Gentili lettori, un impianto elettrico eseguito a norma, ha un corto circuito sulla sezione illuminazione, già prima dell'attivazione dell'interruttore (a causa di una lampada difettosa).
La messa in "ON" dell'interruttore illuminazione tramite lo spostamento manuale della leva, rallenta il tempo dello scatto di disattivazione a "OFF"?
Un eventuale rallentamento dell'interruzione della corrente a causa della dita che "tengono su" la leva per qualche istante in più, può danneggiare l'impianto?
L'impianto elettrico ha una fornitura con potenza massima di 1.5 kW, tale valore, attenua la sollecitazione dei cavi in caso di corto, rispetto ad una potenza di 3 kW?
Oppure il corto circuito li sollecita sempre allo stesso modo, indipendentemente dalla potenza?
Grazie a tutti per le risposte.
Corto circuito illuminazione, quali danni possibili
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
17 messaggi
• Pagina 1 di 2 • 1, 2
2
voti
Di domenica mattina, per me, questi pensieri filosofici, sono micidiali. 

“vivi il presente“
-

Pierluigi2002
1.048 2 3 6 - Expert

- Messaggi: 1599
- Iscritto il: 23 gen 2008, 23:12
0
voti
cprrcr ha scritto:Un eventuale rallentamento dell'interruzione della corrente a causa della dita che "tengono su" la leva per qualche istante in più
gli interruttori automatici hanno i contatti di apertura a sgancio libero, in pratica una volta che gli sganciatori interni si attivano, questi aprono i contatti mobili indipendentemente dalla posizione della leva manuale che potrebbe appunto venire trattenuta dall'utente o essere bloccata meccanicamente nella posizione di chiuso
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
0
voti
A me pare che
cprrcr stia parlando dell'interruttore che accende e spegne la luce e non dell'interruttore automatico da quadro che protegge la linea.
E' bene precisare che il primo non ha assolutamente alcuna utilità dal punto di vista della protezione.
E' bene precisare che il primo non ha assolutamente alcuna utilità dal punto di vista della protezione.
-

Giovepluvio
5.978 3 6 10 - G.Master EY

- Messaggi: 2947
- Iscritto il: 21 dic 2010, 1:10
- Località: Mantova
1
voti
se fosse l'interruttore di comando funzionale ad essere chiuso "lentamente", nel momento in cui si stabilisce la corrente di cortocircuito l'automatico apre ugualmente
no, quello è solo il valore di potenza contrattuale (regolazione del dispositivo di limitazione) della fornitura che, nel caso ipotizzato, non riduce in alcun modo il valore della corrente di cortocircuito, che dipende da altri parametri della linea e dal trasformatore che la alimenta
cprrcr ha scritto:L'impianto elettrico ha una fornitura con potenza massima di 1.5 kW, tale valore, attenua la sollecitazione dei cavi in caso di corto, rispetto ad una potenza di 3 kW?
no, quello è solo il valore di potenza contrattuale (regolazione del dispositivo di limitazione) della fornitura che, nel caso ipotizzato, non riduce in alcun modo il valore della corrente di cortocircuito, che dipende da altri parametri della linea e dal trasformatore che la alimenta
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
0
voti
Buona domenica e Grazie a tutti per le risposte! Preciso che si tratta dell'inerruttore nel quadro elettrico generale, non quello di una stanza.
Oltre all'interruttore da 10A nel quadro, è scattato anche quello da "n"A (credo 30), presente anch'esso nel quadro, che alimenta sia il circuito illuminazione che la motrice. Perché non è scattato solamente l'interruttore interessato al corto (cioè il 10A illuminazione)?
Sebbene un interruttore qualsiasi sia costruito per scattare a "n" A, nel tempo brevissimo che impiega per aprire il circuito e interrompere il passaggio di corrente, non emette corrette "infinita"? Questo non crea un danno ai cavi (seppur lieve) al di là della loro sezione?
Oltre all'interruttore da 10A nel quadro, è scattato anche quello da "n"A (credo 30), presente anch'esso nel quadro, che alimenta sia il circuito illuminazione che la motrice. Perché non è scattato solamente l'interruttore interessato al corto (cioè il 10A illuminazione)?
Sebbene un interruttore qualsiasi sia costruito per scattare a "n" A, nel tempo brevissimo che impiega per aprire il circuito e interrompere il passaggio di corrente, non emette corrette "infinita"? Questo non crea un danno ai cavi (seppur lieve) al di là della loro sezione?
0
voti
Se cavo ed interruttore sono correttamente dimensionati l'energia specifica lasciata passare dell'interruttore in fase di c.c. è inferiore a quella che il cavo può supportare.
La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia.
Hermann Hesse - Siddharta
Hermann Hesse - Siddharta
1
voti
cprrcr ha scritto:si tratta dell'inerruttore nel quadro elettrico generale
allora vale quanto già detto al #3
cprrcr ha scritto:Oltre all'interruttore da 10A nel quadro, è scattato anche quello da "n"A (credo 30), presente anch'esso nel quadro, che alimenta sia il circuito illuminazione che la motrice. Perché non è scattato solamente l'interruttore interessato al corto (cioè il 10A illuminazione)?
perché gli interruttori modulari che abbiamo in casa, per taglia e per costruzione non consentono facilmente di operare selettività in caso di cortocircuito
sabato scorso sono stato chiamato da un cliente che mi diceva non avere più "la luce" a seguito di un phon andato in corto
nell'ordine gli sono intervenuti il vecchio magnetotermico FM (quello con i pulsanti rosso e nero), il magnetotermico del contatore (63 A curva D) [interessante capire se invece non sia stato ordine del limitatore elettronico] e il magnetotermico a protezione del montante (16 A), di quest'ultimo non ne era a conoscenza, motivo per cui riattivando l'interruttore di casa e quello del contatore non si spiegava l'assenza di corrente in casa
cprrcr ha scritto:Sebbene un interruttore qualsiasi sia costruito per scattare a "n" A, nel tempo brevissimo che impiega per aprire il circuito e interrompere il passaggio di corrente, non emette corrette "infinita"?
la cosa è un attimo più complessa,
per semplificare diciamo che si ragiona in termini di energia (potenza x tempo),
un interruttore magnetico è caratterizzato da intervento a tempo inverso, ovvero maggiore è la corrente che lo attraversa, più rapido è il processo di interruzione ed apertura, il tutto definito da una curva specifica che il costruttore mette a disposizione nei cataloghi tecnici, insieme alla curva dell'energia specifica passante (I²t)
anche i cavi, in relazione alla loro sezione e costruzione (materiale conduttore, isolante, etc), hanno dei valori tabellati che ne definiscono i limite di energia "passante" oltre il quale il cavo stesso può danneggiarsi irrimediabilmente [edit successivo: ho trovato questo articolo di admin molto ben fatto]
chi dimensiona le protezioni, si assicura che l'energia specifica lasciata passare dall'interruttore nell'apertura di un cortocircuito, sia inferiore all'energia specifica tollerabile dalla conduttura che si intende proteggere
nella realtà, quando si parla di interruttori ad uso domestico/residenziale, di tipo magnetotermico, questi calcoli non vengono mai fatti, il più delle volte ci si limita a verificare che l'interruttore protegga il circuito dal sovraccarico, e se la condizione è verificata si ritiene intrinsecamente che lo sia anche dal cortocircuito
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
0
voti
Attilio ha scritto:nella realtà, quando si parla di interruttori ad uso domestico/residenziale, di tipo magnetotermico, questi calcoli non vengono mai fatti, il più delle volte ci si limita a verificare che l'interruttore protegga il circuito dal sovraccarico, e se la condizione è verificata si ritiene intrinsecamente che lo sia anche dal cortocircuito
Gli interruttori di quell'impianto sono del 2003, non so se questo cambi qualcosa circa la "precisione" della loro risposta ai c.c.. Un tratto del circuito di illuminazione (che dovrebbe avere sezione 1,5mmq), è a 2,5mmq... questo rende il circuito ancora più resistente ai c.c.? Non capisco perché i calcoli di cui hai spiegato, non vengono tenuti in considerazione. Intendi che anche utilizzando le componenti idonee, l'impianto reagisce approssimativamente in sicurezza e non in modo preciso come da calcoli?
0
voti
Avevo interpretato male. Chiedo scusa.
-

Giovepluvio
5.978 3 6 10 - G.Master EY

- Messaggi: 2947
- Iscritto il: 21 dic 2010, 1:10
- Località: Mantova
17 messaggi
• Pagina 1 di 2 • 1, 2
Torna a Impianti, sicurezza e quadristica
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 154 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)


