Caro suscettibile webmaster,
nel complimentarmi per la sua brillante risposta alle mie accuse, mi scuso per il ritardo di questa controrisposta. Mi permetto di contestarle il paragone di bellezza aristica alla bellezza (presunta) della matematica: L' arte non ha una finalità definita, bensì è uno slancio creativo dell'artista provocato dall'ispirazione; l'artista si sente obbligato a creare, è una necessità che lo muove. Non per niente le materie di studio si dividono tra umanistiche (bellezza) e scientifiche (conoscenza).Chi, come konfucho, disse che la bellezza è verità e la verità è bellezza, non parlava di verità scientifica, ma di verità assoluta, nel senso di avvicinamento alla totalità, all'esistente. L'artista quindi, grazie alla sua creazione (poetica o grafica) riesce a sfiorare la perfezione appagando il suo io (e quello di chi è in affinità elettiva e spirituale con lui). Mentre la matematica serve a dare risposte, l'arte non le cerca nemmeno, è un modo per esprimere la propria interiorità che l'artista sente il bisogno di estendere al tutto.
Io non credo proprio che un matematico abbia questo istinto creativo e mi danno ragione i secoli di dibattiti fra umanisti e matematici. Se un genio particolarmente raffinato sa cimentarsi in entrambe le cose, si può star certi che avrà verso queste un approccio del tutto differente (all'una di tipo scientifico e all'altra di tipo creativo). La matematica non ha nulla a che vedere con la creatività, ma solo con la ricerca e l'intuizione; ergo la matematica non è BELLA, casomai utile e funzionale (ciò non significa che l'arte non possa trovare applicazioni utili, solo che non è questa la sua finalità).
Non mi abbasso nemmeno a replicare a dona79 che evidentemente non ha capito nulla della mia invettiva dal momento che nel suo messaggio si contraddice da sè.
Ad admin rispondo che non avevo intenzione di ferire il webmaster, volevo solo iniziare un libero scambio di opinioni e giustifico il tono accusatorio del messaggio perché garantisce un carteggio più acceso e ponderato, dove i risultati, come abbiamo dimostrato, sono ben visibili. Mi scuso ancora, ma ritengo comunque che sia stata una bella esperienza.
a proposito delle battute sul titolo di studio sono fiero di enunciarvi (soprattutto a dona79) che sono rivercatore matematico.
In bocca al lupo per la laurea al webmaster.
IL BELLO E' ASSOLUTO E DA SIGNIFICATO ALLA NOSTRA ESISTENZA, LA MATEMATICA CERCA UN SIGNIFICATO PER LA NOSTRA ESISTENZA.
RISPONDO A TONO
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PietroBaima,
Ianero
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[1] RISPONDO A TONO
Nelle combinazioni la posizione raggiunta alla fine della variante deve ammettere un'obbiettiva interpretazione.
NULLA E' LASCIATO AL CASO
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der aufgussmeister
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Un bell’intervento. A parte l’impulso di superiorità paternalistica che non le ha fatto rinunciare all’aggettivo “suscettibile” per webmaster, che mi sembra forzato.
Vedo che lei sa bene che cosa siano l’arte e la bellezza e non la sfiora il dubbio che le sue rispettabilissime opinioni, siano appunto opinioni, e non verità assolute. La mia è solo una sensazione, ma credo che su un tema simile il riconoscimento unanime, che competerebbe ad una verità assoluta, non sia stato raggiunto.
Il suo intervento dà una strana sensazione, ora che ha rivelato, dopo averlo lasciato trasparire, di essere un matematico. E’ quella di un piacere masochistico che le fa porre la matematica, ed in genere le discipline scientifiche, ad un livello inferiore a quello delle discipline umanistiche. Per lei è l'artista che, “grazie alla sua creazione (poetica o grafica) riesce a sfiorare la perfezione appagando il suo io” ed aggiunge: “non credo proprio che un matematico abbia questo istinto creativo”. Per non citare la chiosa finale dove la matematica cerca, (inutilmente presumo), un significato dell’esistenza (?) che l’arte invece trova.
A quali artisti e matematici sta pensando? Tutti coloro che sono spinti dall’impulso di fare qualcosa con le parole o i colori raggiungono la (quasi) perfezione? E veramente ogni matematico è privo di istinto creativo?
O forse è lei che non avverte questo istinto, e si fa ancora più male riconoscendolo solo all'artista che, (a meno di una successiva rivelazione) , lei non sente di essere?
Vedo che lei sa bene che cosa siano l’arte e la bellezza e non la sfiora il dubbio che le sue rispettabilissime opinioni, siano appunto opinioni, e non verità assolute. La mia è solo una sensazione, ma credo che su un tema simile il riconoscimento unanime, che competerebbe ad una verità assoluta, non sia stato raggiunto.
Il suo intervento dà una strana sensazione, ora che ha rivelato, dopo averlo lasciato trasparire, di essere un matematico. E’ quella di un piacere masochistico che le fa porre la matematica, ed in genere le discipline scientifiche, ad un livello inferiore a quello delle discipline umanistiche. Per lei è l'artista che, “grazie alla sua creazione (poetica o grafica) riesce a sfiorare la perfezione appagando il suo io” ed aggiunge: “non credo proprio che un matematico abbia questo istinto creativo”. Per non citare la chiosa finale dove la matematica cerca, (inutilmente presumo), un significato dell’esistenza (?) che l’arte invece trova.
A quali artisti e matematici sta pensando? Tutti coloro che sono spinti dall’impulso di fare qualcosa con le parole o i colori raggiungono la (quasi) perfezione? E veramente ogni matematico è privo di istinto creativo?
O forse è lei che non avverte questo istinto, e si fa ancora più male riconoscendolo solo all'artista che, (a meno di una successiva rivelazione) , lei non sente di essere?
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