Nuova norma CEI 81-25 e Zeus di TNE
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Mike
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Certo che la seconda ed. delle CEI 81-10 ci ha davvero reso la vita molto più interessante
.
Volevo proporvi un paio di situazione che mi sono capitate di recente:
1. fabbricato con una batteria di accumulatori al suo interno, a livello pavimento, addossata ad una parete esterna.
Si crea una zona 2 intorno alle valvole degli accumulatori che non si può eliminare (correggetemi se sbaglio). Supponiamo questa zona arrivi ad una altezza di 1 m dal pavimento.
Se la struttura portante del fabbricato è in c.a. ci ritroviamo nelle condizioni c), la zona non può essere raggiunta dal fulmine e quindi, ai fini della valutazione del rischio dovuto ai fulmini, si può trascurare.
Cosa cambia se la struttura è in muratura?
Anche se il fabbricato fosse a un solo piano, come minimo avrebbe un altezza di 3 m e ragionando in termini di "sfera rotolante" la parte bassa della parete, a ridosso della quale c'è la zona 2, non verrà mai raggiunta direttamente dal fulmine.
Altra considerazione: nella zona 2 sono presenti i cavi che arrivano dal caricabatterie.
Visto che questi cavi non si possono eliminare
, prevediamo degli SPD?
2. capannone con struttura in c.a., altezza 6 m e con un locale compartimentato adibito a deposito infiammabili, con accesso dall'esterno e con altezza 4 m (quindi sopra di questo deposito c'è un piccolo soppalco).
Il deposito è classificato come zona 1 estesa a tutto il locale.
Anche in questo caso, ragionando ancora in termini di sfera rotolante, la zona non verrà mai colpita dal fulmine. Trascuriamo la sua presenza?
Volevo proporvi un paio di situazione che mi sono capitate di recente:
1. fabbricato con una batteria di accumulatori al suo interno, a livello pavimento, addossata ad una parete esterna.
Si crea una zona 2 intorno alle valvole degli accumulatori che non si può eliminare (correggetemi se sbaglio). Supponiamo questa zona arrivi ad una altezza di 1 m dal pavimento.
Se la struttura portante del fabbricato è in c.a. ci ritroviamo nelle condizioni c), la zona non può essere raggiunta dal fulmine e quindi, ai fini della valutazione del rischio dovuto ai fulmini, si può trascurare.
Cosa cambia se la struttura è in muratura?
Anche se il fabbricato fosse a un solo piano, come minimo avrebbe un altezza di 3 m e ragionando in termini di "sfera rotolante" la parte bassa della parete, a ridosso della quale c'è la zona 2, non verrà mai raggiunta direttamente dal fulmine.
Altra considerazione: nella zona 2 sono presenti i cavi che arrivano dal caricabatterie.
Visto che questi cavi non si possono eliminare
2. capannone con struttura in c.a., altezza 6 m e con un locale compartimentato adibito a deposito infiammabili, con accesso dall'esterno e con altezza 4 m (quindi sopra di questo deposito c'è un piccolo soppalco).
Il deposito è classificato come zona 1 estesa a tutto il locale.
Anche in questo caso, ragionando ancora in termini di sfera rotolante, la zona non verrà mai colpita dal fulmine. Trascuriamo la sua presenza?
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per il fabbricato 1 dove ti ritrovi una zona di tipo 2, hai verificato il tempo di permaneza del guasto ? forse ti basta solo quello per non considerare la zona..........
per quanto concerne invece le strutture il "buon" CEI risponde
c) la zona non può essere colpita direttamente dal fulmine e sono impedite scariche pericolose nella zona stessa.
il fatto che devono essere impedite anche le scariche pericolose all'interno, mi fa pensare che non dobbiamo guardare solo alla sfera rotolante ma anche agli impianti elettrici e alle parti metalliche che attraversati dalla correnti di fulmine possano creare scariche pericolose.
Penso che il CEI consideri giustamente che con in una struttura in cemento armato gettata in opera la probabilità di fulminazioni dirette e scariche pericolose al suo interno sia molto meno probabile che con una struttura in muratura, basti pensare che la distanza di sicurezza non si deve considerare in strutture di cemento armato elettricamente continue.
Ma attenzione che quando parliamo di struttura in cemento armato il CT81 ha chiarito bene che si deve trattare di una struttura gettata in opera e non ad esempio una struttura prefabbricata dove non esiste continuità elettrica tra i ferri delle colonne e il terreno.
A suo tempo feci un progetto in un capannone con elementi in cemento armato prefabbricati e assemblati tra loro ma non connessi elettricamente tra loro e a terra, per evitare di considerare nel calcolo 81 le zone pericolose, dovetti procedere a richiedere il collegamento dei ferri dei vari elementi (all'interno delle singole colonne) al prefabbricatore e in secondo luogo a connettere a terra tutte le colonne alla loro base (in pratica feci un anello interrato che le collegava tutte). Da un quesito inviato a TNE ho potuto riscontrare che per soddisfare la condizione del CT81 basta che siano collegate a terra le colonne in cemento armato non è necessario che lo siano anche le travi e la copertura, forse perché si comportano come tante aste ed è sufficiente quello.
Per quanto concerne gli impianti installati in zone pericolose è chiaro che sono necessari gli SPD perché è un'altra di quelle condizioni necessarie per evitare di considerare le zone pericolose nel calcolo 81.
il caso 2 non l'ho ben capito.........
per quanto concerne invece le strutture il "buon" CEI risponde
c) la zona non può essere colpita direttamente dal fulmine e sono impedite scariche pericolose nella zona stessa.
il fatto che devono essere impedite anche le scariche pericolose all'interno, mi fa pensare che non dobbiamo guardare solo alla sfera rotolante ma anche agli impianti elettrici e alle parti metalliche che attraversati dalla correnti di fulmine possano creare scariche pericolose.
Penso che il CEI consideri giustamente che con in una struttura in cemento armato gettata in opera la probabilità di fulminazioni dirette e scariche pericolose al suo interno sia molto meno probabile che con una struttura in muratura, basti pensare che la distanza di sicurezza non si deve considerare in strutture di cemento armato elettricamente continue.
Ma attenzione che quando parliamo di struttura in cemento armato il CT81 ha chiarito bene che si deve trattare di una struttura gettata in opera e non ad esempio una struttura prefabbricata dove non esiste continuità elettrica tra i ferri delle colonne e il terreno.
A suo tempo feci un progetto in un capannone con elementi in cemento armato prefabbricati e assemblati tra loro ma non connessi elettricamente tra loro e a terra, per evitare di considerare nel calcolo 81 le zone pericolose, dovetti procedere a richiedere il collegamento dei ferri dei vari elementi (all'interno delle singole colonne) al prefabbricatore e in secondo luogo a connettere a terra tutte le colonne alla loro base (in pratica feci un anello interrato che le collegava tutte). Da un quesito inviato a TNE ho potuto riscontrare che per soddisfare la condizione del CT81 basta che siano collegate a terra le colonne in cemento armato non è necessario che lo siano anche le travi e la copertura, forse perché si comportano come tante aste ed è sufficiente quello.
Per quanto concerne gli impianti installati in zone pericolose è chiaro che sono necessari gli SPD perché è un'altra di quelle condizioni necessarie per evitare di considerare le zone pericolose nel calcolo 81.
il caso 2 non l'ho ben capito.........
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calmo ha scritto:per il fabbricato 1 dove ti ritrovi una zona di tipo 2, hai verificato il tempo di permanenza del guasto ? forse ti basta solo quello per non considerare la zona...
Intendi le 0,1 h/anno?
Se fosse così il problema non si porrebbe nemmeno perché la zona non sarebbe neanche da considerare con pericolo di esplosione.
Comunque nel caso presentato la batteria di accumulatori veniva mantenuta permanentemente sotto carica (forse nel mio post era solo sottinteso) e quindi il tempo di permanenza era ampiamente superiore a 0,1 h/anno.
per quanto concerne invece le strutture il "buon" CEI risponde
c) la zona non può essere colpita direttamente dal fulmine e sono impedite scariche pericolose nella zona stessa.
il fatto che devono essere impedite anche le scariche pericolose all'interno, mi fa pensare che non dobbiamo guardare solo alla sfera rotolante ma anche agli impianti elettrici e alle parti metalliche che attraversati dalla correnti di fulmine possano creare scariche pericolose.
Sono d'accordo, ma i dubbi mi restano.
Continuiamo a supporre che la struttura sia in muratura.
In questo caso parti metalliche non ce ne sono.
Per colpire direttamente la zona il fulmine dovrebbe impattare sulla base del fabbricato e sfondare il muro.
Per quanto riguarda invece le linee siamo in una situazione un po' strana:
nella zona pericolosa sono sicuramente presenti i cavi in arrivo dal caricabatteria (se non ci fossero non ci sarebbe zona pericolosa), non ci sono altre parti elettriche (solo un incosciente le lascerebbe all'interno della zona pericolosa).
Cosa facciamo? Mettiamo un SPD sull'uscita del caricabatteria?
Ha una sua logica, ma mi sembra piuttosto strano.
Fra l'altro, se volessimo essere precisi fino in fondo, per caricare la batteria dovremmo usare cavi in esecuzione Ex. Anche questo mi suona strano.
Ho anche letto che questo problema (dei cavi in esecuzione Ex) è noto da tempo ma che nessuno si è mai sognato di prescrivere, probabilmente perché la pratica installativa ha dimostrato che di fatto pericoli non ce ne sono.
Speriamo che il comitato 31 non segua l'esempio del comitato 81.
Per quanto riguarda il secondo caso, forse è meglio discuterne più avanti, se ce ne sarà ancora voglia.
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Esistono cavi in esecuzione Ex?
A me non risulta.
A me non risulta.
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andreandrea
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Carica batteria con cavi Ex? Ma di cosa state parlando?
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Quindi togliamo pure di mezzo i "cavi Ex", che ovviamente era un modo sintetico, anche se scorretto, per indicare la conduttura di alimentazione.
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ad ogni modo gli spd vanno installati seguendo una logica, in caso di fulminazione la sovratensione può arrivare dalla linea di alimentazione a monte, o potrebbe essere causata per effetto del lemp ma per questo immagino che ci vogliano della calate vicino attraversate dalla corrente di fulmine, io metterei un sistema di SPD coordinati, classe I in ingresso linee entranti, classe II sul quadro generale classe III subito all'ingresso del carica batterie, sul lato corrente continua lascierei stare, anzi ancora meglio terminerei il progetto alla presa di alimentazione del carica batterie e lascierei che qualcun altro pensi al resto....
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