Salve a tutti, ho un dubbio, una mia cliente affitta un immobile ,il quale per contratto risulta che l'impianto elettrico e a norma , Oggi aprendo le cassette di derivazioni mi accorgo che tutti i cavi sono di colore nero cioè fase neutro e filo di terra , sezione dei cavi non a norma , si può rilasciare una dico con questo impianto ???
Da premettere che in molte prese non esiste il cavo di messa a terra , come non esiste nemmeno in tutti i centri delle stanze.
Dichiarazione di conformita
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
20 messaggi
• Pagina 1 di 2 • 1, 2
0
voti
0
voti
Da premettere che il proprietario mi dice che e in possesso , di una dico del 1990 ,il quale mi dice che in quel periodo l'impianto era a norma. La norma non prevede di adeguarsi alle normativa di oggi . Dal mio punto di vista anche nel 1990 il blu era il cavo di neutro , e il g/v polo di messa a terra voi che dice la cliente può contestare ? io posso rilasciare una relazione dicendo che l'impianto non e a Norma ???
0
voti
questione spinosa, non tanto sul piano tecnico quanto su quello relazionale.
un locatore in possesso di una dichiarazione di conformità, fosse anche rilasciata nel 1785 da un soldato di Napoleone, sa bene che essa in assenza di interventi sull'impianto rimane valida nel tempo, non solo, ma sarà molto restio a credere senza prove evidenti e inconfutabili [1] che qualsiasi contestazione sul fatto che anche nel 1785, l'opera così come fu realizzata non rispettava la regola d'arte.
[1] ma bada che anche con un prova inconfutabile, egli troverà il modo di passare da presunto furbastro a povero defraudato e raggirato da parte del vecchio installatore, perché dopo avervela menata per due ore che tutto è in regola, poi dirà che lui di impianti non ne capisce nulla e che carta canta.
A questo punto, direi di andarci con le buone, facendo presente che in venticinque anni (25 anni - un quarto di secolo), le cose sono un po' cambiate e sarebbe corretto oltre che auspicabile aggiornare un po' lo stato d'arte dell'impianto.
La tua cliente però deve essere consapevole che dall'altra parte arriverà un probabile diniego (uscire soldi per sanare una cosa che risulta già bella e certificata sulla carta oggi viene vista come una bestemmia) e quindi meglio inquadrare bene la situazione.
Piccolo suggerimento, non parlare di colori inadeguati di neutro e terra, perché tra i non addetti ai lavori questo equivale solo ad un vezzo da fighettini.
Poi, valuta che non si possa proporre un adeguamento parziale, magari si scopre che le sezioni non sono poi così insufficienti, o magari lo sono solo alcune che possono essere sostituite, controlla la resistenza di isolamento ed esponi il tuo pensiero.
Ponendo una relazione in cui affermi che l'impianto non è a norma, con buona probabilità la tua cliente dovrà rinunciare ad affittarlo perché la trattativa sarà automaticamente conclusa.
Ovviamente ti ho dato solo la mia visione delle cose, per le esperienze che mi sono fatto in circostanze simili.
Saluti
un locatore in possesso di una dichiarazione di conformità, fosse anche rilasciata nel 1785 da un soldato di Napoleone, sa bene che essa in assenza di interventi sull'impianto rimane valida nel tempo, non solo, ma sarà molto restio a credere senza prove evidenti e inconfutabili [1] che qualsiasi contestazione sul fatto che anche nel 1785, l'opera così come fu realizzata non rispettava la regola d'arte.
[1] ma bada che anche con un prova inconfutabile, egli troverà il modo di passare da presunto furbastro a povero defraudato e raggirato da parte del vecchio installatore, perché dopo avervela menata per due ore che tutto è in regola, poi dirà che lui di impianti non ne capisce nulla e che carta canta.
A questo punto, direi di andarci con le buone, facendo presente che in venticinque anni (25 anni - un quarto di secolo), le cose sono un po' cambiate e sarebbe corretto oltre che auspicabile aggiornare un po' lo stato d'arte dell'impianto.
La tua cliente però deve essere consapevole che dall'altra parte arriverà un probabile diniego (uscire soldi per sanare una cosa che risulta già bella e certificata sulla carta oggi viene vista come una bestemmia) e quindi meglio inquadrare bene la situazione.
Piccolo suggerimento, non parlare di colori inadeguati di neutro e terra, perché tra i non addetti ai lavori questo equivale solo ad un vezzo da fighettini.
Poi, valuta che non si possa proporre un adeguamento parziale, magari si scopre che le sezioni non sono poi così insufficienti, o magari lo sono solo alcune che possono essere sostituite, controlla la resistenza di isolamento ed esponi il tuo pensiero.
Ponendo una relazione in cui affermi che l'impianto non è a norma, con buona probabilità la tua cliente dovrà rinunciare ad affittarlo perché la trattativa sarà automaticamente conclusa.
Ovviamente ti ho dato solo la mia visione delle cose, per le esperienze che mi sono fatto in circostanze simili.
Saluti
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
0
voti
Intanto volevo precisare che , pur avendo una dico questo impianto non possiede il cavo di terra su molte prese di corrente , poi non ne parliamo dei punti luce alti che non sanno cose il polo di terra , per finire che tutti i frutti contengono ancora il telaino di metallo e quasi tutte le prese da 10 A rotte . Se da contratto firmato un mese fa dove dichiara che l'impianto e a norma ma , a mio avviso non ci sono i requisiti come funziona ? si puo avvalere contro il proprietario ?
1
voti
tra tutte le cose che hai elencato non ce n'è neanche una che lascia presupporre che l'impianto non sia "a norma" [1]
[1] la 46/90 sanava gli impianti realizzati prima della sua entrata in vigore, anche in assenza di messa a terra, bastava che la protezione da sovraccarico fosse posta all'origine dell'impianto e che fosse presente un interruttore differenziale da non più di 30 mA.
In quel periodo poi, le dichiarazioni erano primordiali (non che oggi per alcuni sia cambiato granché) ma venivano redatte ed usate in maniera discutibile.
Ho visto di.co del '90 in cui veniva espressamente dichiarato che la protezione generale ed unica dell'impianto era un magnetotermico differenziale da 32A - 0,03A a protezione di circuiti prese (10 e 16 A) e luci.
[1] la 46/90 sanava gli impianti realizzati prima della sua entrata in vigore, anche in assenza di messa a terra, bastava che la protezione da sovraccarico fosse posta all'origine dell'impianto e che fosse presente un interruttore differenziale da non più di 30 mA.
In quel periodo poi, le dichiarazioni erano primordiali (non che oggi per alcuni sia cambiato granché) ma venivano redatte ed usate in maniera discutibile.
Ho visto di.co del '90 in cui veniva espressamente dichiarato che la protezione generale ed unica dell'impianto era un magnetotermico differenziale da 32A - 0,03A a protezione di circuiti prese (10 e 16 A) e luci.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
0
voti
In poche parole questo impianto senza messa a terra sia nelle prese che nei punti luce e a Norma ??? la cliente si ritrova con un impianto elettrico senza messa a terra basta che a un diff 0,03 A e può stare tranquilla ?????
0
voti
tranquilla no, ma a norma forse sì (rileggi tra le righe di quello che ho scritto prima)
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
0
voti
Un conto è una DI.CO per "risanare" un impianto senza terra mettendo un differenziale, un conto è emettere una DI.CO per un impianto dove c'è la terra, ma del colore sbagliato e non presente neanche in tutto l'impianto.
All'epoca, la questione dell'installazione del solo differenziale era stata fatta per aumentare la sicurezza negli impianti senza terra, sapendo benissimo che se si fosse imposto l'impianto di terra l'utente non avrebbe fatto nulla.
Dal punto di vista pratico, capisco benissimo che differenziale + parziale impianto di terra o differenziale + assenza impianto di terra, cambia poco o che sia più sicuro il primo caso.
Dal punto di vista normativo/legislativo, se è vero che DI.CO + differenziale + assenza impianto di terra era ammesso quando usci la 46/90, DI.CO + differenziale + parziale impianto di terra + colore conduttore di terra sbagliato non è mai stato ammesso, secondo me.
All'epoca, la questione dell'installazione del solo differenziale era stata fatta per aumentare la sicurezza negli impianti senza terra, sapendo benissimo che se si fosse imposto l'impianto di terra l'utente non avrebbe fatto nulla.
Dal punto di vista pratico, capisco benissimo che differenziale + parziale impianto di terra o differenziale + assenza impianto di terra, cambia poco o che sia più sicuro il primo caso.
Dal punto di vista normativo/legislativo, se è vero che DI.CO + differenziale + assenza impianto di terra era ammesso quando usci la 46/90, DI.CO + differenziale + parziale impianto di terra + colore conduttore di terra sbagliato non è mai stato ammesso, secondo me.
0
voti
anche secondo me...
ma se dici "secondo me" al proprietario/locatore, quello ti dice che secondo lui invece va bene, visto che l'elettricista di allora gli ha "certificato" l'impianto e lo ha dichiarato "a norme CEE"
per questo motivo, la butterei sul burlesco, sul dato di fatto oggettivo di una situazione platealmente obsoleta, che se poteva essere "sanata" o ritenuta accettabile venticinque anni prima, non è detto che possa esserlo oggi. D'accordo che le di.co non scadono, ma esiste anche la manutenzione straordinaria e l'applicazione della buona tecnica, e un impianto privo di messa a terra non è un impianto che contempla né l'una né l'altra.
ma se dici "secondo me" al proprietario/locatore, quello ti dice che secondo lui invece va bene, visto che l'elettricista di allora gli ha "certificato" l'impianto e lo ha dichiarato "a norme CEE"
per questo motivo, la butterei sul burlesco, sul dato di fatto oggettivo di una situazione platealmente obsoleta, che se poteva essere "sanata" o ritenuta accettabile venticinque anni prima, non è detto che possa esserlo oggi. D'accordo che le di.co non scadono, ma esiste anche la manutenzione straordinaria e l'applicazione della buona tecnica, e un impianto privo di messa a terra non è un impianto che contempla né l'una né l'altra.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
20 messaggi
• Pagina 1 di 2 • 1, 2
Torna a Impianti, sicurezza e quadristica
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 82 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)


