Ah una curiosità:
ci sono dei valori limite di tensioni di contatto e di passo?
Tensione di contatto
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g.schgor,
IsidoroKZ
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In effetti anche per me la tensione di contatto è un concetto un poco ostico sotto certi aspetti
Prendiamo, per esempio un circuito in cui l'uomo scalzo,è collegato in parallelo ad una resitenza di terra e supponiamo che il circuito sia alimentato dalla tensione di 230 volt
Assumiamo per il momento trascurabile nulla la R di neutro, cioè pensiamo che la tensione che circola nel circuito sia esattamente la stessa del GDT
Si avrebbe una connessione in parallelo tra uomo e la resistenza di terra
L'uomo è scalzo (cioè privo di scarpe e quindi di ulteriori resistenze in serie)
la regola del partitore di corrente ci dice che la corrente che circola si divide sui due rami in parallelo passando in maggioranza li dove la resistenza elettrica è piu bassa, dunque la corrente passerebbe piu intensamente sul ramo del circuito dove c'è la resistenza di terra e meno sul ramo dove c'è l'uomo.
Fino a qui tutto fila liscio.
Siccome la resistenza di terra è (dovrebbe essere almeno) molto minore di quella dell'uomo scalzo
l'uomo si "salva la pelle" prendendo una scossa di piccola intensità (bassa corrente)
Però però...essendo un circuito in parallelo, entrambi i rami sono sottoposti alla medesima tensione
quindi 230 volt
Quello che non capisco proprio,(evidentemente qualcosa mi sfugge) è perche sui libri di elettrotecnica si dice che la messa a terra diminuisce la tensione di contatto, quando l'umo (scalzo) è collegato in parallelo al circuito alimentato a 230 volt e quindi è sottoposto una tensione di 230 volt.
Sarà che forse la tensione di contatto a VUOTO resta quella di 230 volt
mentre la tensione di contatto EFFETTIVA è pari a Veff= I ramo uomo x R uomo scalzo
Sarà che la messa a terra riduce soltanto la tensione di contatto effettiva, mentre quella a vuoto resta sempre la stessa (230 volt) con o senza impianto di terra?
Mi farebbe piacere che qualcuno mi spiegasse questa cosa che da anni mi resta un poco nebulosa

Prendiamo, per esempio un circuito in cui l'uomo scalzo,è collegato in parallelo ad una resitenza di terra e supponiamo che il circuito sia alimentato dalla tensione di 230 volt
Assumiamo per il momento trascurabile nulla la R di neutro, cioè pensiamo che la tensione che circola nel circuito sia esattamente la stessa del GDT
Si avrebbe una connessione in parallelo tra uomo e la resistenza di terra
L'uomo è scalzo (cioè privo di scarpe e quindi di ulteriori resistenze in serie)
la regola del partitore di corrente ci dice che la corrente che circola si divide sui due rami in parallelo passando in maggioranza li dove la resistenza elettrica è piu bassa, dunque la corrente passerebbe piu intensamente sul ramo del circuito dove c'è la resistenza di terra e meno sul ramo dove c'è l'uomo.
Fino a qui tutto fila liscio.
Siccome la resistenza di terra è (dovrebbe essere almeno) molto minore di quella dell'uomo scalzo
l'uomo si "salva la pelle" prendendo una scossa di piccola intensità (bassa corrente)
Però però...essendo un circuito in parallelo, entrambi i rami sono sottoposti alla medesima tensione
quindi 230 volt
Quello che non capisco proprio,(evidentemente qualcosa mi sfugge) è perche sui libri di elettrotecnica si dice che la messa a terra diminuisce la tensione di contatto, quando l'umo (scalzo) è collegato in parallelo al circuito alimentato a 230 volt e quindi è sottoposto una tensione di 230 volt.
Sarà che forse la tensione di contatto a VUOTO resta quella di 230 volt
mentre la tensione di contatto EFFETTIVA è pari a Veff= I ramo uomo x R uomo scalzo
Sarà che la messa a terra riduce soltanto la tensione di contatto effettiva, mentre quella a vuoto resta sempre la stessa (230 volt) con o senza impianto di terra?
Mi farebbe piacere che qualcuno mi spiegasse questa cosa che da anni mi resta un poco nebulosa
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consiglio di cercare su Google : "tensione di passo " e leggere Eduret.org mi sembra che lo spieghi molto bene


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archimede45
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