Qualcuno che mi da una mano con l'impianto elettrico di casa
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per togliere i fili di rame che penetrano la pelle delle dita quando arricci un conduttore....(sotto tensione) 
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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ah ok, allora non dimentichiamoci però del martello, il martello è indispensabile per provare i differenziali!
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Michele84 ha scritto:Per proteggere questa linea, devo installare 2 differenziali? Uno a valle del contatore e l'altro al centralino?
Volendo potrei alloggiare il primo differenziale a circa 8/10m dal contatore.
Sono un po' indeciso anche per un discorso di comodità, se dovesse scattare il primo differenziale dovrei scendere al piano terra per riarmare il differenziale.
il differenziale subito a valle del contatore non è necessario se il tuo montante è posato in un tubo isolante dedicato (da solo) e se il quadro di partenza non è una "massa",
se invece fosse necessario, è opportuno utilizzarne uno di tipo selettivo (ritardato) avente corrente differenziale coordinata con la resistenza di terra dell'impianto, 100 mA, 300 mA tipicamente sono i valori utulizzati a questo scopo, idonei anche con Rt abbastanza elevate, nell' ordine dei 150 ohm
per il discorso scaricatori, non ho capito cosa vuoi sapere, hai dato una lettura alle riviste dei maggiori produttori di questi dispositivi?
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trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Attilio ha scritto:la parola abilitazione è fuorviante, uno potrebbe pensare che sia come prendere la patente B, studi, fai gli esami e se li superi sei abilitato...
QUANDO MAI! non c'è nessuna Abilitazione, servono solo dei requisiti, o ce li hai oppure non puoi farlo nemmeno se ti chiami Andre Marie Ampere
la mia personale scala di gradimento
1° impianto a regola d'arte legalmente riconosciuto
2° impianto a regola d'arte fuorilegge (ma in realtà è un parimerito col precedente)
3° impianto a regola della c...o di cane fuorilegge
4° impianto a regola della c...o di cane legalmente riconosciuto
Ho
Scusami Attilio secondo me indifferentemente se bisogna avere l'abilitazione tricche e ballacche la cosa fondamentale che intendevo dire io e quella di far fare un lavoro da un' impresa specializzata.Poi se essere elettricisti è diventato un hobby...no so di cosa stiamo parlando
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svk86 ha scritto:secondo me indifferentemente se bisogna avere l'abilitazione tricche e ballacche
indifferente una sega!
una volta entravi come apprendista a 16 anni da un artigiano, poi venivi messo in regola e con tre (o cinque) anni di contributi continuativi, potevi a tua volta aprire una partita iva alla camera di commercio ed ottenere quelle che chiami abilitazioni,
nessuna garanzia che il tuo "maestro" non fosse di quelli che fanno le deviate fase/neutro, o peggio ancora,
è un abilitazione burocratica, nessuno verifica se tu in quei tre anni hai imparato il mestiere, si deduce che sia così e basta!
ora io in giro ho visto di tutto, fatto da tutti, dagli hobbisti della domenica ai "legalmentericonosciutiaisensidellaquarantaseinovanta" ed è meglio che mi risparmio ogni commento a riguardo
io non discuto su cosa dice la legge (secondo me del tutto sbagliata, come tante leggi nostrane), quella è e tale rimane e va rispettata, chi non ha i requisiti previsti dal DM 37/08 non può installare impianti elettrici (ma sono anche dell'idea che chi lo sa fare -e non mi riferisco agli hobbisti improvvisati ovviamente- a casa propria è libero di fare quello che vuole)
discuto sul qualunquismo di chi come te mette da una parte "gli aventi requisiti" e dall'altra "gli hobbisti", senza rendersi conto che vuole soppesare pere e mele
a me da tecnico, interessa che l'impianto sia sicuro, sai quanti impianti "dichiarati conformi" ho visto fare tirando sui materiali, sulle protezioni sovradimensionate rispetto alle sezioni (certo invece di acquistare il componente corretto, levo quegli obsoleti 32 A che ho in magazzino... tanto che ci fa!), collegamenti laschi o sbagliati perché nemmeno perdi tempo a fare il collaudo (il ragazzotto poi deve andare di corsa a mettere un condizionatore!)
ora perdona la franchezza, ma a prescindere da quanto appena detto sul rispetto di un decreto di legge,
per me un impianto non sicuro o fatto male, rimane tale anche se chi l'ha fatto aveva tutti i requisiti di legge,
allo stesso modo dicasi per uno che invece è fatto bene
no, purtroppo l'equazione stabilita a titolo di legge, talvolta non trova riscontro e credimi mi brucia dirlo,
ma finché lo dice un burocrate posso pure accettarlo (è pagato per fare str....te!)
quando lo sento ripetere da un tecnico (o pseudo tale) che suppongo sappia di cosa si parla, mi incazzo di brutto, perché tutto si riduce ad una difesa del proprio piccolo orticello, a cui tra l'altro queste leggi hanno tolto lo steccato invece di rinforzarlo!
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
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Si vede che vai contro tendenza.
Da domani visto che so progettare strutture edili ma non sono iscritto mi faccio il progetto di casa tanto se proprio serve poi lo faccio firmare da un professionista iscritto tanto per te basta che sia sicuro
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Da domani visto che so progettare strutture edili ma non sono iscritto mi faccio il progetto di casa tanto se proprio serve poi lo faccio firmare da un professionista iscritto tanto per te basta che sia sicuro
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MassimoB ha scritto:Allora facciamo operare i non medici e guidare chi non ha la patente ma è comunque bravo alla guida.
Per guidare bisogna aver superato l'esame della patente.
Per fare il medico quello di laurea e l'abilitazione professionale.
Non penso che serva nemmeno la partita IVA se un medico opera gratuitamente (per esempio, il mio medico di tanti anni fa, andato in pensione faceva il medico volontario in Italia e all'estero senza prendere una lira, ma era medico abilitato al 100%).
Al contrario, per fare l'elettricista, sono richiesti adempimenti burocratici-fiscali.
Pensa, conosco elettricisti che fanno gli impianti "a norma" ma non hanno mai preso le norme in mano.
BUON NATALE
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indifferente una sega!
una volta entravi come apprendista a 16 anni da un artigiano, poi venivi messo in regola e con tre (o cinque) anni di contributi continuativi, potevi a tua volta aprire una partita iva alla camera di commercio ed ottenere quelle che chiami abilitazioni,
nessuna garanzia che il tuo "maestro" non fosse di quelli che fanno le deviate fase/neutro, o peggio ancora,
è un abilitazione burocratica, nessuno verifica se tu in quei tre anni hai imparato il mestiere, si deduce che sia così e basta!
Quello scritto da Attilio - è la cruda relatà - probabilmente, i legislatori dell'epoca, ovvero i giuristi come i tecnici dei ministeri o le commissioni, pernsavano che l'elettrotecnica e l'impiantistica correlata fossero mansioni prettamente e banalmente da "manifatturiera di basso livello", tralasciando le basi culturali e le implicazioni in termini di sicurezza che un impainto. elettrico rappresenta; erano considerate mansioni e non professioni.
Un errore intellettuale imperdonabile, così ci ritroviamo in giro lavori eseguiti ai limiti della fantasia.
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Dovrebbe essere come la marcatura CE. Il produttore che lo appone al suo prodotto afferma che è conforme ai requisiti essenziali di sicurezza delle direttive applicabili, ma è di fatto un'autocertificazione. Può essere realmente sicuro, come incredibilmente pericoloso, la differenza la fa solo la credibilità del produttore. Così anche per gli installatori, basterebbe la L. 186/68, la discriminante poi la fa il mercato, chi è capace continua a lavorare ed acquisisce credibilità gli altri campano come tirafili.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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