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Versi di riferimento "coordinati"

Circuiti, campi elettromagnetici e teoria delle linee di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica

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[1] Versi di riferimento "coordinati"

Messaggioda Foto UtenteVinus » 8 ott 2014, 19:33

Ciao a tutti,

Mi è venuto un dubbio, e avendo cercato nel forum, mi è parso che si tratti di un dubbio piuttosto grave... :oops:
Da qui la mia domanda per "versi di riferimento coordinati" su un bipolo si intendono unicamente le cosiddete convenzioni dell'utilizzatore?

Oppure nel caso di un doppio bipolo (come ad esempio un trasformatore ideale) si potrebbe intendere la coordinazione suddetta come il fatto che si adottino per entrambe le porte le medesime convenzioni?

Grazie a tutti e.. torno a studiare...!!! :mrgreen:

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[2] Re: Versi di riferimento "coordinati"

Messaggioda Foto UtenteRenzoDF » 10 ott 2014, 17:04

Vinus ha scritto:... Da qui la mia domanda per "versi di riferimento coordinati" su un bipolo si intendono unicamente le cosiddete convenzioni dell'utilizzatore?

No, i versi sono coordinati alla convenzione, che può essere sia "degli utilizzatori" sia "dei generatori"; delle quattro possibili scelte per v e i relativamente ad un bipolo, due saranno le possibili scelte coordinate ad una o all'altra convenzione.

Se per esempio la convenzione scelta fosse quella "degli utilizzatori", la scelta coordinata per i e v saranno quelle per le quali la corrente viene scelta entrante nel morsetto assunto positivo per la tensione.
La scelta della convenzione è chiaramente legata sia all'equazione costitutiva, sia al segno della potenza relativa al bipolo e di conseguenza, pur essendo arbitraria è chiaro che si andrà a preferire quella più "conveniente", relativamente alla natura del bipolo stesso.

Per un resistore, così come per un induttore o un condensatore e in genere per un bipolo passivo, sarà ovviamente "conveniente" scegliere quella "degli utilizzatori", mentre per un bipolo generatore di tensione o corrente che sia, sarà più indicata quella "dei generatori".

Se poi siamo in presenza di un dispositivo multipolare, sarà conveniente assumere la stessa convenzione per tutti gli N-1 terminali, ovvero fissato un terminale di riferimento, assumere i positivi delle tensioni (rispetto al riferimento) su tutti i restanti terminali e le correnti tutte entranti su detti morsetti; questo perché in questo modo potremo facilmente generalizzare l'espressione della potenza entrante nell'N-polo, si veda per esempio le convenzioni normalmente assunte per il tripolo transistore.

Vinus ha scritto:... Oppure nel caso di un doppio bipolo (come ad esempio un trasformatore ideale) si potrebbe intendere la coordinazione suddetta come il fatto che si adottino per entrambe le porte le medesime convenzioni?

Per un doppio bipolo direi che si può distinguere fra il caso nel quale possa essere visto come un tripolo, ovvero quello di doppio bipolo non intrinseco, da quello nel quale il doppio bipolo è intrinseco, come avviene per il trasformatore ideale o per il mutuo induttore; in quest'ultimo caso, spesso la regola generale indicata per l'N-polo, viene abbandonata.
Per il trasformatore per esempio, una scelta "conveniente" è quella di usare per una porta la convenzione degli utilizzatori e per la seconda porta quella dei generatori; in questo modo le relazioni costitutive si semplificano e così pure le relazioni associate alle potenze che come ben noto qui transitano vista la sua "trasparenza"..
Ad ogni modo, risottolineo che sempre scelta rimane e che non è per nulla errato andare ad usare la convenzione dei generatori anche per un resistore, che non porta (come qualcuno asserisce) a dover considerare una resistenza negativa, ma porta solo ad un segno negativo in più nella relazione costitutiva e uno scambio di aggettivo per la potenza; e così sarà pure (ad esempio) per un mutuo induttore, per il quale nessuno ci obbliga a scegliere le stesse convenzioni per le due porte. E' chiaro che questa porterà
a dover magari rivedere i segni delle due equazioni costitutive e il segno da assegnare al coefficiente di mutua induzione, ma questo non ne compromette la validità.

Ti confesso ad ogni modo che, se non in casi particolari (N-poli), ritengo inutile andare a parlare di versi coordinati in quanto detti versi discendono automaticamente dalla convenzione scelta per il singolo bipolo, scelta che poi deve fare i conti con quella dei bipoli adiacenti; intendo, per esempio, dire che se alla seconda porta di un mutuo induttore troviamo collegato un resistore e decidiamo di assumere per il mutuo induttore la classica scelta di correnti entranti sui morsetti positivi delle tensioni alle due porte (morsetti scelti sui puntini di riferimento dello stesso, per usare il coefficiente di mutua induzione indicato), per il resistore avremo automaticamente scelto (senza volerlo) la convenzione dei generatori, ... ma ciò non porterà a nessun problema risolutivo.

Spero solo di non averti confuso le idee. :D
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