Buongiorno.
Nelle CEI EN 60039 è detto chiaramente che le classificazioni dei luoghi redatte per mezzo delle stesse norme sono relative agli impianti elettrici.
Avete mai utilizzato i risultati delle classificazioni anche per scegliere le attrezzature ed i dispositivi ( quindi non impianti elettrici...) che possono essere utilizzati nelle aree classificate ?
Saluti.
Classificazione dei luoghi
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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STB ha scritto:Buongiorno.
Nelle CEI EN 60039 è detto chiaramente che le classificazioni dei luoghi redatte per mezzo delle stesse norme sono relative agli impianti elettrici.
Avete mai utilizzato i risultati delle classificazioni anche per scegliere le attrezzature ed i dispositivi ( quindi non impianti elettrici...) che possono essere utilizzati nelle aree classificate ?
In effetti a me è capitato di classificare zone pericolose secondo la CEI EN 60079 e scegliere la componentistica di conseguenza alle zone che vengono fuori dal calcolo. Ma non capisco bene qual è il tuo problema. Spiegati meglio!
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Ops, si certo CEI EN 60079-10, scusate il refuso...
Si certo Mike, ciao piacere ritrovarti anche qui, al punto 1.1 ed anche al (4) in corsivo più sotto si legge " ... può essere usata con cautela, ecc...".
Ma questo appunto non impedisce di utilizarla, anche perché francamente non avrei altri riferimenti normativi o guide da utilizzare ( sorry, ma non ne conosco...).
Il problema è che dovrei fornire indicazione in merito ai sistemi di movimentazione (carrelli elettrici) da utilizzare in aree di deposito di infiammabili.
I problemi nel fare la scelta opportuna sono:
- costi, in primis, che per carrelli certificati ATEX mi dicono essere almeno il doppio delle versioni normali
- la successiva manutenzione dei sistemi, anch'essa molto onerosa, mi dicono.
Volevo confrontarmi con chi ha già avuto modo di affrontare la questione.
PS: le speranze di sottrarmi all'acquisto di carelli certificati ATEX, non sono molte, ma ci provo.
Si certo Mike, ciao piacere ritrovarti anche qui, al punto 1.1 ed anche al (4) in corsivo più sotto si legge " ... può essere usata con cautela, ecc...".
Ma questo appunto non impedisce di utilizarla, anche perché francamente non avrei altri riferimenti normativi o guide da utilizzare ( sorry, ma non ne conosco...).
Il problema è che dovrei fornire indicazione in merito ai sistemi di movimentazione (carrelli elettrici) da utilizzare in aree di deposito di infiammabili.
I problemi nel fare la scelta opportuna sono:
- costi, in primis, che per carrelli certificati ATEX mi dicono essere almeno il doppio delle versioni normali
- la successiva manutenzione dei sistemi, anch'essa molto onerosa, mi dicono.
Volevo confrontarmi con chi ha già avuto modo di affrontare la questione.
PS: le speranze di sottrarmi all'acquisto di carelli certificati ATEX, non sono molte, ma ci provo.
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STB ha scritto:Ops, si certo CEI EN 60079-10, scusate il refuso...
Si certo Mike, ciao piacere ritrovarti anche qui, al punto 1.1 ed anche al (4) in corsivo più sotto si legge " ... può essere usata con cautela, ecc...".
Ma questo appunto non impedisce di utilizarla, anche perché francamente non avrei altri riferimenti normativi o guide da utilizzare ( sorry, ma non ne conosco...).
Il problema è che dovrei fornire indicazione in merito ai sistemi di movimentazione (carrelli elettrici) da utilizzare in aree di deposito di infiammabili.
I problemi nel fare la scelta opportuna sono:
- costi, in primis, che per carrelli certificati ATEX mi dicono essere almeno il doppio delle versioni normali
- la successiva manutenzione dei sistemi, anch'essa molto onerosa, mi dicono.
Volevo confrontarmi con chi ha già avuto modo di affrontare la questione.
PS: le speranze di sottrarmi all'acquisto di carelli certificati ATEX, non sono molte, ma ci provo.
Innanzitutto non capisco dalle tue informazioni se c'è già una classificazione delle aree di pericolo per le zone in cui tu devi usare questi carrelli. Infatti dall'applicazione della norma possono derivare diversi tipi di Zone di pericolo a seconda del "livello" di pericolo stesso. Poi in base al tipo di pericolo certificato per il luogo, si va a vedere quale apparecchio si può usare.
Comunque se dici che è un deposito di infiammabili, mi sa che ti devi mettere il cuore in pace!
Ultima modifica di
AlVi il 24 set 2008, 10:28, modificato 1 volta in totale.
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STB, sinceramente non ho capito il problema... La CEI EN 60079-10 è l'unico riferimento normativo ed è valido per tutta l'europa. Nelle zone classificate con tale norma possono starci solo apparecchiature/attezzature/impianti marcati CE atex di categoria idonea (1,2,3). Tornando al tuo caso se la zona in cui transitano i carrelli è una zona 1 ci vorranno carrelli certificati in categoria 2, se è zona 2 categoria 3. Se tutto il locale è una zona 0 vuol dire che hanno sbagliato la classificazione, in ogni caso non puoi utilizzare carrelli elevatori.
Ricordo che l'aspetto della classificazione dei luoghi è una cosa, la valutazione dei rischi è un'altra cosa ancora.
Si parte con la classificazione per individuare le zone pericolose e si applica la CEI EN 60079-10. La norma prevede che bisogna arrivare al massimo ad avere zone 2 ridotte ai minimi termini, lavorando con la ventilazione e/o modificando i processi, se questo non fosse tecnicamente fattibile ci si tiene la zona 1 o zona 0 cercando comunque di limitarle il più possibile. Tieni conto che avere zone 1 o peggio estese a tutto l'ambiente comporta problemi di salute per gli operatori che dovrebbero circolare con autorespiratori e quindi non sono assolutamente accettabili, quindi se risulta così c'è qualcosa che non funziona. Successivamente a questo si valuta il rischio e si identificano le probabili sorgenti di innesco tramite la norma UNI EN 1127-1 e si scelgono le apparecchiature idonee per il tipo di zona certificate atex (sia elettriche che meccaniche, che dpi, ecc. l'atex non riguarda solo la parte elettrica). Mettendo insieme la probabilità di presenza di atmosfera esplosiva (classificazione dei luoghi) e la probabilità di innesco (gestione e manutenzione compresa) si ottiene il rischio. Se questo rischio rimane alto vuol dire che molto probabile un'esplosione e di conseguenza si deve provvedere a limitare i probabili danni e procedere con sistemi di protezione contro le esplosioni (per es. inertizzazioni).
Ricordo che l'aspetto della classificazione dei luoghi è una cosa, la valutazione dei rischi è un'altra cosa ancora.
Si parte con la classificazione per individuare le zone pericolose e si applica la CEI EN 60079-10. La norma prevede che bisogna arrivare al massimo ad avere zone 2 ridotte ai minimi termini, lavorando con la ventilazione e/o modificando i processi, se questo non fosse tecnicamente fattibile ci si tiene la zona 1 o zona 0 cercando comunque di limitarle il più possibile. Tieni conto che avere zone 1 o peggio estese a tutto l'ambiente comporta problemi di salute per gli operatori che dovrebbero circolare con autorespiratori e quindi non sono assolutamente accettabili, quindi se risulta così c'è qualcosa che non funziona. Successivamente a questo si valuta il rischio e si identificano le probabili sorgenti di innesco tramite la norma UNI EN 1127-1 e si scelgono le apparecchiature idonee per il tipo di zona certificate atex (sia elettriche che meccaniche, che dpi, ecc. l'atex non riguarda solo la parte elettrica). Mettendo insieme la probabilità di presenza di atmosfera esplosiva (classificazione dei luoghi) e la probabilità di innesco (gestione e manutenzione compresa) si ottiene il rischio. Se questo rischio rimane alto vuol dire che molto probabile un'esplosione e di conseguenza si deve provvedere a limitare i probabili danni e procedere con sistemi di protezione contro le esplosioni (per es. inertizzazioni).
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Vi ringrazio delle risposte.
Per la classificazione dei luoghi, ho ricevuto l'incarico.
Per la valutazione del rischio, no.
Certamente partirò dalla classificazione del luogo, come giustamente dice Mike: il mio problema era sapere se mi dovevo limitare a considerare solo la CEI EN 60079-10.
Ma la UNI EN 1127-1 che citi è una norma di prodotto ?
Comunque grazie delle info.
Per la classificazione dei luoghi, ho ricevuto l'incarico.
Per la valutazione del rischio, no.
Certamente partirò dalla classificazione del luogo, come giustamente dice Mike: il mio problema era sapere se mi dovevo limitare a considerare solo la CEI EN 60079-10.
Ma la UNI EN 1127-1 che citi è una norma di prodotto ?
Comunque grazie delle info.
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Con la CEI EN 60079-10 fai poca strada, per applicarla ti puoi affidare alla guida CEI 31-35. La UNI EN 1127-1 non è una norma di prodotto, ma riguarda la valutazione delle sorgenti di accensione.
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Mike ha scritto: Tieni conto che avere zone 1 o peggio estese a tutto l'ambiente comporta problemi di salute per gli operatori che dovrebbero circolare con autorespiratori e quindi non sono assolutamente accettabili, ....
Sei sicuro che in zona 1 gli operatori debbano usare gli autorespiratori?
Te lo chiedo, perché mi è capitato di frequentare aree classificate come zona 1 per la presenza di vapori e non ho mai visto personale con autorespiratore.
Forse ti riferisci ad ambienti chiusi? Forse a quelli pericolosi per la presenza di polveri?
Grazie, saluti.
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andreandrea
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Quella dell'autorespiratore era un esempio portato all'eccesso per far capire che se un determinato locale è classificato ZONA 1 o peggio ZONA 0 significa che c'è presenza pressochè continua di vapori infiammabili in concentrazione tale da superare i limiti di TLV-TWA (http://it.wikipedia.org/wiki/Threshold_Limit_Value) previsti e di conseguenza il datore di lavoro deve adottare tutte le misure per limitare i rischi di esposizione per gli operatori. Ricordo che gli ambienti di lavoro idonei per le persone devono avere concentrazioni inferiori ai valori di TLV-TWA previsti, se si rispettano questi valori a maggior ragione questi ambienti sono idonei per gli impianti. Questo non significa che non sono luoghi con pericolo di esplosione ma che le zone sono sicuramente ridotte e di conseguenza i rischi. Per quello quando vedo classificazioni con zone estese di tipo 1 o peggio 0 alzo le antenne...
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