Riscaldamento elettrico
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profonda stima ed ammirazione per tuttonormel ma ritengo importante una precisazione anche in questo sito ci sono delle persone ci sono dei tecnici molto preparati che non hanno nulla da invidiare a nessuno il tema è stato discusso ed è stato risolto da tutti noi, per me è stato intessante vedere che anche tne la vede come noi
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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Doamando: un termotecnica può usare la CEI 64/8?
Ovviamente è una domanda polemica (
).
Per me la risposta ha una sua correttezza tecnica, nel senso che tecnicamente mi sentirei più vicino a dire che la parte elettrica e di controllo la debba fare uno che si occupa di quelle cose, ma da un punto di vista strettamente legale, premesso che non sono d'accordo, non si può negare che quella resistenza ha una funzione di riscaldamento di locali.
La risposata la dovrebbe dare il legislatore ma, visto le stranezze che sono in grado di scrivere, forse non è necessario...
Ovviamente è una domanda polemica (
Per me la risposta ha una sua correttezza tecnica, nel senso che tecnicamente mi sentirei più vicino a dire che la parte elettrica e di controllo la debba fare uno che si occupa di quelle cose, ma da un punto di vista strettamente legale, premesso che non sono d'accordo, non si può negare che quella resistenza ha una funzione di riscaldamento di locali.
La risposata la dovrebbe dare il legislatore ma, visto le stranezze che sono in grado di scrivere, forse non è necessario...
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Carrescia poi mi sta pure simpatico, l'ho conosciuto di persona e mi sembra una persona nonché un tecnico di buonsenso
tuttavia senza nulla togliere alle sue competenze e conoscenze, credo che alcuni diano alle risposte del direttore di TNE, un valore "assoluto" che personalmente non mi sono mai sentito di attribuirgli (e nemmeno egli stesso mi pare l'abbia mai fatto)
si tratta sicuramente di un parere autorevole, non l'unico, non il solo però
e soprattutto non credo vada visto come "metro" di misura
tuttavia senza nulla togliere alle sue competenze e conoscenze, credo che alcuni diano alle risposte del direttore di TNE, un valore "assoluto" che personalmente non mi sono mai sentito di attribuirgli (e nemmeno egli stesso mi pare l'abbia mai fatto)
si tratta sicuramente di un parere autorevole, non l'unico, non il solo però
e soprattutto non credo vada visto come "metro" di misura
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Carrescia avrà anche espresso solo un parere, autorevole, ma, volenti o nolenti, è perfettamente in linea con il campo di applicazione del DM 37/08. Se volete la parola definitiva fate un quesito al Ministero Attività Produttive.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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********** stai diventando noioso...
25, 27, 46, non sono numeri da giocare al lotto ma i miei post, rileggili se hai voglia, io non perdo più tempo con te.
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ma che il DM 37/08 prevede che chi firma la DICO si assume la responsabilità del'impianto termico nel suo complesso COMPRESA la parte elettrica ed elettronica. Dopo di che, possiamo discutere se è giusta o sbagliata. Per me è giusta, perché l'oggetto del lavoro è: l'impianto termico, non l'impianto termico + l'equipaggiamento elettrico a servizio dell'impianto termico. Senza la parte elettrica l'impianto termico NON funziona.
E' questo il succo de discorso..e non c'e tanto da aggiungere.
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elettro ha scritto:E' questo il succo de discorso..e non c'e tanto da aggiungere.
Si
[25]
Il dubbio è legittimo. Io la vedo in maniera positiva, non negativa. La posa dell'impianto di riscaldamento elettrico può effettuarla anche un installatore con la lettera c), mentre il suo allacciamento alla rete elettrica dovrà essere realizzato da un installatore con la lettera a). L'installatore con la lettera a) può posare e alimentare l'impianto di riscaldamento elettrico.
Così come un installatore con la lettera c) è responsabile della parte elettrica dell'impianto di riscaldamento (caldaia, pompe, ecc.).
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A mio modo di vedere la discussione ha solo evidenziato che l'interpretazione di un norma confusa ed obsoleta non può che creare fraintendimenti.
Il Min. Sviluppo Economico con le sue antiche circolari afferma che il possessore della lettera c) può completare il suo impianto allanciandolo ad esempio all'impianto elettrico esistente e questa desunzione deriva da una circolare del 1998 relativa alla 46/90 e per di più avente come argomento le abilitazioni....
Non avrei nulla da discutere circa il fatto che pompe e caldaia siano collegate dall'abilitato alla lettera c), secondo le istruzioni dei costruttori, su un impianto esistente che lo permetta quindi ci sarebbe da capire se le competenze maturate da questi soggetti siano idonee a valutare l'impianto a cui si stanno allacciando, ma questo è un discorso molto (troppo) prossimo alla deontologia dell'installatore che in ogni caso, citando Mika, potrebbe rivolgersi ad esperto del settore elettrico.
In ogni caso la circolare lascia trasparire una certa semplicità nelle operazioni concesse. almeno a mio avviso, dato che deriva dall'interpretazione di un quesito del 98 circa la necessità di avere più abilitazioni (più lettere) per svolgere lavori complessi ed appunto l'insorgere della complessità negli impianti dovuta alla inevitabile commistione di competenze lascia il ministero spiazzato e spaesato al punto che, nel DM 37/08 non riesce a dirimere la questione. Quindi devo dedurre che l'interpretazione, ancora una volta, sia frutto di miopia e cerchiobottismo.
A mio avviso allacciare una pompa ad un impianto elettrico esistente è infinitamente diverso dal crearsi un impianto di automazione domestica al fine del controllo della temperatura, sia progettualmente che a livello di installazione ed in questo specifico secondo aspetto lo ritengo ancor più particolare perché viene meno il necessario requisito (a mio parere) di semplicità nelle operazioni che le circolari lasciavano intendere.
La circolare in ogni caso è estremamente chiara nella sua nebulosità e dicendo "ad esempio" lascia spazi siderali alle possibilità degli impianti complementari (prego notare che sono ironico).
Serve una DiCo ovvero serve un soggetto pagatore di tasse che si assuma l'onere civile e penale dell'installazione dell'impianto misto elettrico/elettronico/idraulico che realizza la funzione di riscaldare e quindi ribadisco al 100% che non voglio nemmeno discutere una legge vecchia ma prendo per doveroso ottenere la DiCo da un abilitato c), riservandomi di verificarne non solo l'abilitazione ma la reale competenza del soggetto in quanto, voi sicuramente lo capite. a fronte di una abilitazione formale di legge non posso sacrificare le prestazioni di un impianto (insomma non posso né voglio barattare una DiCo con un impianto realmente funzionante).
Gli impianti di riscaldamento elettrico non vedo perché dovrebbero, a questo punto, seguire una via distinta dagli altri impianti di riscaldamento: una volta che l'impianto elettrico è idoneo allo scopo, l'atto meccanico della posa e prima ancora, l'eventuale valutazione termotecnica saranno in capo al termotecnico che dovrebbe a questo punto conoscere la CEI 64-8, cosa non vietata.
Pertanto, sull'impianto di riscaldamento elettrico, al post 25 di Mike ripreso anche dopo mi sento di aggiungere che l'abilitato alla lettera a) può posare un impianto di riscaldamento elettrico in presenza di un progetto termotecnico che gli indichi la corretta disposizione dello stesso (per progetto non intendo necessariamente l'elaborato di un professionista ma piuttosto l'elaborato di uno che ha competenze e conoscenze in materia).
Il Min. Sviluppo Economico con le sue antiche circolari afferma che il possessore della lettera c) può completare il suo impianto allanciandolo ad esempio all'impianto elettrico esistente e questa desunzione deriva da una circolare del 1998 relativa alla 46/90 e per di più avente come argomento le abilitazioni....
Non avrei nulla da discutere circa il fatto che pompe e caldaia siano collegate dall'abilitato alla lettera c), secondo le istruzioni dei costruttori, su un impianto esistente che lo permetta quindi ci sarebbe da capire se le competenze maturate da questi soggetti siano idonee a valutare l'impianto a cui si stanno allacciando, ma questo è un discorso molto (troppo) prossimo alla deontologia dell'installatore che in ogni caso, citando Mika, potrebbe rivolgersi ad esperto del settore elettrico.
In ogni caso la circolare lascia trasparire una certa semplicità nelle operazioni concesse. almeno a mio avviso, dato che deriva dall'interpretazione di un quesito del 98 circa la necessità di avere più abilitazioni (più lettere) per svolgere lavori complessi ed appunto l'insorgere della complessità negli impianti dovuta alla inevitabile commistione di competenze lascia il ministero spiazzato e spaesato al punto che, nel DM 37/08 non riesce a dirimere la questione. Quindi devo dedurre che l'interpretazione, ancora una volta, sia frutto di miopia e cerchiobottismo.
A mio avviso allacciare una pompa ad un impianto elettrico esistente è infinitamente diverso dal crearsi un impianto di automazione domestica al fine del controllo della temperatura, sia progettualmente che a livello di installazione ed in questo specifico secondo aspetto lo ritengo ancor più particolare perché viene meno il necessario requisito (a mio parere) di semplicità nelle operazioni che le circolari lasciavano intendere.
La circolare in ogni caso è estremamente chiara nella sua nebulosità e dicendo "ad esempio" lascia spazi siderali alle possibilità degli impianti complementari (prego notare che sono ironico).
Serve una DiCo ovvero serve un soggetto pagatore di tasse che si assuma l'onere civile e penale dell'installazione dell'impianto misto elettrico/elettronico/idraulico che realizza la funzione di riscaldare e quindi ribadisco al 100% che non voglio nemmeno discutere una legge vecchia ma prendo per doveroso ottenere la DiCo da un abilitato c), riservandomi di verificarne non solo l'abilitazione ma la reale competenza del soggetto in quanto, voi sicuramente lo capite. a fronte di una abilitazione formale di legge non posso sacrificare le prestazioni di un impianto (insomma non posso né voglio barattare una DiCo con un impianto realmente funzionante).
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Pertanto, sull'impianto di riscaldamento elettrico, al post 25 di Mike ripreso anche dopo mi sento di aggiungere che l'abilitato alla lettera a) può posare un impianto di riscaldamento elettrico in presenza di un progetto termotecnico che gli indichi la corretta disposizione dello stesso (per progetto non intendo necessariamente l'elaborato di un professionista ma piuttosto l'elaborato di uno che ha competenze e conoscenze in materia).
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Mike
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