AAARGH...
se tu colleghi la sonde nel modo che hai descritto avrai due grossi problemi, il primo è che la massa dell'oscilloscopio è collegata a terra, per cui colleghi automaticamente a terra anche il punto che vuoi usare come riferimento.
Secondo le masse dei due canali sono collegate tra loro, per cui cortocircuiti i due punti che prendi come riferimento.
In pratica capita questo:
Quindi ci sarà della corrente che, dalla fase, scorrerà verso terra (e anche poca dal neutro) attraverso i diodi, impedendo al fotoaccoppiatore di funzionare correttamente.
Inoltre, fortunatamente, ho diviso la resistenza di accensione del led interno al fotoaccoppiatore in due e l'ho messa prima del ponte (l'avevo fatto per proteggere il ponte ed il fotoaccoppiatore da sovratensioni sulla rete) che hanno limitato la corrente circolante nelle sonde dell'oscilloscopio, altrimenti avresti potuto danneggiarlo e far saltare il magnetotermico/differenziale generale dell'impianto 230V.
Non farlo più.Comunque, per fortuna, ci è andata bene. Cercherò di ricordarmi di dirlo prima, per le prossime volte.
Collega
esclusivamente l'oscilloscopio a valle del fotoaccoppiatore, dove sei completamente isolato dalla rete.
La seconda foto del tuo post [11] ci dice che il circuito sembra funzionare: l'uscita è sempre ad 1 tranne quando si ha lo zero crossing, è proprio il funzionamento negato che volevamo ottenere.
Riesci a fare lo zoom sullo zero crossing e a postare una foto?
ricello9 ha scritto:Da quello che mi hai detto dovrei usare un riferimento comune per entrambe le sonde, ma dove vado a prenderlo?
No, quando si devono fare misure con l'oscilloscopio su segnali non isolati dalla rete bisogna utilizzare una sonda differenziale isolata, per esempio vedi
qui.
Ciao,
Pietro.