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230 V trifase

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[11] Re: 230 V trifase

Messaggioda Foto Utentemagoxax » 14 mar 2014, 16:28

...oppure un trafo da 80 kVA se ne inserisco uno generale.

Ti consiglio solo di stare attento al valore della Icc minima a fine linea, con un trasformatore così esiguo potrebbe essere molto bassa.
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[12] Re: 230 V trifase

Messaggioda Foto UtenteEMY78 » 14 mar 2014, 17:09

elettro ha scritto:Intendo questo: in linea di amssima o in teoria, un trafo dovrebbe lavorare fino all'80% del valore mominale.
A corredo di questo concetto, i costruttori ponogono le caratteristiche di utilizzo pratico , come ad esempio utilizzabile al 100% per un tempo max di 3 ore o al 110% per 1 ora max; è un esempio.
Se la fornitura è inerente a 40kW in trifase, è bene valutare se il trafo debba essere della talgia paritaria di 40KVA, o superiorie in base al tipo di carico e al fattore di contemporaneità.
La scelta della taglia del trafo è da valutare in sede di progetto e non da scegliere a caso...


In merito al suo funzionamento, è ovvio che si tratterrebbe alla stessa stregua di un trafo di cabina Mt/BT, ossia per un funzionamento continuo.
Nel senso che, avendo assodato le potenze in gioco e la potenza contrattuale da richiedere, vado di conseguenza a scegliere il trafo in maniera che funzioni intorno al suo 80%.
Siccomesi tratta di un trasferimento di capannone, ho già previsto (prima di smantellare tutto) con l'installatore, di simulare il loro picco di produzione e verificare lìeffettiva potenza richiesta dalla rete.
Esempio, qualora dovessi verificare che stiamo parlando di 50 kW, io opterei per un trafo dai 70-80 kVA :ok:
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[13] Re: 230 V trifase

Messaggioda Foto UtenteEMY78 » 14 mar 2014, 17:12

marco76 ha scritto:Perché sarebbe un anacronismo sinceramente non lo capisco, difficoltà pratiche nei circuiti a 230 V ne vedo poche, sempre gli stessi fili devi portare.


Sicuramente che i fili sono sempre due è vero, ma non sono sempre gli stessi.
In questo caso ad esempio negli uffici, per le linee luce avremo due fasi, invece di avere una fase e un neutro (col neutro direttamente alla lampada).
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[14] Re: 230 V trifase

Messaggioda Foto UtenteMSilvano » 14 mar 2014, 17:17

Secondo me, dovresti cablare tutto l'impianto come se avessi una linea a 400V e mettere un uico trasformatore a monte...questo ti permetterebbe di convertire velocemente l'impianto se mai l'ACEA adeguasse la tensione a 400V
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[15] Re: 230 V trifase

Messaggioda Foto Utenteattilio » 14 mar 2014, 21:09

Sono sostanzialmente in linea con quanto scritto da Foto UtenteMSilvano, tuttavia, potendo decidere di intraprendere due strade, una conservativa e probabilmente più economica (trasformatore dedicato alla sola macchina specifica) ma limitante in un ipotetico futuro; l'altra in direzione opposta e probabilmente più dispendiosa economicamente. Direi che sarebbe giusto mettere nero su bianco un analisi comparativa con i relativi risvolti ipitizzati, da sottoporre al cliente.

Poi, si possono fare altre valutazioni.
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[16] Re: 220 TRIFASE

Messaggioda Foto Utentefpalone » 15 mar 2014, 9:55

MaxL ha scritto: Ti consiglio il trasformatore e non l'autotrasformatore (che costa un po' meno) perché ti risolve quache seccatura da un punto di vista della protezione dai contatti indiretti.

Quali seccature comporterebbe un autotrasformatore per i contatti indiretti? Con un autotrasformatore il sistema rimane TT, quindi di fatto non cambia nulla rispetto alla situazione pre-esistente...
In più hai il notevole vantaggio non solo del costo iniziale, ma anche di perdite ridotte ed impedenza di corto circuito ridotta (quindi meno soldi in bolletta e meno cadute di tensione)! Ricordiamo che la potenza di dimensionamento di un autotrasformatore 400/230 V è circa il 43% di quella di un equivalente trasformatore...
Basta dare un'occhiata ad un catalogo per vedere le differenze.
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[17] Re: 230 V trifase

Messaggioda Foto Utenteelettro » 15 mar 2014, 14:12

Avevo scontato la variante dell'autotrasformatore, che a paritaà di potenza resa in VA, promette minore volume, peso e costo di costruzione.
Di converso, ha delle caratteristiche di cui bisogna tenere conto:
Tuttavia, come già detto, l'autotrasformatore:

non offre isolamento galvanico fra gli avvolgimenti, con rischi per la sicurezza e il funzionamento degli apparecchi a esso collegati, ed è necessario prendere delle precauzioni speciali se si vuole mettere a terra il secondario.
meno sicuro, un'eventuale rottura del trasformatore può sottoporre il carico all'intera tensione del primario. Per questo l'uso degli autotrasformatori è limitato a rapporti di conversione non superiori a 1:3 o 1:4


Ed altre cose che ho tralasciato.

Come è già stato predetto da altri forumer, dato che trattasi di luogo di lavoro credo che sia idoneo premunirsi della valutazione dalle scariche atmosferiche e come già esposto in altro post da altro utente ...valutare le prescrizioni Atex, visto che si tratta di falegnameria.

Di carne al fuoco ce n'e' abbastanza, comuque - il committente dovrebbe essere a consocenza anche di questi aspetti normativi correlati, ma chi è stato deposto a titolo pratico al trasbordo della parte elettrica dell'attività, potrebbe anche limitarsi ai termini minimi del suo mandato...così come richiesto; ma non entro nel merito della questione.
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[18] Re: 230 V trifase

Messaggioda Foto Utenteattilio » 15 mar 2014, 18:46

Foto Utenteelettro ha scritto:valutare le prescrizioni Atex, visto che si tratta di falegnameria

Non era una serigrafia? :-M

vedi messaggio [1]

elettro ha scritto:Di carne al fuoco ce n'e' abbastanza

Allora vuoi vedere che in realtà si tratta di una... polleria? :mrgreen:

elettro ha scritto:ma chi è stato deposto

preposto?
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[19] Re: 230 V trifase

Messaggioda Foto UtenteEMY78 » 15 mar 2014, 20:04

Attilio ha scritto:
Foto Utenteelettro ha scritto:valutare le prescrizioni Atex, visto che si tratta di falegnameria

Non era una serigrafia? :-M

vedi messaggio [1]


Si è una serigrafia.

Comunque concordo con il fatto, che l'idea di usare l'autotrasformatore non mi dispiace.
In effetti, tra gli svantaggi che avrei, vi è solo il discorso della separazione galvanica tra rete e mio impianto, ma in effetti, potrei alimentare il trasformatore con idoneo Int differenziale, e dopodichè dal secondario del trafo andrei ad alimentare il mio quadro generale e realizzare il tradizionale impianto.
Ovviamente fermo restando tutte le prescrizioni del caso, che verranno fuori dalla pratica VVF, in quanto si tratta di attività 76 B.
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[20] Re: 230 V trifase

Messaggioda Foto Utentepaolo a m » 15 mar 2014, 20:35

I carichi sono equilibrati? Se si è in presenza di carichi squilibrati l'autotrasformatore con avvolgimento a stella non è la scelta migliore.
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