ma questo sistema non è più sicuro rispetto al TT nostrano?
perché da noi non si usa?
si può pensare che in futuro si utilizzerà anche da noi?
Sistemi di distribuzione elettrica
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guzz ha scritto:ma questo sistema non è più sicuro rispetto al TT nostrano?
Secondo me si.
perché da noi non si usa?
Dicono che l'Enel ha sempre combattuto il TN-C per non essere costretta a dover garantire la continuità del PEN.
Ma forse i tempi sono cambiati, quasi quasi domani telefono all'Enel e chiedo di passare al TN

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Riprendo il post [13] perché mi è capitato sottomano un articolo comparso su un vecchio numero di Tutto Normel (aprile 1996) che mi sembra interessante.
Comunque non preoccupatevi perché, giurin giurello, non tornerò più sull'argomento.
Ecco uno stralcio dell’articolo:
Dopo il periodo della ricostruzione, la distribuzione in bassa tensione era in una situazione molto confusa. C'erano tre frequenze (42, 45 e 50 Hz), una mezza dozzina di tensioni (110 V, 127/220 V, 160 V triangolo, 220 V triangolo, 160/280 V, 220/380 V e perfino una distribuzione in corrente continua) ma era soprattutto la condizione dei neutro a dare incertezza: senza neutro, neutro isolato, neutro a terra in cabina, neutro fatto in casa, a sua volta isolato o messo a terra.
Per la protezione contro i contatti indiretti la normativa chiedeva la messa a terra delle masse se la tensione verso terra era superiore a 130 V, ma negli impianti civili di collegamenti a terra se ne vedevano ben pochi. E poi, a che cosa sarebbe servita la messa a terra delle masse se un guasto a massa, anche franco, ben difficilmente avrebbe fatto intervenire qualche protezione?
In queste condizioni si diffuse, specie a Milano, la messa al neutro che consisteva nell'usare il neutro stesso come filo di terra fino alle prese, una specie di TN-C (sigle allora inesistenti) molto rudimentale e insicuro.
Comunque non preoccupatevi perché, giurin giurello, non tornerò più sull'argomento.
Ecco uno stralcio dell’articolo:
Dopo il periodo della ricostruzione, la distribuzione in bassa tensione era in una situazione molto confusa. C'erano tre frequenze (42, 45 e 50 Hz), una mezza dozzina di tensioni (110 V, 127/220 V, 160 V triangolo, 220 V triangolo, 160/280 V, 220/380 V e perfino una distribuzione in corrente continua) ma era soprattutto la condizione dei neutro a dare incertezza: senza neutro, neutro isolato, neutro a terra in cabina, neutro fatto in casa, a sua volta isolato o messo a terra.
Per la protezione contro i contatti indiretti la normativa chiedeva la messa a terra delle masse se la tensione verso terra era superiore a 130 V, ma negli impianti civili di collegamenti a terra se ne vedevano ben pochi. E poi, a che cosa sarebbe servita la messa a terra delle masse se un guasto a massa, anche franco, ben difficilmente avrebbe fatto intervenire qualche protezione?
In queste condizioni si diffuse, specie a Milano, la messa al neutro che consisteva nell'usare il neutro stesso come filo di terra fino alle prese, una specie di TN-C (sigle allora inesistenti) molto rudimentale e insicuro.
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