
Relazione tecnica
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il mio era un esempio semmai devi scrivere i riferimenti su tutte le situazioni che secondo il tuo giudizio tecnico non sono a norma e come ti ripeto se non hai dimestichezza con esse non è semplice... 

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ancora più difficile che conoscere perfettamente le norme, è capire se un'installazione rispetti comunque la regola dell'arte che a differenza delle norme (per lo più facoltative) è l'unico requisito obbligatorio richiesto da una legge del 1968 e che lo sancisce proprio al primo articolo, "solo" al secondo si precisa che gli impianti eseguiti in conformità con le norme del comitato elettrotecnico hanno la presunzione della regola d'arte, ma non si può buttare un articolo (il primo tra l'altro) nel cestino solo perché è più facile applicare ed usare una norma come fosse una check-list [capisco che è più facile], ma allora c'è davvero da chiedersi perché non basti comprarsi una o tutte le norme per diventare impiantisti
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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se ti fermi solo al primo articolo della 186 la verifica dell'impianto diventa troppo soggettiva "per me va bene per te no" a parer mio le norme ti danno una scorciatoia e poi non è vero che comperando una norma diventi un buon impiantista bisogna anche saper trovare dove cercare e capire ciò che sta scritto 
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fammi capire,
io realizzo un impianto e dichiaro di non avere applicato la norma tecnica, lo sto dichiarando io bada,
al contempo produco una relazione e documento che la realizzazione rispetta comunque la regola dell'arte
[assunzione di responsabilità]
poi in un caso simile a quello di questa discussione, arriva uno e mi contesta che non ho rispettato il punto x e y della norma z
ora io mi aspetto che mi si dica che la strada alternativa seguita non sia valida (a regola d'arte) per i motivi a e b, non perché la norma z non lo contempla!
attenzione che non è mia intenzione fare una battaglia contro le norme, che sono un'ottima cosa ed un valido aiuto per progettisti/installatori, ma sull'uso e su come alcuni vorrebbero brandeggiarle sì
io realizzo un impianto e dichiaro di non avere applicato la norma tecnica, lo sto dichiarando io bada,
al contempo produco una relazione e documento che la realizzazione rispetta comunque la regola dell'arte
[assunzione di responsabilità]
poi in un caso simile a quello di questa discussione, arriva uno e mi contesta che non ho rispettato il punto x e y della norma z
ora io mi aspetto che mi si dica che la strada alternativa seguita non sia valida (a regola d'arte) per i motivi a e b, non perché la norma z non lo contempla!
attenzione che non è mia intenzione fare una battaglia contro le norme, che sono un'ottima cosa ed un valido aiuto per progettisti/installatori, ma sull'uso e su come alcuni vorrebbero brandeggiarle sì
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ecco Attilio io la vedo esattamente al contrario....se non rispetti le norme devi dirmi come fai a dichiarare che è a regola d'arte? se vai a fare una verifica per forza devi citare dei riferimenti normativi.....almeno io la penso così ma rispetto le idee altrui ci mancherebbe 

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un attimo! [edit: ora non ho tempo ma poi ritornerò su quello che hai scritto nel tuo ultimo intervento]
stiamo portando fuori argomento la discussione, faccio un paio di considerazioni per il caso di Angelo,
parto dal presupposto che si tratti di una "relazione/perizia informale", per intenderci quanto scritto da Angelo non arriverà (in quei precisi termini) in tribunale, ma servirà a chi di dovere come base di partenza per inquadrare a grandi linee la situazione
io in questo caso andrei giù di sole constatazioni, senza entrare nello specifico delle norme (se lo fai le devi comunque indicare con precisione) che non mi pare il caso
il problema di capire se in origine l'impianto fosse realizzato a regola d'arte mi pare chiaro,
se il luogo fosse stato a rischio "allagamento" in fase di progettazione e realizzazione si sarebbe dovuto tenerne conto, ma è davvero questo il caso?
più semplicemente ci sarà da capire se l'allagamento sia stato realmente causa dell'avaria totale dell'impianto elettrico, tale da richiederne delle spese per il completo rifacimento (ma dove sono le fatture, il progetto, la dichiarazione di conformità? sono sicuro che spunterebbero solo se ci fosse la matematica certezza di riprendere un discreto risarcimento per i danni subiti)
si parla di interventi di ripristino sostanziali, che a quanto pare non ci sono stati,
io farei una relazione abbastanza breve dove specifico solo "cosa ho visto" e punto
stiamo portando fuori argomento la discussione, faccio un paio di considerazioni per il caso di Angelo,
parto dal presupposto che si tratti di una "relazione/perizia informale", per intenderci quanto scritto da Angelo non arriverà (in quei precisi termini) in tribunale, ma servirà a chi di dovere come base di partenza per inquadrare a grandi linee la situazione
io in questo caso andrei giù di sole constatazioni, senza entrare nello specifico delle norme (se lo fai le devi comunque indicare con precisione) che non mi pare il caso
il problema di capire se in origine l'impianto fosse realizzato a regola d'arte mi pare chiaro,
se il luogo fosse stato a rischio "allagamento" in fase di progettazione e realizzazione si sarebbe dovuto tenerne conto, ma è davvero questo il caso?
più semplicemente ci sarà da capire se l'allagamento sia stato realmente causa dell'avaria totale dell'impianto elettrico, tale da richiederne delle spese per il completo rifacimento (ma dove sono le fatture, il progetto, la dichiarazione di conformità? sono sicuro che spunterebbero solo se ci fosse la matematica certezza di riprendere un discreto risarcimento per i danni subiti)
si parla di interventi di ripristino sostanziali, che a quanto pare non ci sono stati,
io farei una relazione abbastanza breve dove specifico solo "cosa ho visto" e punto
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iosolo35 ha scritto:se ti fermi solo al primo articolo della 186 la verifica dell'impianto diventa troppo soggettiva "per me va bene per te no"
<completo la frase secondo il mio personale pensiero>
"per me va bene perché..."
"per me non va bene perché..."
certo, la norma definisce in maniera "asettica" i requisiti (minimi) di sicurezza e funzionalità , è molto più facile fare riferimento ad un capitolo, paragrafo e articolo piuttosto che stare a confutare i perché e i percome della regola d'arte oggi
ma allora mi chiedo, perché le norme stesse (la maggior parte di esse) per definizione si applicano su base volontaria essendo il loro impiego ed utilizzo né obbligatorio né vincolante ai fini del rispetto della regola d'arte?
del resto le norme così come la regola d'arte (che non è fine alla sola sicurezza degli impianti) non sono strumenti statici ma si evolvono col passare del tempo e con l'evoluzione tecnologica
ecco a me piace ricordare che le norme alla fine, sono scritte da tecnici, bravi e preparati quanto vogliamo per carità... ma non sono tavole della legge date da un essere superiore, la stessa applicazione delle norme, non rende automaticamente ed intrinsecamente un impianto SICURO ed esente da rischi di variegata nautra
il discorso è tutt'altro che breve
anni fa, ai tempi della V3 della vecchia 64-8, anzi probabilmente successivamente, alla pubblicazione del cap. 37 della nuova edizione,
in una discussione
ora, nello specifico si faceva riferimento alle caratteristiche prestazionali e non è mio interesse in questa discussione entrare nel merito, ma prendo per buono il discorso "no deroghe" (quando non ammesse dalla norma stessa si intende)
ma piuttosto che parlare di nulla, faccio un esempio classico, affrontato qualche giorno fa nel forum
montante di 5 metri contatore-quadro, posa promiscua insieme ad altri montanti (nel primo tratto), nessun dispositivo di protezione in partenza oltre al magnetotermico del contatore, situazione esistente e tutt'altro che rara
facile dire che, anche prima della CEI 0-21, la 64-8 prevedeva una protezione se il tratto superava i 3 metri,
ma al di la di questo, se il montante viaggia nel suo bel tubo fino a destinazione,
qualcuno è così gentile da contestare esponendo esclusivamente concetti tecnici e anche statistici (se vuole) perché una tratta di 5 metri "non va bene" e deve essere assolutamente protetta da un automatico e una di 3 metri è invece idonea?
non fatemi entrare nel dettaglio, credo che si sia capito cosa voglio dire
per inciso, se quello che ho capito da quanto scritto da 6367 fosse vero, io stesso non lo condivido assolutamente,
la 64-8 è un mattone, di quanto? trecento pagine?
essa prende in esame gli impianti elettrici utilizzatori in bassa tensione, residenziali, industriali, cantieri, ospedali, etc..
ma davvero è sensato dire che "o la rispetti punto a punto" o per un solo punto non rispettato, con relazione delle motivazioni e della strada alternativa seguita, vale l'assunto che non sia stata applicata?
quest'ultimo è un discorso di lana caprina, perché ci vuole comunque poco a fare poi tutti i riferimenti del caso alla sopracitata norma, esclusi i punti non seguiti (e di cui siano state spiegate le ragioni e le azioni),
però mi pare singolare come cosa
ma forse sono il solo a pensarla così
ah, per chi vuole può leggersi queste due paginette sulla regola d'arte
saluti
edit
Danielex ha scritto:ma perché essendo un installatore esegui questa verifica su un impianto soggetto a progetto?
Cioè il consulente della controparte neanche inizierà a leggerla!!
daniele, probabilmente non hai inquadrato bene la situazione, non mi pare proprio che si parli di una perizia che arriverà in tribunale, la cosa è molto più terra-terra
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Personalmente in questo caso non scriverei il riferimento a mezza norma di legge, come ho detto.
Descrivi lo stato dell'impianto (consistenza e prestazioni) e descrivi gli interventi di manutenzione che sono stati fatti a seguito del problema, stimandone il costo.
Poi se vuoi, a margine estremo e preso atto del progetto e della DdC, esprimi un tuo parere sulla sicurezza/rispondenza alla norma.
Lascia perdere la manutenzione.
Non imbarcarti in testi unici.
Descrivi lo stato dell'impianto (consistenza e prestazioni) e descrivi gli interventi di manutenzione che sono stati fatti a seguito del problema, stimandone il costo.
Poi se vuoi, a margine estremo e preso atto del progetto e della DdC, esprimi un tuo parere sulla sicurezza/rispondenza alla norma.
Lascia perdere la manutenzione.
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