Se applico il metodo sperimentale alcune informazioni sul tipo di malta da utilizzare (classe della malta) e come posarla (ad esempio almeno 1 cm sui giunti dei blocchi) le traggo dal rapporto di prova/classificazione che poi raffronto con la scheda tecnica della malta utilizzata dall'esecutore dei lavori.
Ma se invece uso il metodo tabellare in cui l'unico dato su cui mi baso è lo spessore dei blocchi e dell'intonaco e in cui della malta utilizzata non si parla neanche, vuoldire che è un dato che non devo prendere neanche in considerazione?
Vi spiego qual è il mio problema pratico.
Devo certificare una parete EI 60.
All'atto del sopralluogo mi accorgo che tra i blocchi utilizzati ci sono delle evidenti fessure tra i blocchi (cavolo ci vedevo la luce filtrare dall'altra parte
)In pratica hanno disposto i blocchi a quinconce, ma hanno messo la malta solo nelle faccia superiore e inferiore del blocco e non nelle facce laterali suppongo. Quindi i blocchi risultavano affiancati (per modo di dire) senza nulla in mezzo.
Ora hanno stuccato e rintonacato il tutto e la parete sembra apposto.
A 'sto punto volevo utilizzare il metodo tabellare per certificare, ma mi chiedevo se esistesse una regola generale da verificare per la posa della malta.
Non credo la responsabilità sia solo del "posatore".

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