Dal punto di vista fisico il sistema in questione non é strettamente passivo (sia quello elettrico che la sua analogia meccanica).
Un sistema meccanico che approssima l'analogia elettrica é un sistema massa molla, per un periodo molto breve di tempo, a cui abbiamo avuto cura di rendere trascurabile l'attrito (soprattutto quello viscoso, che é l'analogo meccanico piú vicino al comportamento di una resistenza).
Possiamo partire da un punto t0, in estensione della molla, svincolandola e lasciandola in evoluzione libera per t>t0.
Potresti, se vuoi, provare a farci un po' di calcoli sopra, magari scopri qualcosa
Mi piace particolarmente l'interpretazione di
carloc, perché rende bene l'idea di cosa significhi il sistema dal punto di vista fisico. É una approssimazione che vedo sempre fare quando si studiano gli switching, che spesso non si considera a dovere, perché si é presi dai calcoli.
Se considero un periodo di tempo molto piccolo posso considerare trascurabile il contributo resistivo (e l'analogo attrito viscoso in meccanica) e vedere che l'andamento é quello che prevedi tu.
Il sistema fisico duale elettrico é quello di un condensatore alimentato da un generatore di corrente.
Come evolve la tensione ai capi del condensatore?
Prova a farci un po' di calcoli sopra e anche a trovare un equivalente meccanico o idraulico o pneumatico.
Bisogna poi metterci d'accordo su cosa si intenda per corto circuito. Se il tuo professore dice che l'induttore si comporta come un corto circuito (probabilmente perché pensa che la frequenza sia nulla) puoi rispondergli che allora la corrente circolante nell'induttore deve essere infinita e l'energia accumulata nel medesimo deve essere infinita al quadrato.
Quasi tutti (quasi perché ci sono anche quelli che dicono la cosa nel modo giusto) a questo punto concludono la cosa dicendo: c'é un qualche infinito nel sistema, quindi abbiamo sbagliato qualcosa.
Cerchiamo di dire la cosa nel modo giusto:
Qui si ha un paradosso fisico: se l'energia accumulata é infinita il sistema fisico deve avere avuto un tempo infinito per accumularla e quindi non possiamo sapere con certezza che la soluzione proposta per il nostro modello sia quella corretta. Quindi il problema non é nella realtá ma nel modello che ci siamo proposti di usare. Un infinito in un modello significa solo che c'é qualcosa che non abbiamo considerato che é diventato influente.
A questo punto devo fare una precisazione: devi considerare le condizioni iniziali.
Consideriamo l'induttore
scarico, e accendiamo il generatore di tensione.
Cosa succede?
Se l'induttore é scarico la sua energia accumulata é nulla, quindi la corrente é nulla.
L'induttore si comporta come un circuito aperto e il generatore di tensione non eroga alcuna corrente.
Adesso ricordiamo la conservazione della carica magnetica:

che é un modo complicato per dire che se la carica non é piú presente in un determinato punto dello spazio (vedi la divergenza, cioé il movimento da un punto) é perché si é spostata altrove (vedi la derivata della carica).
Questa formula é l'equivalente microscopico della legge di Faraday-Lenz.
L'unico modo per non avere "assenza" o "presenza" di carica laddove c'era o non c'era é che... questa non si sposti.
Ma se c'é un lavoro per unitá di carica, da parte del generatore, non nullo allora la carica si sposta, e il lavoro del generatore é convertito in energia accumulata dall'induttore.
Il generatore continua a spostare cariche verso l'induttore (é il suo lavoro, in tutti i sensi) e non c'é nessuno che ne sposti definitivamente l'energia acquisita al di fuori del mondo elettrico (una resistenza).
Ovviamente succede che l'energia accumulata dall'induttore aumenta nel tempo (nessuno gliela toglie) e di conseguenza aumenta anche la corrente circolante nel circuito (

).
Facendo i calcoli che hai fatto tu ne trovi l'andamento, che é lineare proprio per effetto della conservazione della carica.
Spero di averti dato una interpretazione un po' piú fisica del fenomeno.
A proposito: la cosiddetta
forza elettromotrice é un termine errato ancora oggi in uso, per ragioni storiche. NON si tratta di una forza ma di un
lavoro compiuto sulle cariche da parte del generatore di tensione.
Dato che ti piacciono le analogie meccaniche: si ha uno sciatore induttivo, a valle, il quale viene portato sul cucuzzolo della montagna dallo skilift che si siede tranquillo godendosi la sua energia potenziale gravitazionale acquisita. Lo skilift ha lavorato per lui contro il campo gravitazionale.
Cosa farebbe uno sciatore resistivo? E un duetto sciatore resistivo-sciatore induttivo vincolati insieme?
Ciao,
Pietro.