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Protezione corrente di corto circuito ambito residenziale

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[1] Protezione corrente di corto circuito ambito residenziale

Messaggioda Foto Utenterossofase » 26 apr 2014, 12:38

Ciao a tutti!
Voglio chiedervi un chiarimento e spero di non scrivere "castronerie"
Sono in ambito residenziale condominiale con contatore elettronico monofase (contratto da 3 kW) con il solito interruttore da 63A e potere di interruzione 6000A
La cabina ENEL non è "dietro la porta..."
A valle del contatore, con circa 3 metri di cavo, c'è un differenziale magnetotermico selettivo 300ma C40 con potere di interruzione 6000A
Montante 6 mmq di circa 12 metri...all'arrivo nel quadro, come generale e a protezione del montante un MT C32 e poi in cascata 2 differenziali 40A con i relativi MT C10/C16

Le domande:
- Penso bisognerebbe fare riferimento all'Enel o effettuare un prova della corrente di corto circuito, ma a norma, è comunque sufficiente avere la protezione contro la corrente di corto circuito 6000A sul primo MT subito successivo al contatore....oppure devono esserlo anche quelli nell'abitazione o è sufficiente il 4500A ?

- Altro discorso: se si vuole garantire la protezione differenziale di tipo A e/o agli scatti intempestivi tutti i differenziali lo devono essere oppure basta quello più vicino al carico da proteggere ?

Ho letto anche altre discussioni ma sinceramente mi hanno creato un po' di confusione :shock:
grazie a tutti
Davide
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[2] Re: Protezione corrente di corto circuito ambito residenzial

Messaggioda Foto Utenteattilio » 26 apr 2014, 13:20

rossofase ha scritto:Penso bisognerebbe fare riferimento all'Enel o effettuare un prova della corrente di corto circuito, ma a norma, è comunque sufficiente avere la protezione contro la corrente di corto circuito 6000A sul primo MT subito successivo al contatore....oppure devono esserlo anche quelli nell'abitazione o è sufficiente il 4500A ?

Sì, c' è un po' di confusione.

Per prima cosa, non devi effettuare alcuna prova, non per niente si parla di corrente presunta di cortocircuito.
Sul significato di "presunta" in realtà sarebbe il caso di approfondire, ma è un argomento abbastanza complesso quello che riguarda l'apertura di un cortocircuito, sia a livello fisico/dinamico che matematico e non sarei nemmeno in grado di spiegarlo bene, ti rimando agli articoli di Foto Utenteadmin.
Fino a "ieri", si poteva chiedere al distributore la corrente presunta di cortocircuito al punto di consegna... impianto residenziale 3 kW... nessuno lo faceva!
In via precauzionale si poteva dimensionare la prima protezione d'utente (quella subito a valle del contatore entro i famosi 3 metri) coerentemente con pdi (potere di interruzione) dell'interruttore montato a bordo del contatore stesso (praticamente sempre 6 kA)
Oggi c' è la CEI 0-21, valida solo per le nuove forniture e per gli aumenti contrattuali di potenza impegnata, se ti trovi in uno di questi casi, hai poco da scegliere.

Il valore di pdi richiesto vale per la prima protezione subito a valle del contatore se a valle di questo c' è poi una linea montante che già dopo pochi metri contribuisce ad abbassare notevolmente il valore di corrente di cortocircuito.
Se hai invece un quadretto (centralino) subito affiancato al contatore, puoi comunque verificare che tra interruttori in cascata con diverso pdi (minore per quelli a valle del primo "generale") si realizzi la cosiddetta protezione di back-up (sostegno), in cui l'interruttore con pdi maggiore, viene in soccorso di quelli con pdi inferiore all'ipotetica corrente di cortocircuito in quel punto. In pratica è ammesso ridurre il pdi di una serie di interruttori se tramite le tabelle del costruttore si evinca che l'interruttore a monte (con pdi idoneo) garantisce comunque la protezione della linea.

rossofase ha scritto:se si vuole garantire la protezione differenziale di tipo A e/o agli scatti intempestivi tutti i differenziali lo devono essere oppure basta quello più vicino al carico da proteggere ?

La selettività verticale la si fa su base amperometrica e cronometrica.
Se hai due differenziali in cascata, di pari corrente differenziale nominale [*], quello resistente ai transitori dovrebbe stare a monte in modo da evitare che esso intervenga per un transitorio disalimentando tutte le linee ad esso sottoposte. In caso inverso l'utilità del dispositivo montato su un ramo sarebbe vanificato dall'intervento dell'altro dispositivo (a monte) dal quale esso stesso risulta alimentato.
L'ideale è fare selettività orizzontale e verticale.
Un tipo A, dedicato ad una specifica linea capace di generare forme d'onda di guasto pulsanti (con determinate specifiche) sarebbe bene fosse derivato da una protezione generale magnetotermica e poi collegato direttamente alle utenze aventi queste caratteristiche.
Ma questo è un discorso abbastanza ampio, difficile, anzi impossibile generalizzare.

Saluti

[*] Questo è ovviamente un caso ipotetico quanto scorretto. E' decisamente sbagliato mettere differenziali in cascata aventi identica Idn, anche se quello a monte fosse del tipo resistente ai disturbi. L'ho scritto solo perché può essere una situazione in cui è possibile imbattersi.
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[3] Re: Protezione corrente di corto circuito ambito residenzial

Messaggioda Foto Utenterossofase » 26 apr 2014, 13:50

grazie mille per la risposta molto dettagliata!!
Quindi, nel mio caso, il primo differenziale 300ma/magnetotermico C40 (entro i 3 metri) ha già un pdi pari a 6000A
Poi il quadretto è a circa 15 metri dal contatore, dove come generale ho un MT C32 con pdi pari a 6000A
Poi due differenziali e a valle i vari MT da 4500A
Da quello che ho capito così sarei a norma

Per il secondo punto visto che ho già la selettività verticale e orizzontale: vicino al contatore ho il selettivo 40A 300ma...e in casa 2 differenziali puri (non in cascata) da 30ma...lascio stare il discorso degli scatti intempestivi..

Per quanto riguarda il tipo A: uno dei 2 differenziali puri 30ma sarà di tipo A per i carichi che lo necessitano...

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[4] Re: Protezione corrente di corto circuito ambito residenzial

Messaggioda Foto Utenterossofase » 27 apr 2014, 18:03

Help... :cry:
Ho un dubbio...
Se devo dimensionare l'impianto per una fornitura di 6 kW...nel quadretto come sezionatore generale metterei un MT da 32A...
Alla base del montante per garantire la selettività differenziale e magnetotermica (per proteggere il montante dal cortocircuito e non essendo in doppio isolamento) dovrei mettere un differenziale selettivo 300ma magnetotermico da 40A....ne ho trovato qualcuno come questo prodotto dell'ABB - DS1C40AC300 - ...ma come faccio a sapere se è selettivo visto che non trovo alcuna sigla o dicitura a riguardo ?!
Oppure dovrei, alla base del montante, rinunciare alla selettività magnetotermica ed usare un 32A come, ad esempio, il gewiss GW95850...visto che non producono il 40A selettivo..
Avete qualche indicazione ? GRAZIE!
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[5] Re: Protezione corrente di corto circuito ambito residenzial

Messaggioda Foto Utenteattilio » 27 apr 2014, 18:11

In ambito residenziale per le potenze e le correnti in gioco, la selettività su cortocircuito non è così semplice da ottenere e non è detto che un 40 A a monte sia selettivo su un 32 A a valle, anzi direi proprio che non puoi garantire alcuna selettività.
Normalmente il dispositivo a monte, per essere selettivo su quello a valle dovrebbe avere corrente nominale (In) almeno doppia.

Per il discorso differenziale è sufficiente che il dispositivo a monte oltre ad avere corrente differenziale nominale (Idn) almeno tre volte quella del dispositivo a valle, sia anche di tipo selettivo (S).

Edit: non esistono nel mercato italiano, magnetotermici di tipo "selettivo".
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[6] Re: Protezione corrente di corto circuito ambito residenzial

Messaggioda Foto Utenterossofase » 27 apr 2014, 18:34

Quindi in caso di sovraccarico del montante, avendo in casa un MT da 32A e alla base del montante un differenziale magnetotermico selettivo sempre da 32A...scatteranno "a caso"..
Da quello che ho capito, anche utilizzando alla base del montante un 40A, non avrei comunque garanzia che "scatti" prima quello in casa..
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[7] Re: Protezione corrente di corto circuito ambito residenzial

Messaggioda Foto Utenteattilio » 27 apr 2014, 18:39

rossofase ha scritto:scatteranno "a caso"

Esattamente.

rossofase ha scritto:in caso di sovraccarico

Io mi riferivo al cortocircuito.
Per i sovraccarichi la situazione è un po' più semplice.

Se poi vuoi sapere chi interviene prima su sovraccarico tra un C40 e un C32, ti dico che interviene prima il limitatore del contatore, che per assurdo "pilota" un C63 :mrgreen:
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[8] Re: Protezione corrente di corto circuito ambito residenzial

Messaggioda Foto Utente6367 » 27 apr 2014, 21:10

Attilio ha scritto:Edit: non esistono nel mercato italiano, magnetotermici di tipo "selettivo".


Forse esistono ma nessuno lo sa

http://www.abb.it/product/seitp329/2bca ... 73b49.aspx
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[9] Re: Protezione corrente di corto circuito ambito residenzial

Messaggioda Foto Utenteattilio » 27 apr 2014, 21:16

6367 ha scritto:Forse esistono ma nessuno lo sa

Ecco appunto, questa mi è nuova o magari non ci ho mai fatto caso ;-)

Dimenticavo prima di aggiungere che per provare a fare selettività tra interruttori "standard", fermo restando le precedenti valutazioni, si può giocare con le curve di intervento, ma a quale rapporto costo/benefici?
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[10] Re: Protezione corrente di corto circuito ambito residenzial

Messaggioda Foto UtenteMASSIMO-G » 29 apr 2014, 8:08

Il quaderno tecnico ABB n.1 è proprio dedicato alla selettività , anche tra modulari (mcb)

http://www05.abb.com/global/scot/scot20 ... 0G0904.pdf

gli S700 ABB sono ben conosciuti in ambito industriale (dove comunque non vengono utilizzati molto) ma dubito che possano essere impiegati in ambito civile/residenziale
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