Mi sento in dovere di evidenziare alcune affermazioni non corrette
1-
Da notare che quasi tutte le direttive escludono proprio gli "esemplari unici"
- è incorretta in quanto se anche producessi una sola macchina, un solo quadro elettrico, un solo apparecchio in pressione, anche per uso personale e si configurasse una messa in servizio, la maggior parte delle direttive e regolamenti comunitari sarebbero applicabili.
Quello che le direttive escludono sono i prodotti che vengono esposti a fiere o comunque usati a scopo "pubblicitario/dimostrativo" a patto che risulti chiaramente la loro natura. Di qui, se un prototipo viene immesso sul mercato, dal punto di vista della marcatura CE è un prodotto che deve essere conforme alle disposizioni delle direttive e regolamenti applicabili.
2-
In sostanza non esiste la produzione di "serie" di Prototipi
- è incoretta in quanto, soprattutto nel settore dell'elettronica, si possono produrre alcune centinaia di unità prototipo (pre-serie) proprio per saggiarne le performance in campo. Io direi che non è usuale avere dei prototipi industrializzati (o ingegnerizzato).
3-
Una scheda etettronica potrebbe essere immessa sul mercato per un uso ed uno scopo tale da rendere l'oggetto esente da marcatura CE
- la vedo complicata dato che almeno la RhOS si dovrà applicare a detta scheda che, essendo elettronica, immagino che un minimo di EMC la si dovrebbe prevedere.
4-
ma la sua eventuale modifica, anche solo l'introduzione di un firmware che ne cambia la destinazione d'uso, potrebbe farla diventare un prodotto soggetto a marcatura.
- anche qui dissento. In generale gli usi previsti e ragionevolmente prevedibili piuttosto che gli usi consentiti sono una delle prime cose che nel manuale il produttore di una scheda inserisce (o dovrebbe inserire) proprio al fine di limitarne l'uso in ragione della sua progettazione. Facciamo un esempio: una scheda con un microprocessore ed alcune porte USB può benissimo essere impiegata in applicazioni di sicurezza ma si spera vivamente che il fabbricante della scheda lo escluda palesemente (o lo espliciti palesemente) se non ci ha pensato in fase di progetto. Di qui discende il punto essenziale che, se prendo una scheda elettronica che di per se mi viene data conforme alla direttiva RhOS ed EMC, difficilmente posso rientrare nel campo della direttiva LVD (abbastanza ovvio). Modificando il firmware (ma io sarei più dell'idea che si ottenga il risultato di una modica sostanziale se si lavora sugli applicativi) potrei definire un uso che, se non è esplicitamente vietato od escluso, è possibile e quindi non vedo perché dovrei rifare la marcatura CE (salvo casi di una rarità notevole come add esempio usare una MB di un laptop nel settore medicale...)-
A me pare di capire che esiste un HW (od un setto di HW) sul quale degli sviluppatore aggiungono degli applicativi e poi impiegano detto HW in applicazioni domotiche, magari solo avvolgere le tende o regolare la temperatura.
Siccome HW usato non è un oggetto specifico ma una piattaforma di sviluppo, difficilmente è conforme alle specifiche tecniche delle norme armonizzate per gli Home Building Automation System e quindi, di fatto, non costituiscono la regola dell'arte senza che questa affermazione implichi che siano insicuri.
Concordo invece in maniera assoluta con la conclusione del post di GiudiceDiPace nel quale si esorta a definire prima l'applicazione (o le applicazioni) e poi determinare le direttive da applicare. Non solo è necessario ma è la normale procedura da seguire per una progettazione corretta.
Diciamo che un soggetto voglia impiegare un KIT di sviluppo per controllare il portone a battente di casa sua e si compra, per la bisogna, motori, fotocellule, lampeggianti ecc. In questo caso è pacifico e palese che la macchina realizzata, che ricade anche in RPD (Regolamento sui prodotti da costruzione) presenti dei profili di pericolo conclamati e che la progettazione e realizzazione dell'elettronica debba seguire degli step molto precisi, finanche alla programmazione del SW.
Diversamente diciamo che un soggetto voglia accendere e spegnere una luce nel patio impiegando questa scheda: pur essendo certo l'impiego bisognerebbe valutare in maniera precisa l'applicabilità della Direttiva EMC (ossia è certamente applicabile ma potrebbe richiedere il percorso dei componenti per le fixed installation) e valutare la RhOS, ma entro i limiti di tensione