Nulla da eccepire rispetto alla nota di
MassimoB; ritengo ragionevoli anche gli altri interventi tuttavia, come avevo accennato, l'anomalia, dal mio punto di vista, non è insita nel tipo d'intervento di @claudiocedrone, che può essere ulteriormente migliorato (come fatto notare da @paolo a m), ma nel fatto che vi sia una situazione familiare/sociale di un certo "tipo" che, invece, non dovrebbe sussistere o, quantomeno, dovrebbe essere "mitigata".
Il condizionale non è d'obbligo, è imperativo, perché realtà per le quali il disagio è la quotidianità, purtroppo ci sono e, se non ci fossero gli interventi di persone disponibili (che non significa approssimazione ed improvvisazione ed in tale caso non penso si vada in contraddizione) le cronache annovererebbero più tristi episodi.
Il rischio OT é sempre presente, quindi siate tolleranti per quanto ho scritto, ma quello che mi premeva esprimere era questa considerazione: l'osservazione specifica (professionale) è pertinente e doverosa, dopodiché, si dovrebbe allargare un po' di più il punto di vista per valutare il contesto nel quale ci si trova.
E' vero che poi ci sono normative e leggi ma, quando ci si può appellare a queste nel momento in cui, molto probabilmente, la situazione che ci si trova dinanzi è il risultato dell'inosservanza e della negligenza di "chi" ha ruolo e responsabilità primarie (a livello istituzionale) ?
Anche l'aspetto giuridico potrebbe essere discusso (altro rischio OT) perché la legge, che non è giusta, ma è legge, in quanto tale, prima d'essere applicata viene interpretata (dal Giudice).
Da discutere ce ne sarebbe pur continuando ad aderire al caso "elettrico" aperto da
claudiocedrone.
Saluti
W - U.H.F.