Gentili,
immagino che questa domanda possa far venire l'orticaria ai molti frequentatori di questa sezione, ma è un po meno banale di quanto possa sembrare dal titolo.
Collaboro ad un progetto opensource di domotica/IoT e diverse persone si pongono il problema della certificazione dell'impianto, realizzato con schede a microcontrollore+relé distribuite per uso non professionale e quindi non marcate CE.
Nell'ipotesi di effettuare le attuazioni attraverso dei relé/teleruttori esterni, pilotati poi dai relé della scheda in questione, che quindi lavorerebbe a 24 V (fuori dal campo di applicazione della direttiva bassa tensione) potrebbe permettere di certificare l'impianto elettrico?
L'assunzione (non so se corretta) è che tutta la parte a microcontrollore essendo fuori dal campo di applicazione della bassa tensione, quindi non farebbe parte degli elementi sottoposti alla valutazione per dichiarare l'impianto a regola d'arte.
Ovviamente poi la scheda dovrebbe rispondere in generale alla CE, quindi alla normativa RoHS ed EMI, ma non interferirebbe con l'impianto e le relative implicazioni legali.
E' un'assunzione giusta?
Grazie,
Dario.
Certificazione CE impianto con componenti DIY
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Guerra
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Saluti,
Dario.
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E' un'osservazione molto confusa.
Intanto bisogna individuare qual è il campo d'impiego delle scheda ed a quale mercato è destinata, perché, molto sommariamente, le "pratiche" da mettere in atto nell'ambiente simile al residenziale sono diverse da quelle industriali, come le macchine.
La domotica si assume che sia installata a margine o ad integrazione dell'impianto di distribuzione elettrica, con controlli e comandi remoti delle apparecchiature ed esso collegate. Chi li monta, quindi, alla fine dovrà compilare la dichiarazione di conformità degli impianti elettrici, elettronici, ecc, che ha installato, dichiarando tra le altre cose di aver montato apparecchiature marchiate, ecc.
Io sarei molto attento a dire che le vostre apparecchiature sarebbero fuori dal campo della direttiva bassa tensione. L'impianto domotico si interfaccia in qualche modo all'impianto di distribuzione e, a meno che non vogliate dichiarare che i vostri prodotti si collegano solo a circuiti SELV, e che..., (che non avrebbero quindi mercato), allora, in qualche modo sono collegati anche all'impianto ed alla sua tensione di esercizio. (Anche solo il contatto del relè, ma è così).
Per farla semplice quindi, se domotica professionale deve essere, allora direi che marchiatura CE dovrà essere.
Intanto bisogna individuare qual è il campo d'impiego delle scheda ed a quale mercato è destinata, perché, molto sommariamente, le "pratiche" da mettere in atto nell'ambiente simile al residenziale sono diverse da quelle industriali, come le macchine.
La domotica si assume che sia installata a margine o ad integrazione dell'impianto di distribuzione elettrica, con controlli e comandi remoti delle apparecchiature ed esso collegate. Chi li monta, quindi, alla fine dovrà compilare la dichiarazione di conformità degli impianti elettrici, elettronici, ecc, che ha installato, dichiarando tra le altre cose di aver montato apparecchiature marchiate, ecc.
Io sarei molto attento a dire che le vostre apparecchiature sarebbero fuori dal campo della direttiva bassa tensione. L'impianto domotico si interfaccia in qualche modo all'impianto di distribuzione e, a meno che non vogliate dichiarare che i vostri prodotti si collegano solo a circuiti SELV, e che..., (che non avrebbero quindi mercato), allora, in qualche modo sono collegati anche all'impianto ed alla sua tensione di esercizio. (Anche solo il contatto del relè, ma è così).
Per farla semplice quindi, se domotica professionale deve essere, allora direi che marchiatura CE dovrà essere.
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Candy
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Può essere che alcuni elementi del sistema siano fuori dal campo di applicazione della direttiva tensione per via delle tensioni di riferimento, ma in ogni caso non siete fuori dalla marcatura CE perché dovete applicare anche le altre direttive, per esempio la compatibilità elettromagnetica.
L'installatore può (ha facoltà) installare componenti non marcati CE e con la redazione della DICO si assume la responsabilità del prodotto installato, anche se non di sua fornitura.
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Mike
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Grazie a tutti per le risposte hanno fugato i dubbi.
Provo a dare qualche ulteriore dettaglio, non produco nessuna scheda, ma collaboro ad un progetto opensource che poi viene implementato in hardware con moduli dedicati agli hobbisty/prototipazione. Questi in base alla normativa europea non sono soggetti alla dichiarazione CE.
A questo punto il dubbio era come utilizzare questo tipo di componenti all'interno di un'impianto e quali implicazioni ci sarebbero in base alla CE.
@Candy,
si, le schede lavorerebbero solo a tensione di 24VDC e quindi al di fuori della normativa bassa tensione. Implicitamente il riferimento era ad installazioni residenziali.
Non si sta parlando di un prodotto professionale, ma di persone che si fanno realizzare l'impianto in base alle loro specifiche necessità, principalmente sugli aspetti software.
@Mike
si, facevo riferimento ad RoHS ed EMI, che dovrebbero essere le uniche due applicabili ad apparecchiature elettroniche che non lavorano in bassa tensione.
Quello che vorrei chiedere, ai fini della dichiarazione CE dell'impianto elettrico, i dispositivi che non rientrano nella normativa bassa tensione, vanno presi in considerazione oppure no?
Grazie,
Dario.
Provo a dare qualche ulteriore dettaglio, non produco nessuna scheda, ma collaboro ad un progetto opensource che poi viene implementato in hardware con moduli dedicati agli hobbisty/prototipazione. Questi in base alla normativa europea non sono soggetti alla dichiarazione CE.
A questo punto il dubbio era come utilizzare questo tipo di componenti all'interno di un'impianto e quali implicazioni ci sarebbero in base alla CE.
@Candy,
si, le schede lavorerebbero solo a tensione di 24VDC e quindi al di fuori della normativa bassa tensione. Implicitamente il riferimento era ad installazioni residenziali.
Non si sta parlando di un prodotto professionale, ma di persone che si fanno realizzare l'impianto in base alle loro specifiche necessità, principalmente sugli aspetti software.
@Mike
si, facevo riferimento ad RoHS ed EMI, che dovrebbero essere le uniche due applicabili ad apparecchiature elettroniche che non lavorano in bassa tensione.
Quello che vorrei chiedere, ai fini della dichiarazione CE dell'impianto elettrico, i dispositivi che non rientrano nella normativa bassa tensione, vanno presi in considerazione oppure no?
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Saluti,
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dario ha scritto:Quello che vorrei chiedere, ai fini della dichiarazione CE dell'impianto elettrico, i dispositivi che non rientrano nella normativa bassa tensione, vanno presi in considerazione oppure no?
Non esiste una dichiarazione CE dell'impianto elettrico ma una dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/08. I componenti sono ESCLUSI dal campo di applicazione del DM 37/08, MA, la responsabilità della scelta dei componenti e della sua installazione è in capo all'installatore, il quale, se installa componenti marcati CE diventa responsabile solo dell'installazione, viceversa se installa componenti non marcati CE diventa responsabile anche del prodotto.
Nel caso specifico, il componente non rientra nella direttiva BT, rientra nelle altre, per cui sarà in ogni caso marcato CE e accompagnato da istruzioni uso che l'installatore dovrà seguire per installarlo correttamente e togliersi di dosso la responsabilità sul prodotto.
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Mike
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L'installazione di un impianto elettronico rientra a pieno titolo nel DM 37/08, quindi se per hobby uno crea un impianto domotico a casa sua, paradossalmente, è come se si facesse l'impianto elettrico a casa sua.
Inoltre la messa in servizio per fini non sperimentali di apparecchiature elettroniche è sempre soggetta alla marcatura CE e, ricordo, quando dette apparecchiature rientrano nel campo della R&TTE, decade il limite inferiore di applicabilità della BT, ovvero devi valutare la sicurezza elettrica delle apparecchiature all'interno della globale marcatura CE.
Aggiungo che le norme tecniche di settore per la domotica esistono e sono la regola dell'arte.
Inoltre la messa in servizio per fini non sperimentali di apparecchiature elettroniche è sempre soggetta alla marcatura CE e, ricordo, quando dette apparecchiature rientrano nel campo della R&TTE, decade il limite inferiore di applicabilità della BT, ovvero devi valutare la sicurezza elettrica delle apparecchiature all'interno della globale marcatura CE.
Aggiungo che le norme tecniche di settore per la domotica esistono e sono la regola dell'arte.
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dario ha scritto:... un progetto opensource che poi viene implementato in hardware con moduli dedicati agli hobbisty/prototipazione. Questi in base alla normativa europea non sono soggetti alla dichiarazione CE.
I dispositivi elettrici di tipo hobbistico ed i prototipi sono esclusi dalle dichiarazioni CE finché rimangono tali.
Qui invece mi pare di capire che vengano utilizzati per uso commerciale/professionale e quindi l'esclusione non è più applicabile.
Comunque nessun problema: è sufficiente che chi opera questa trasformazione applichi le direttive del caso, faccia le verifiche e rediga la dichiarazione CE.
Insomma: nulla vieta di usare una scheda Arduino dentro un quadro elettrico ... con le opportune verifiche!
Bye
Ser.Tom1
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No non si tratta di una commercializzazione di un prodotto finito, semplicemente attorno a questo lavoro (https://code.google.com/p/souliss/) si è riunito un gruppo di persone intente allo sviluppo ed al testing.
In questo gruppo c'è solo lo sviluppo software e si utilizzano diverse piattaforme hardware supportate, la maggior parte di quelle in elenco sono commercializzate come prodotti senza marchio CE, proprio perché dedicati alla prototipazione.
Alcune schede sono di fatto dei prodotti finiti, perché includono tutto quello che serve dai dispositivi di comunicazione a quelli di attuazione (a meno di teleruttori esterni) ed diverse persone hanno realizzato un impianto basandosi su queste tipologie di schede.
Diversi si erano posti il problema della certificazione dell'impianto, quindi avevano la necessità di rientrare nella normativa CE.
Da qui è nata la domanda.
Grazie,
Dario.
In questo gruppo c'è solo lo sviluppo software e si utilizzano diverse piattaforme hardware supportate, la maggior parte di quelle in elenco sono commercializzate come prodotti senza marchio CE, proprio perché dedicati alla prototipazione.
Alcune schede sono di fatto dei prodotti finiti, perché includono tutto quello che serve dai dispositivi di comunicazione a quelli di attuazione (a meno di teleruttori esterni) ed diverse persone hanno realizzato un impianto basandosi su queste tipologie di schede.
Diversi si erano posti il problema della certificazione dell'impianto, quindi avevano la necessità di rientrare nella normativa CE.
Da qui è nata la domanda.
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