Saldatrice Telwin 1000 guasta

Tecniche per la costruzione e la riparazione di apparecchiature elettriche e non. Ricerca guasti. Adattamenti e riutilizzazioni
Avatar utente
Foto Utenteabusivo
13,3k 4 7 10
Master
Master
Messaggi: 7008
Iscritto il: 16 ott 2012, 18:43
Località: L'Aquila
0
voti

[21] Re: Saldatrice Telwin 1000 guasta

Messaggioda Foto Utenteabusivo » 6 mar 2014, 0:07

mauro50 ha scritto:...grazie della collaborazione e della pazienza avuta in particolare ad " Abusivo"...

Ma non lo dire neanche per scherzo!
Il forum a questo serve;
divulgare cultura, scambiare esperienze e, ove possibile, risolvere problemi.
Mi trovi sempre qui e in bocca al lupo e buon lavoro!

Avatar utente
Foto Utentebwana
15 2
Messaggi: 9
Iscritto il: 14 apr 2014, 15:02
0
voti

[22] Re: Saldatrice Telwin 1000 guasta

Messaggioda Foto Utentebwana » 15 apr 2014, 9:02

Ciao a tutti, questo e` il mio primo post tecnico.
Innanzitutto ringrazio il forum e chi ha postato il link allo schema della Telwin 1000.
Grazie a lui ho potuto aggiustare la mia, e sono qui per renderne conto a tutti voi.
Aver potuto disporre dello schema mi ha permesso di capire il funzionamento della macchina, e di fare quindi le ipotesi corrette per individuare il guasto, praticamente al primo colpo (magari sempre cosi`!...).
Andiamo con ordine. PRIMA DI TUTTO ricordo a tutti quelli che volessero usare qualcosa piu` di un tester per effettuare misure sulla macchina, che normalmente qualunque apparecchio, per esempio un oscilloscopio, e` di norma connesso a terra con la carcassa e con la sua massa, tramite la sua spina di alimentazione. Si da` il caso che la distribuzione della 220 monofase abbia quasi sempre un polo a terra, per cui la terra dell'oscilloscopio e` anche uno dei due fili che alimentano il ponte raddrizzatore della T1000. Se in queste condizioni noi provassimo a visualizzare, per esempio la tensione raddrizzata dal ponte, o qualsiasi altra a primario del trasformatore T3, riferita alla massa INTERNA della saldatrice (DC-), e pertando collegassimo la pinza di massa della nostra sonda a DC-, avremmo in pratica CORTOCITCUITATO il - del ponte sulla fase di alimentazione che e` a terra. Se di mezzo c'e` un salvavita che funziona, FORSE non succede niente, altrimenti... BUM!!
Interponete un trasformatore d'isolamento 220-220 fra l'alimentazione dello strumento e la rete ed ASSICURATEVI che la terra dello strumento NON SIA A TERRA.
Per tornare alla T1000, dallo schema si vede che e` stata realizzata con molta cura, usa uno schema di converter forward con il primario del trasformatore di potenza T3 fluttuante e non connesso all'alimentazione dal ponte in assenza di segnale di controllo; per andare in corto si devono bruciare e cortocircuitare entrambi gli IGBT Q5 e Q8 o qualcuno degli annessi diodi volano MRU 860/460. Il fatto che funzioni in forward significa che la corrente passa al secondario di T3 solo nel periodo di conduzione di Q5 e Q8 (che conducono insieme come uno schema mezzo ponte), la corrente al primario dipende dal carico a secondario e viene limitata per ogni singolo impulso valutando il segnale prelevato dal trasformatore amperometrico T2, impedendo in questo modo che, anche in presenza di un corto in uscita, la corrente superi il valore previsto richiamando corrente in eccesso dal secondario. Alla partenza, il condensatore C20 si carica (abbastanza lentamente) attraverso R35, fino a quando il 7812 e` in grado di iniziare a funzionare . Se tutto funziona, l'UC3845AD spara un impulso ai gates dei due IGBT Q5 e Q8, finche` la corrente che attraversa il primario del trasformatore amperometrico T2 non raggiunge il valore previsto. La tensione indotta sul primario ausiliario puo` a quel punto caricare il condensatore C18 attraverso il diodo D11, e con questo far chiudere il rele` RL1, abbassando l'impedenza in serie al ponte, non piu` necessaria a limitare il primo picco di corrente di carica dei condensatori C21 e C22, alimentare in modo stabile il 7812 ed infine far partire la ventola. Se pero` si verifica un corto in uscita (corto alla frequenza di oscillazione del PWM, non dimentichiamo la presenza di L1) allora la limitazione interviene quasi subito, il primario ausiliario non riceve abbastanza energia e il 7812 non puo` continuare a funzionare stabilmente, per cui si ferma tutto. Dopo un po' il C20 si ricarica come in principio, ed il gioco riparte. noi, all'esterno, nel migliore dei casi sentiamo un leggero tick--tick dovuto alla magnetostrizione della ferrite di T3 durante il singolo impulso, vediamo lampeggiare il LED giallo, oscillare appena la ventola e forse un tentativo di chiusura dei contatti di RL1... Dunque, si tratta di un CORTO, allora! Ma che cosa puo` essere andato in corto, se la saldatrice, di per se' FUNZIONA IN CORTO!! Si, la saldatrice funziona in corto, ma in continua. Come abbiamo visto prima, la sezione di uscita L1, C33, C28 si occupa di filtrare l'alta frequenza del PWM e restituirci la continua. Pero`, a monte di L1, che succede se D34 si brucia in cortocircuito? Che, quando D33 prova a condurre, guarda caso, si ritrova davanti un CORTO! E` D34 il problema!
Come controprova basta misurare a saldatrice staccata la resistenza fra le boccole delle pinze OUT+ e OUT-: se risultano in corto anche invertendo i puntali, (D33 e D34 si polarizzano in conduzione se OUT+ e`negativa rispetto ad OUT-), allora D34 e`defunto.
E, grazie al cielo era il mio caso. :ok:
Se e` anche il vostro caso, consiglio di dotarsi di un saldatore parecchio grosso per dissaldarlo, specie da un lato, dove le piste molto grosse e larghe dissipano piu` calore. Fate attenzione che i fori sono metallizzati, ed estrarre il diodo richiede di togliere tutto lo stagno presente nel foro, cosa tutt'altro che facile se non si dispone di una stazione dissaldante (il succhiastagno non basta, forse provare con la treccia, mah!), e bella potente pure.
Un'ultima osservazione: in funzionamento impulsivo, e con transitori molto estesi, e`praticamente inutile andare a misurare con un tester, perche`non solo la tensione non e`stabile, ma varia piu` rapidamente del tempo di acquisizione (se e` un tester digitale) o del tempo di smorzamento (se e` un analogico), e comunque con un fattore di forma inadatto alla lettura. Molto meglio, se possibile, utilizzare un oscilloscopio, sempre sotto le limitazioni indicate all'inizio.
Buona giornata

Avatar utente
Foto Utentebwana
15 2
Messaggi: 9
Iscritto il: 14 apr 2014, 15:02
0
voti

[23] Re: Saldatrice Telwin 1000 guasta

Messaggioda Foto Utentebwana » 15 apr 2014, 9:10

Ah, dimenticavo: i diodi D33-D34 li ho trovati dalla RS, circa 9 euro la coppia + spese sped.

Avatar utente
Foto Utenteabusivo
13,3k 4 7 10
Master
Master
Messaggi: 7008
Iscritto il: 16 ott 2012, 18:43
Località: L'Aquila
0
voti

[24] Re: Saldatrice Telwin 1000 guasta

Messaggioda Foto Utenteabusivo » 15 apr 2014, 17:19

Sicuramente è un caso interessante e sono contento che questa discussione ti ha fatto avvicinare al mondo di EY.

Avatar utente
Foto Utentebwana
15 2
Messaggi: 9
Iscritto il: 14 apr 2014, 15:02
0
voti

[25] Re: Saldatrice Telwin 1000 guasta

Messaggioda Foto Utentebwana » 9 ott 2014, 19:36

Una nota aggiuntiva, dopo tanto tempo, causata da una richiesta di aiuto privata di un nostro iscritto.
Va sottolineato che i diodi hanno l'anodo collegato al tab metallico sul retro del case che si appoggia al dissipatore. Poiche` il dissipatore e` collegato a massa, e` OBBLIGATORIO interporre una mica od un adatto tab isolatore quando si monta il diodo di ricambio, pena il CORTOCIRCUITO del diodo verso massa, con conseguente distruzione pressoche` immediata e probabile fiammata tipo Piedigrotta... La fortuna e` cieca, ma LA SFIGA CI VEDE BENISSIMO!! :cool:

Avatar utente
Foto Utentepunto55
10 3
Messaggi: 4
Iscritto il: 28 set 2014, 21:06
0
voti

[26] Re: Saldatrice Telwin 1000 guasta

Messaggioda Foto Utentepunto55 » 17 ott 2014, 16:27

Buonasera a tutti riapro una discussione di qualche mese fa perché anche io ho un problema con una saldatrice telwin 1000, spero con il vostro aiuto di riuscire a capire qualcosa e magari a ripararla cercando di non farvi perdere inutilmente tempo visto che non sono molto esperto. Vi espongo il mio problema: la saldatrice mentre lavorava, viene usata per piccoli lavori di casa quindi niente di straordinario, si è rallentata come se qualcuno avesse abbassato il potenziometro. L’ho aperta e ad occhio la prima cosa che ho notata che D34 ( diodo a ponte raddrizzatore ) si era fuso. Mi sono messo alla ricerca del componente e dopo averlo trovato l’ho sostituito la saldatrice è ricominciata a funzionare ma non al 100% comunque si riusciva a saldare. Dopo aver saldato per circa un minuto la macchina si è fermata e non si è più accesa cioè si accendeva il led arancione e non si avviava. Ho rismontato e dissaldando d34 risulta in corto. quindi deve esserci qualcosa che non mi fa funzionare al 100% la macchina e che manda in corto D34. Tra d34 e dissipatore ho applicato due isolatori in mica TOP3

Avatar utente
Foto Utenteabusivo
13,3k 4 7 10
Master
Master
Messaggi: 7008
Iscritto il: 16 ott 2012, 18:43
Località: L'Aquila
0
voti

[27] Re: Saldatrice Telwin 1000 guasta

Messaggioda Foto Utenteabusivo » 17 ott 2014, 17:56

Evidentemente questa saldatrice non mi vuol far dormire la notte!
Come già ampiamente descritto da Foto Utentebwana,
che per altro ringrazio per il suo esplicativo intervento,
abbiamo capito la rottura del diodo e la conseguente sostituzione,
quello che rimane da capire è come mai, forse un calo di qualche sorta di potenza,
possa influenzare la saldatura stessa nell'ultimo caso presentatosi.
Passi pure la mal dissipazione del diodo una volta sostituito,
comunque il tutto ha ricominciato a funzionare come prima anche se durando un solo minuto.
Non so che pensare.

Avatar utente
Foto Utentebwana
15 2
Messaggi: 9
Iscritto il: 14 apr 2014, 15:02
1
voti

[28] Re: Saldatrice Telwin 1000 guasta

Messaggioda Foto Utentebwana » 18 ott 2014, 1:20

Riciao a tutti.
Con punto55 abbiamo cercato per un bel po' di capire quel che stava succedendo.
Purtroppo lui non dispone di strumentazione superiore ad un tester e, non avendo molta esperienza non si fida molto a fare qualche misura che potrebbe dare qualche indicazione in piu`. Cosi`, dopo svariati tentativi, mi sono arreso.
Ripeto qui che, comunque, per venire a capo del problema, e` INDISPENSABILE TOGLIERE ENTRAMBE I DIODI D33 e D34, e, a quel punto, a macchina spenta, misurare dai morsetti di uscita anche invertendo i puntali per vedere se il corto permane. Se non dovesse esserci corto in assenza dei diodi, un probabile candidato al guasto e` l'induttore di uscita L1, che potrebbe essere andato in corto LUI, o aver variato le caratteristiche. Ma a questo punto, senza un ponte RCL o un induttometro di buona qualita` e SAPENDO MISURARE UN'INDUTTANZA, non si arriva da nessuna parte. Inoltre, anche ammesso che L1 fosse danneggiata, o si trova il pezzo di ricambio dalla Telwin, o dubito che il tapino di turno riesca a costruirsi un'induttanza precisa di 10 MicroHenry che sopporti ben 85 Ampere.
E ulteriormente SOTTOLINEO che i diodi (non ponti a diodo, quello e`PD1) D33 e D34 vanno montati ISOLATI dal radiatore, altrimenti SONO IN CORTO a massa. Proseguire nell'indagine prendendo in esame altri componenti dello schema va fatto solo dopo aver avuto la CERTEZZA che L1 e` integra e che D33 e D34 sono stati ENTRAMBI sostituiti CONTEMPORANEAMENTE, e questo dissaldando completamente i diodi vecchi e non invece limitandosi a tagliare i reofori e saldarci sopra. Questo e` necessario perche` ANCHE I REOFORI fanno parte del dissipatore di calore, smaltendo una NOTEVOLE quantita` di calore attraverso le SPESSE piste di rame alle quali sono collegati. Una saldatura fatta male, un foro passante metallizzato danneggiato durante lo smontaggio dei diodi, un eventuale corto (azzardo, e` un bel pezzo che la mia funziona e mi guardo bene dal riaprirla per gioco) fra le piste ed un'eventuale strato conduttore interno al sandwich del circuito stampato sono tutte possibili (con)cause di guasto. Il fatto che, dopo la sostituzione del diodo, la saldatrice abbia funzionato per un po' e si sia poi riguastata, mi fa proprio pensare ad un guasto per problemi di surriscaldamento locale del diodo. Ma se non sono sul posto e non vedo con i miei occhi, o ricevo risposte precise e circostanziate alle precise domande che faccio, o non ci posso capire UNA MAZZA. :evil:

Avatar utente
Foto Utentepunto55
10 3
Messaggi: 4
Iscritto il: 28 set 2014, 21:06
0
voti

[29] Re: Saldatrice Telwin 1000 guasta

Messaggioda Foto Utentepunto55 » 18 ott 2014, 10:31

Buongiorno a tutti ciao bwana sto insistendo perché da quello che dici potrebbe essere che il guasto sia dovuto ad un non accurato montaggio del diodo se così non dovessse essere mi arrendo. La situazione attuale e che ho tolto completamente i diodi, per fare quata operazione ho comprato una stazione dissaldalte lafayette che mi ha molto facilitato l'operazione altrimento non ci sarei riuscito. Adesso con D33 e D34 tolti dalla scheda controllando con il tester sui morsetti di uscita ', invertendo anche i puntali, la macchina non è in corto.Ho notato mentre dissaldavo i diodi che appena ho tolto d34 il corto è andato via. Nel rimettere i diodi ho seguito le istruzioni di bwana e dietro al diodo ho messo due fogli di isolatore in mica TOP3.Adesso resta da capire se da quello che ho detto ho eseguito male il montaggio magari l'isolatore in mica che ho applicato non è adatto oppre potrebbe essere, come dice bwana, danneggiato L1

Avatar utente
Foto Utentebwana
15 2
Messaggi: 9
Iscritto il: 14 apr 2014, 15:02
0
voti

[30] Re: Saldatrice Telwin 1000 guasta

Messaggioda Foto Utentebwana » 19 ott 2014, 14:25

Bene, Punto, questa fondamentalmente e` una buona notizia perche` limita, come sostenevo da principio, che il problema dovrebbe essere essenzialmente legato ai diodi.
Restando su questa linea, come avevo gia` sostenuto precedentemente, non resta che fare un test va/non va. Devo pertanto chiederti di rischiare per l'ennesima volta, sostituendo ENTRAMBE i diodi anche se magari uno potrebbe sembrare buono. Con i pochi test che e` possibile fare, credimi, e` piu` sicuro abbandonare un diodo magari buono piuttosto che fidarsi di esso. Una volta di piu` controlla GLI ISOLATORI in mica, meglio sarebbe trovare quelli in silicone identici a quelli montati di serie sulla piastra. Mi rendo conto che e` molto difficile trovarli, e quindi non pretendo che tu lo faccia, pero` in quel modo ci sarebbe la compatibilita` massima con quanto previsto dal progettista della Telwin 1000. Se i diodi verranno montati come previsto, e cioe` SALDATI DIRETTAMENTE alle piste, il coefficiente di trasferimento termico dovrebbe aumentare, e quindi permettere ai diodi di dissipare molto meglio il calore prodotto. Se tu disponessi di un termometro laser sarebbe possibile conoscere la temperatura puntiforme sui diodi, che non dovrebbe MAI superare un'ottantina di gradi, meglio meno, verso i 70. Per questo va messo UN VELO di pasta termica ISOLANTE su entrambe le facce dell'isolatore in mica, per aumentare per quanto possibile la conduzione termica verso il dissipatore. Non so quanto sia il k degli isolatori in mica TO-3 che hai a disposizione ne' tantomeno la loro rigidita` dielettrica, e cioe` se un singolo isolatore possa sopportare i circa 400 V che ci stanno fra diodo e massa, soprattutto tenendo conto che la tensione applicata NON e` continua. Diro` di piu`, e cioe` che esiste la possibilita` che componenti alternate spurie o di elevata frequenza nel segnale di commutazione applicato possano portare ad occasionali tensioni di picco anche molto piu` elevate. Potrei quindi consigliarti di mettere due miche una sopra l'altra, ma temo che questo abbassi il k in modo drammatico. Per procedere in modo relativamente sicuro, e sempre disponendo di un qualche termometro in grado di dare una risposta in tempi MOLTO brevi, bisognerebbe, con i diodi rimontati utilizzando due miche (anche qui un velo di pasta fra mica e mica), provare a saldare impostando correnti non superiori ai 40 A per non piu` di 10 secondi, interrompere e vedere di quanto sale la temperatura sui diodi. Procedendo cosi` ed allungando un po' alla volta il tempo di saldatura, ed aumentando via via la corrente, vedere se alla fine la situazione rimane entro temperature sopportabili. Se cosi` non dovesse essere, RISCHIARE, togliendo una mica, possibilmente dopo essersi accertati di quale sia la tensione di rottura della mica stessa, almeno 600 V per tranquillita`, e ripetere il test. Se anche in questo caso si rilevassero temperature molto alte, e` da pensare che il guasto dipenda da qualche alta cosa, tipo uno scorretto funzionamento del circuito limitatore di corrente degli IGBT. Se a questo punto, e durante questi tests, i diodi dovessero rompersi nonostante le temperature rilevate non fossero particolarmente alte, bisogna concludere che il problema e` probabilmente da un'altra parte, p.es. nella L1, ma li' non possiamo fare niente se non si dispone di un'adatta strumentazione, e, qualora L1 risultasse danneggiata, del suo ricambio. Mi sembra comunque parecchio difficile, per come ricordo di averla vista costruita. Difficile, ma, purtroppo, NON IMPOSSIBILE. O_/


Torna a “Costruzione, riparazione, riutilizzo”