Però, hai pochi pregiudizi tu.
Ok, vivi in un cesso di paese fatto di professori di elettronica che non sanno una beata m. della materia che insegnano e di periti che vogliono fare gli ingegneri quando dovrebbero limitarsi a dissaldare e saldare qualche componente su un PCB [ricordi ?], ma allora mi chiedo, cosa ci stai ancora a fare qui?
Consiglio libro elettronica
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grigione ha scritto:(...) i prof non hanno ne voglia di insegnare né di scrivere libri o dispense perché gli fànno perdere molto tempo!!!
Evidentemente a Padova si lavora diversamente.
grigione ha scritto:Pertanto chiunque conosca libri di esercizi svolti di elettronica a livello universitario su tutta l'elettronica analogica (amplificatori BJT,FET,MOSFET,operazionali,oscillatori,filtri,alimentatori etc) è pregato di indicarne titolo e casa editrice.
EDIT: mi sono ricordato di avere anche l'incredibile collezione Malesani*-Spiazzi di Complementi di Elettronica II. Il progetto completo di un alimentatore da banco con PFC + Full Bridge + stadio lineare: l'esercizio definitivo.
La dispensa inizia più o meno così: "Il dettaglio del seguente dimensionamento è largamente superiore a quanto normalmente richiesto dal processo di progettazione. A fine didattico, tuttavia, ogni scelta è stata motivata e discussa. Gli autori sperano in questo modo di fornire un valido sussidio didattico, oltre a una panoramica sui criteri di progetto normalmente adottati in ambito elettronico...".
È semplicemente impressionante.
Se serve, li ritrovo (sono in libreria) e scrivo tutti i dettagli, così da poter diffondere questi capolavori anche al di fuori dei confini Padovani.
*lavarsi la bocca prima di dire il suo nome.
EDIT II.
grigione ha scritto:Infatti mi sto accorgendo della completa inutilita di EY!!!!!!E secondo voi vi faccio vedere i miei calcoli???visto il vostro livello non credo proprio.....qui non date soluzioni...ma postate (che brutta parola!!!odio storpiare le parole dall inglese!!))documenti provenienti da professori di università straniereo italiane.....chiunque saprebbe farlo....buon posting....
Dopo questa, non posto un bel niente.
Alberto.
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grigione ha scritto:Se Sergio Franco (che è Italiano) fosse rimasto in Italia avrebbe pubblicato tutti i suoi libri in Italiano.
Te l'ha detto lui di pirsona pirsonalmente?
grigione ha scritto:"dimmi che libri e dispense hai scritto e ti dirò di che pasta sei".
E per i messaggi che uno scrive?
It's a sin to write
instead of
(Anonimo).
...'cos you know that
ain't
, right?
You won't get a sexy tan if you write
in lieu of
.
Take a log for a fireplace, but don't take
for
arithm.
instead of
(Anonimo)....'cos you know that
ain't
, right?You won't get a sexy tan if you write
in lieu of
.Take a log for a fireplace, but don't take
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arithm.-

DirtyDeeds
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brabus ha scritto:
Evidentemente a Padova si lavora diversamente.
Sono contento che a Padova si lavora diversamente....ma questo era già a mia conoscenza.Infatti sono pochi gli atenei tecnici che si salvano in Italia (si possono contare sulle dita di una sola mano) ,il resto sarebbe da buttare.Come potete notare le università non sono uguali fra loro.Ovviamente se chiedete ad un generico studente come insegnano nella propria università vi diranno che i loro professori sono i migliori in Italia...che la loro università è molto meglio di una piu blasonata etc etc..naturalmente disconosco (o fanno finta di non conoscere) il livello degli altri atenei.
brabus ha scritto:Così, d'acchito, mi vengono in mente il Gerosa (esercizi di Elettronica Digitale), il sempre eccellente Rossetto-Spiazzi (Esercizi di Elettronica Analogica), le mitiche dispense di Bevilacqua... ma ce ne sono molti altri.
EDIT: mi sono ricordato di avere anche l'incredibile collezione Malesani*-Spiazzi di Complementi di Elettronica II. Il progetto completo di un alimentatore da banco con PFC + Full Bridge + stadio lineare: l'esercizio definitivo.
La dispensa inizia più o meno così: "Il dettaglio del seguente dimensionamento è largamente superiore a quanto normalmente richiesto dal processo di progettazione. A fine didattico, tuttavia, ogni scelta è stata motivata e discussa. Gli autori sperano in questo modo di fornire un valido sussidio didattico, oltre a una panoramica sui criteri di progetto normalmente adottati in ambito elettronico...".
È semplicemente impressionante.
Se serve, li ritrovo (sono in libreria) e scrivo tutti i dettagli, così da poter diffondere questi capolavori anche al di fuori dei confini Padovani.![]()
*lavarsi la bocca prima di dire il suo nome.
Ecco ottima idea,fornisci tuttio i dettagli dei libri in tuo possesso.Se è possibile trovarli ancora in libreria o recuperarli in qualche modo.Qui ovviamente stiamo parlando di professori del calibro di Offelli (deceduto...ma grande prof),Rossetto,Spiazzi etc di Padova ,gente che conosce ed è in grado di insegnare Elettronica!!!
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brabus ha scritto:EDIT: mi sono ricordato di avere anche l'incredibile collezione Malesani*-Spiazzi di Complementi di Elettronica II. Il progetto completo di un alimentatore da banco con PFC + Full Bridge + stadio lineare: l'esercizio definitivo.
Io intanto sto andando a cercare questo libro, tanto per sostituire l'accrocchio che alimenta i miei circuiti
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Non ho mai pensato di dirvelo, ma Sergio Franco è stato mio professore all'ITI a Torino, nel 1978/79...
Le sue lezioni, sembrava di sentire Mr. Millman in persona. E' stato l'unico professore che sia riuscito a spiegare l'analisi degli amplificatori retroazionati in una maniera comprensibile e intuitiva a degli studenti di 5a superiore. Al Poli mi accorsi che quello che studiavo nei corsi di Elettronica I e II erano le stesse cose che avevo gia' visto nel 5o anno, ovviamente più approfondite ma... la metodologia era esattamente la stessa, quella del Millman.
Mi ricordo anche che noi avevamo già un libro di testo, proposto dal suo predecessore. Franco venne cooptato al 5o anno, in 4a avemmo per pochi mesi (per fortuna!) un altro prof, che spiegava basandosi su quel libro, ma nessuno lo consultava mai e nessuno ci capiva granché. Io personalmente mi ricordo che lo trovavo astruso e arcano. Mi salvarono degli appunti che mi passò un mio amico, che frequentava un altro ITI, sempre a Torino. Erano appunti scritti a mano di un altro prof, raccolti e rilegati in dispense, a cura dell'istituto. Non mi viene in mente ora il nome dell'autore, ma anche lì, sostanzialmente, era un'esposizione basata sul Millman, anche se a qui tempi non potevo saperlo.
Arrivato Franco, fu tutta un'altra musica: polarizzazione, risposta in frequenza, reazione, op-amp, tutto esposto con la massima chiarezza e semplicità.
Durante le lezioni parlava a braccio, riempiva la lavagna di schemi e controschemi per farci entrare in testa i circuiti equivalenti a parametri h e di Giacoletto, e ci forniva dispense e appunti scritti a mano da lui.
Non trovo nulla di strano che Franco pubblichi in inglese. E' evidente che lo fa per raggiungere il maggior target possibile. Però sono sicuro che gli allievi che ha "illuminato" durante la sua carriera in Italia non avranno da lamentarsi per questo.
Altri tempi .... Ma che tempi, WOW!

Le sue lezioni, sembrava di sentire Mr. Millman in persona. E' stato l'unico professore che sia riuscito a spiegare l'analisi degli amplificatori retroazionati in una maniera comprensibile e intuitiva a degli studenti di 5a superiore. Al Poli mi accorsi che quello che studiavo nei corsi di Elettronica I e II erano le stesse cose che avevo gia' visto nel 5o anno, ovviamente più approfondite ma... la metodologia era esattamente la stessa, quella del Millman.
Mi ricordo anche che noi avevamo già un libro di testo, proposto dal suo predecessore. Franco venne cooptato al 5o anno, in 4a avemmo per pochi mesi (per fortuna!) un altro prof, che spiegava basandosi su quel libro, ma nessuno lo consultava mai e nessuno ci capiva granché. Io personalmente mi ricordo che lo trovavo astruso e arcano. Mi salvarono degli appunti che mi passò un mio amico, che frequentava un altro ITI, sempre a Torino. Erano appunti scritti a mano di un altro prof, raccolti e rilegati in dispense, a cura dell'istituto. Non mi viene in mente ora il nome dell'autore, ma anche lì, sostanzialmente, era un'esposizione basata sul Millman, anche se a qui tempi non potevo saperlo.
Arrivato Franco, fu tutta un'altra musica: polarizzazione, risposta in frequenza, reazione, op-amp, tutto esposto con la massima chiarezza e semplicità.
Durante le lezioni parlava a braccio, riempiva la lavagna di schemi e controschemi per farci entrare in testa i circuiti equivalenti a parametri h e di Giacoletto, e ci forniva dispense e appunti scritti a mano da lui.
Non trovo nulla di strano che Franco pubblichi in inglese. E' evidente che lo fa per raggiungere il maggior target possibile. Però sono sicuro che gli allievi che ha "illuminato" durante la sua carriera in Italia non avranno da lamentarsi per questo.
Altri tempi .... Ma che tempi, WOW!

Se funziona quasi bene, è tutto sbagliato. A.Savatteri/M.Mazza
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grigione ha scritto:Infatti mi sto accorgendo della completa inutilita di EY!!!!!!E secondo voi vi faccio vedere i miei calcoli???visto il vostro livello non credo proprio.....qui non date soluzioni...ma postate (che brutta parola!!!odio storpiare le parole dall inglese!!))documenti provenienti da professori di università straniereo italiane.....chiunque saprebbe farlo....buon posting....
I miei articoli sono scritti di mio pugno, e ci ho messo ore e ore a correggerli e revisionarli. Come dice
Se funziona quasi bene, è tutto sbagliato. A.Savatteri/M.Mazza
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"Elettrotecnica", V. Daniele, A. Liberatore, R.D. Graglia, S. Manetti
A certuni è piaciuto, ad altri un po' meno, io rientro nella prima categoria. Nel libro v'è anche un capito sui sistemi di potenza (monofase trifase, trasformatori, macchine sincrone) che però non ho mai letto
.
Col professor R.D. Graglia ho dato l'esame di Elettrotecnica, gran belle lezioni.
A certuni è piaciuto, ad altri un po' meno, io rientro nella prima categoria. Nel libro v'è anche un capito sui sistemi di potenza (monofase trifase, trasformatori, macchine sincrone) che però non ho mai letto
.Col professor R.D. Graglia ho dato l'esame di Elettrotecnica, gran belle lezioni.
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grigione ha scritto:Se si è veramente un professore con le "palle" un libro veramente utile da 1000 pagine lo si scrive in circa 2 anni.Se invece si traduce il solito sedra smith (libro veramente scarso) ci vuole ancora meno...tanto è tutto già pronto si deve soltanto tradurlo...anzi basterebebun semplice traduttore e non un prof universitario.
Ripeto..qui in Italia si consigliano libri in Inglese e poi il prof ti dice che su diverse parti non è d'accordo....
Qua stiamo degenerando.
Un professore "serio" significa che svolge ottimi corsi. E' puntuale alle lezioni. Riceve gli studenti quando serve, senza complicazioni burocratiche e inutili lungaggini. Li assiste quando serve oppure li dirotta verso i suoi assistenti o ricercatori. Preparara i temi d'esame. Coordina gli assistenti e le eventuali esercitazioni di laboratorio. Corregge i temi d'esame. Eventualmente scrive dispense. Partecipa alle altre attività inerenti la sua professione (consigli dei docenti, riunioni varie interfacoltà e quant'altro).
Eventualmente è anche relatore di tesi.
Aggiungiamoci un minimo di attività sociale extra-scolastica (a meno di essere dei monaci tipo Diogene
Qualche piccola consulenza per industrie e centri di ricerca.
Alla fine sta anche preparando un mega-libro, contenente materiale inedito, oppure anche semplicemente la raccolta di dispense dei suoi corsi, riviste, redatte, sviscerate, corrette, sottoposte al giudizio di colleghi, assistenti, studenti, magari con decine di esercizi svolti e non.... che non sa quando riuscirà a pubblicare perché... la giornata è di 24 ore, e a lui ne servirebbero 48
Parliamoci chiaro: quanti professori simili esistono? Pochi. E quanti libri pubblicano? Pochi o niente, per ovvia mancanza di tempo. E quel poco che pubblicano esce magari dopo anni, anche 5 o 6.
Spesso capita che riscrivano un intero capitolo, solo perché facendo esperimenti in laboratorio si sono accorti di una nuova via per illustrare una tesi, o di un nuovo circuito per implementare una funzione, o di un nuovo argomento appena scoperto leggendo un articolo di un collega, magari sui bollettini IEEE, e via dicendo. Lo dico per esperienza personale.
Inoltre il punto non è pubblicare in inglese o in italiano. Il punto è pubblicare qualcosa di realmente utile, che non serva solo al proprio tornaconto economico (leggasi: libri di testo assolutamente inutili perché ve ne sono già altri 1000 più o meno simili, più o meno dello stesso livello didattico.
Per quanto riguarda le traduzioni: per tradurre correttamente un libro di elettronica o informatica, non basta un semplice traduttore. Occorre che il traduttore sia anche esperto della materia, quanto basta per rendere correttamente lo "spirito" del libro, eventualmente adattando i termini tecnici o le convenzioni alla lingua nella quale sta traducendo.
Una traduzione letterale porta spesso a svarioni o a termini che a volte risultano assolutamente umoristici ed esilaranti
Per esperienza personale ho tradotto molti articoli di elettronica e informatica. E ci ho messo il tempo che serviva (non poco) per un semplice motivo: essere sicuro che il lettore comprendesse bene senza possibilità di equivoci. A tradurre sono capaci tutti (google incluso). Tradurre bene è un'arte.
Se funziona quasi bene, è tutto sbagliato. A.Savatteri/M.Mazza
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