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Impedenza speaker

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Moderatore: Foto UtenteIsidoroKZ

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[1] Impedenza speaker

Messaggioda Foto Utentegrab » 23 mar 2014, 15:20

Salve a tutti... approfitto sempre della vostra indubbia competenza :roll:
Avrei dei dubbi circa l'adattamento di speaker non equivalenti all'uscita del finale, in questo caso mono trattandosi di ampli per strumenti musicali.
Avevo d'avanzo un ottimo speaker da 16 ohm nuovo nuovo e volevo utilizzarlo.
So per certo che per i finali a transistor l'impedenza dello speaker non deve essere mai inferiore, pena il danneggiamento dei finali, allora ho voluto provarlo su un ampli con uscita nominale 8 ohm.
Sopresa: anche se l'originale 8 ohm era perfettamente funzionante, col il 16 ohm ho trovato apprezzabili miglioramenti nella gamma restituita, almeno per i miei gusti, visto che parlo di un ampli per chitarra.
Perdendo l'ampli in potenza d'uscita causa l'impedenza dello speaker questo mi permette di usarlo a un volume leggermente più alto, e ho notato una più vasta gamma di frequenze e un piacevole ridimensionamento di quelle basse, il tutto nonostante l'ampli abbia l'equalizzazione attiva, quindi di norma non subisce impasti della gamma a basso volume. Però è piuttosto potente, non mi permetteva mai di aprirlo a più di un 30%/40%, ora superando la metà non solo mi dà la stessa risposta in volume ma lo sento nettamente migliorato.
Ovviamente non l'ho stuzzicato più di tanto, non sono proprio esperto in materia e non vorrei rischiare, comunque anche tirandolo il finale non dava segni di surriscaldamento né calo di prestazioni.
Avevo letto da qualche parte che per il valvolari invece avviene il processo inverso, e cioé che in uscita l'impedenza dell'ampli non deve essere inferiore allo speaker, e comunque non ho trovato indicazioni precise in merito ... mi sembra un po' strano, e prima di far danni sperimentandolo su un valvolare vorrei un parere degli esperti.
Un cordiale saluto, e ringrazio anticipatamente per eventuali suggerimenti.
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[2] Re: Impedenza speaker

Messaggioda Foto UtenteCandy » 23 mar 2014, 15:49

Tema interessante, da lupi del mestiere. Piacerebbe ascoltare cosa dicono Foto UtenteBrunoValente e Foto UtentePiercarlo
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[3] Re: Impedenza speaker

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 23 mar 2014, 16:00

l'impedenza dell'altopalante è calcolato ad 1KHz, quindi a frequenze diverse è già tutta un'altra impedenza, ed è caratteristica dell'altroparlante....ovviamente, pensa solo ad un tweeter ed a un sub.....lavorano decisamente diversamente alla stessa frequenza.

per il finale a stato solido se lo carichi troppo avrai una corrente più elevata e quindi dissipazione maggiore, possibilità di bruciare i finali, nonchè maggiore distorsione dovuta a vari fenomeni.

per quello a valvole non saprei, è possibile che sia come dici tu, essendo l'uscita su un trasformatore, caricandolo meno del dovuto potresti avere sovratensioni sulle valvole e quindi problemi di rottura, ma non essendo esperto in merito di valvolari rimando a chi ne sa più sugli stessi.

ho sentito che i chitarristi non vogliono un finale "lineare" ma preferiscono qualcosa che attribuisca al suono effetti "speciali" perciò distorti, detto ciò tutto è lecito, no?


saluti.
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[4] Re: Impedenza speaker

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 23 mar 2014, 16:19

Brevemente (avevo già tentato una risposta più lunga ma il computer si è rimbambito e mi ha fatto saltare il testo prima dell'invio).

1) il primo punto, il miglioramento delle prestazioni cambiando l'altoparlante con uno di impedenza superiore dipende sostanzialmente dal fatto che l'altoparlante nuovo, lavorando meno sollecitato in potenza, lavora anche più linearmente (o, vedendo l'altro lato della faccenda, al fatto che la potenza erogata su 8 è, rispetto all'altoparlante collegato in precedenza, eccessiva e non ottimale per un funzionamento lineare). Altri contributi minori possono derivare proprio dalla diversa posizione del potenziometro di volume che, salvo l'adozione di precauzioni ad hoc in fase di progetto e costruzione, non è MAI veramente neutra (soprattutto se di valore elevato) nei confronti della risposta in frequenza dell'amplificatore a causa di passa basso spurii che forma con le capacità parassite dei cavi e del circuito e la cui frenquenza di intervento dipende proprio dalla posizione del potenziometro. Le frequenze di taglio sono quasi sempre in banda abbondantemente ultrasonica ma non abbastanza da escludere che il loro intervento spurio non cominci già in banda audio sia pure per poche frazioni di decibel (che sono irrilevanti numericamente... ma quasi mai musicalmente, a meno che la loro influenza sia veramente posta all'estremo della banda udibile: a 10 kHz differenze di mezzo decibel si fanno sentire, specie con un orecchio musicalmente allenato - che è, sia chiaro, un orecchio ben diverso da quello "audiofilo" ;-) ).

2) La ragione per cui, con gli ampli valvolari si sconsiglia di collegare in uscita altoparlanti di impedenza SUPERIORE a quella nominale richiesta (e ancor più si sconsiglia di farli lavorare senza carico collegato) sta nel fatto che la maggior degli amplificatori a valvole (con pochissime eccezioni, quasi mai comprese tra gli ampli per chitarra, che spesso,sono più che da battaglia, da guerra!), quando sono progettati per "spingere" in potenza, fanno uso di pentodi e tetrodi che escono quasi sempre puramente di anodo, una configurazione il cui guadagno in tensione naturale è FORTEMENTE dipendente dal carico (e che aumenta con l'aumento del valore di quest'ultimo) e che, in un sistema anche blandamente retroazionato come è in genere quello di un finale push-pull a valvole, può condurre il circuito a lavorare in regioni in cui diventa instabile a causa del guadagno ad anello aperto troppo elevato (instabilità che, per soprammercato, è pure resa più probabile dalla presenza inevitabile del trasformatore di uscita che, come tutti i trasformatori, è il peggior componente che si possa includere in un amplificatore retroazionato) che, se innescate e stuzzicate anche solo da un transiente, possono ridurre l'intero amplificatore ad un pastrocchio fumante e maleodorante nel giro di qualche minuto - questo anche grazie al fatto che gli ampli a valvole, contrariamente a quelli a stato solido, sono "duri a morire" e quindi, nel mentre, hanno tutto il tempo di far tirare le cuoia, oltre che alle valvole, anche al trasformatore di uscita prima che qualcuno si renda conto che "qualcosa non va".

Il problema è presente anche negli amplificatori a stato solido ma, non essendoci quasi mai trasformatori di uscita, ha molte meno possibilità di emergere a far disgusti. Oltrettutto, sotto questo aspetto, gli amplificatori più da battaglia sono in genere anche più robusti: in effetti, se si rimane al di sopra delle impedenze di carico minime raccomandate, l'unico fattore veramente influenzato dalla diversità delle impedenze degli altoparlanti è solo la distorsione, che diminuisce di qualcosa (non da farsene una malattia però) all'aumentare della loro impedenza

Ciao
Piercarlo
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[5] Re: Impedenza speaker

Messaggioda Foto UtenteMavKtr » 23 mar 2014, 16:29

Piercarlo ha scritto:...avevo già tentato una risposta più lunga...

Se questa è la versione corta, sarei proprio curioso di leggere quella lunga! =D>
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[6] Re: Impedenza speaker

Messaggioda Foto Utentegrab » 23 mar 2014, 19:11

Grazie a tutti per le esaurienti risposte.
Nel merito, e mi riferisco a Piercarlo, per non allungare troppo il post omettevo le cosiddette "esigenze personali".
Sicuramente a una distorsione naturale da sovraccarico preferisco una saturazione ben bilanciata, e in questo il valvolare non ha rivali, non m'è mai capitato un ampli allo stato solido che con il gain potesse eguagliarlo.
Quello che più m'è piaciuto, di conseguenza incuriosito, è l'attacco più progressivo.
Penso sia dovuto alla resistenza iniziale che incontra il finale, mentre con pari impedenza si sente subito la sollecitazione che gli arriva, con il 16 ohm l'attacco è meno deciso e più morbido, ad alti volumi la botta che arriva alla bobina produce una sorta di disturbo, una specie di scrollata, non a caso si usano effetti per comprimere e rilasciare gradualmente il segnale, soprattutto coi transistors è obbligatorio, coi valvolari è tutt'altra cosa. Fermo restando che parlo di preferenze personalissime... non c'è bestia più ingovernabile del chitarrista, se si è in due ci si azzuffa sempre :mrgreen:
Il cono è ovviamente il classico dedicato alla chitarra, quindi né woofer né tweeter.
Per il resto posso dire che l'ampli è uno di quelli da guerra, pochi fronzoli e tanta robustezza, se non ha quarant'anni poco ci manca, un trasformatore ben dimensionato, semi open back etc... l'ho tenuto una mezz'oretta sotto pressione tenendolo sotto controllo, i primi dieci a basso e medio volume ma poi l'ho spinto, tanto da calmierare basso e batteria, e non mi sembrava affatto affaticato come temperatura.
Forse glielo lascio... a meno che non m'arrivi un out out da chi ha vissuto negativamente una simile esperienza.
Un grazie sentito e cordiali saluti O_/
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