglia del trafo è da valutare in sede di progetto e non da scegliere a caso...

marco76 ha scritto:Perché sarebbe un anacronismo sinceramente non lo capisco, difficoltà pratiche nei circuiti a 230 V ne vedo poche, sempre gli stessi fili devi portare.
MaxL ha scritto: Ti consiglio il trasformatore e non l'autotrasformatore (che costa un po' meno) perché ti risolve quache seccatura da un punto di vista della protezione dai contatti indiretti.
Tuttavia, come già detto, l'autotrasformatore:
non offre isolamento galvanico fra gli avvolgimenti, con rischi per la sicurezza e il funzionamento degli apparecchi a esso collegati, ed è necessario prendere delle precauzioni speciali se si vuole mettere a terra il secondario.
meno sicuro, un'eventuale rottura del trasformatore può sottoporre il carico all'intera tensione del primario. Per questo l'uso degli autotrasformatori è limitato a rapporti di conversione non superiori a 1:3 o 1:4
elettro ha scritto:Di carne al fuoco ce n'e' abbastanza
elettro ha scritto:ma chi è stato deposto
Attilio ha scritto:
Non era una serigrafia?![]()
vedi messaggio [1]
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