rossofase ha scritto:Penso bisognerebbe fare riferimento all'Enel o effettuare un prova della corrente di corto circuito, ma a norma, è comunque sufficiente avere la protezione contro la corrente di corto circuito 6000A sul primo MT subito successivo al contatore....oppure devono esserlo anche quelli nell'abitazione o è sufficiente il 4500A ?
Sì, c' è un po' di confusione.
Per prima cosa, non devi effettuare alcuna prova, non per niente si parla di corrente
presunta di cortocircuito.
Sul significato di "presunta" in realtà sarebbe il caso di approfondire, ma è un argomento abbastanza complesso quello che riguarda l'apertura di un cortocircuito, sia a livello fisico/dinamico che matematico e non sarei nemmeno in grado di spiegarlo bene, ti rimando agli articoli di
admin.
Fino a "ieri", si poteva chiedere al distributore la corrente presunta di cortocircuito al punto di consegna... impianto residenziale 3 kW... nessuno lo faceva!
In via precauzionale si poteva dimensionare la prima protezione d'utente (quella subito a valle del contatore entro i famosi 3 metri) coerentemente con pdi (potere di interruzione) dell'interruttore montato a bordo del contatore stesso (praticamente sempre 6 kA)
Oggi c' è la CEI 0-21, valida solo per le nuove forniture e per gli aumenti contrattuali di potenza impegnata, se ti trovi in uno di questi casi, hai poco da scegliere.
Il valore di pdi richiesto vale per la prima protezione subito a valle del contatore se a valle di questo c' è poi una linea montante che già dopo pochi metri contribuisce ad abbassare notevolmente il valore di corrente di cortocircuito.
Se hai invece un quadretto (centralino) subito affiancato al contatore, puoi comunque verificare che tra interruttori in cascata con diverso pdi (minore per quelli a valle del primo "generale") si realizzi la cosiddetta protezione di back-up (sostegno), in cui l'interruttore con pdi maggiore, viene in soccorso di quelli con pdi inferiore all'ipotetica corrente di cortocircuito in quel punto. In pratica è ammesso ridurre il pdi di una serie di interruttori se tramite le tabelle del costruttore si evinca che l'interruttore a monte (con pdi idoneo) garantisce comunque la protezione della linea.
rossofase ha scritto:se si vuole garantire la protezione differenziale di tipo A e/o agli scatti intempestivi tutti i differenziali lo devono essere oppure basta quello più vicino al carico da proteggere ?
La selettività verticale la si fa su base amperometrica e cronometrica.
Se hai due differenziali in cascata, di pari corrente differenziale nominale [*], quello resistente ai transitori dovrebbe stare a monte in modo da evitare che esso intervenga per un transitorio disalimentando tutte le linee ad esso sottoposte. In caso inverso l'utilità del dispositivo montato su un ramo sarebbe vanificato dall'intervento dell'altro dispositivo (a monte) dal quale esso stesso risulta alimentato.
L'ideale è fare selettività orizzontale e verticale.
Un tipo A, dedicato ad una specifica linea capace di generare forme d'onda di guasto pulsanti (con determinate specifiche) sarebbe bene fosse derivato da una protezione generale magnetotermica e poi collegato direttamente alle utenze aventi queste caratteristiche.
Ma questo è un discorso abbastanza ampio, difficile, anzi impossibile generalizzare.
Saluti
[*] Questo è ovviamente un caso ipotetico quanto scorretto. E' decisamente sbagliato mettere differenziali in cascata aventi identica Idn, anche se quello a monte fosse del tipo resistente ai disturbi. L'ho scritto solo perché può essere una situazione in cui è possibile imbattersi.