Alla fine studiando un po la cosa sono arrivato, solo a deduzione quindi pronissimo a errori, che il forno non è esattamente una gabbia di Faraday, almeno in senso classico. Perché se si pensa che un'onda EM su una superficie con fori << della lunghezza d'onda, è come se si riflettesse su una superficie quasi del tutto riflettente, la scatola interna di metallo è da considerarsi tale.
Lo sportello, analizzandolo, si vede che entra in contatto con la sagomatura della cavità del forno e di fronte ha buchi ancora più piccoli di quanti ce ne siano internamente: per il principio di riflessione sherma. Ma è anche vero che le onde che escono dai forellini sono talmente sottotaglio, viste le dimensioni di qualche mm contro i

=12cm, che non si possono propagare. Per l'interfaccia sportello-cavità è assimilabile ad una guida d'onda a facce piane parallele che, con dimensioni tra la facce <<

, è una guida che non propaga e il campo viene dissipato in teoria sulle facce. Con questa assunzione, infatti, sullo sportello c'è una specie di anello della forma dello sportello che non èper nascondere i lati della griglia interna, ma si interfaccia proprio con la sagomatura del forno. Questa sagomatura è, tra l'altro, costruita in modo che si formi un bordo interno (difficile da pulire) ma in questo modo è interfacciata con l'anello dello sportello. Questo anello, osservandolo, pare di un materiale ferromagnetico "brutto", nel senso color carbone, e penso funzioni come dissipatore delle onde che si confinano sulle facce. Stesso discorso per la cavità interna e i forellini dello sportello: quando il forno funziona, con un carico adeguato comunque, si scaldano.
Penso anche che se lo sportello fosse distante dalla cavità (quindi aperto) di 3 cm (lambda/4) possa idealmente schermare le onde. Ovviamente rimarrà una teoria.
Al di la della correttezza o meno di queste "assunzioni", la visione della schermatura da un punto di vista EM piuttosto che elettrico, non prevede per nulla collegamenti a massa, ma solo vincoli meccanici. Anche perché visto che non ci sono parti in bassa tensione e raddrizzate, non si potrebbe collegare a terra (perché altrimenti disperderebbe, e la terra deve disperdere grandi quantità >30mA solo in caso di guasti) ne tanto meno a un riferimento per la fase, perché se giro la spina collegherei la cavità alla fase e verrei fulminato ogni volta. E poi, sono stato un anno senza la terra e sono ancora vivo.
Sulla luce di queste ipotesi, mi sento molto più tranquillo, e noto come tutto ora rientra nelle specifiche del "se il forno è danneggiato non lo usare" come viene scritto dai produttori. Che non scrivono "si consiglia un cambio ogni 12 mesi" come fosse un antibiotico. Quindi, se integro, deve schermare per definizione, a meno di qualche fuga che resta probabilmente molto inferiore a quella di un cellulare. Riguardo il cellulare nel forno, a parte che ha una sensibilità molto elevata, credo che avrei dei problemi a trasmettere il segnale dignitosamente verso l'esterno, ma tutto è più o meno logico.
Se qunto detto è sensato, puntiesperienzamwoven = +1

PS: costruttivamente pare molto più solido di un forno della stessa fascia, ma di oggi. E casualmente è anche un made in italy. Non ne ho ancora visti di forni fatti in italia, oggi.