Quella che hai fatto non è una bobina di Tesla. Forse ci assomiglia un po' lo spark gap con in serie il trasformatore, ma solo perché chi lo ha fatto ha copiato pedissequamente il circuito di Tesla. Fare una vera bobina di Tesla è una cosa ben diversa. Innanzitutto il circuito di innesco è piuttosto delicato e la cosa veramente difficile da ottenere è la risonanza del secondario in aria, solo grazie alla capacità posta sulla sommità del secondario del trasformatore, il tutto senza che si abbia alcun accoppiamento col circuito di innesco, altrimenti ... BOOM!
Puoi dire che hai fatto un survoltore, però.
Ciao, Pietro.
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danielepower ha scritto:Arco blu e quello giallo da quali correnti sono dati? l'arco blu sarebbe in CA e l'arco giallo in CC o sbaglio??
Un altro "detto popolare" dice fedelmente che una scossa dal 220 V AC e' piu' pericolosa del 380 V AC perche' nel primo caso si resta "attaccati" e nel secondo caso si viene "respinti". Adoro i detti popolari in ambito tecnico
OT Più che un detto è la realtà
"Adoro i detti popolari in ambito tecnico "
La cosa più bella in quel video è che c'è scritto di guardare l' oscilloscopio ma il 45% del display è coperto
Un incidente che è successo non molto tempo fa diciamo in un qualche laboratorio di elettrotecnica: è stato cortocircuitato con le braccia un condensatore da 400V e non ricordo di quanti (circa una 60-80ina) microfarad Il soggetto è caduto di spalle a terra e sudava...dopo mezz'ora stava bene, per fortuna..alla fine ha riportato un' ustione non grave
Lo so che hai trovato il circuito da qualche parte sulla rete. E' normale, un po' tutti cerchiamo circuiti in rete per realizzare quello che abbiamo intenzione di fare.
Purtroppo, a differenza di quello che possono aver scritto su quel sito, quel circuito non realizza una bobina di Tesla.
Tesla fu il primo a rendersi conto che per trasportare energia a lunghe distanze in modo efficiente bisognava elevare la tensione a valori altissimi e quindi si preoccupò di studiare le alte tensioni. Questo è uno dei motivi che lo spinsero a immaginarsi un dispositivo per ottenerle. Poi ci sono anche altri motivi, alcuni anche abbastanza strani e curiosi, ma lasciamo perdere... Sfruttò la risonanza per ottenere tensioni altissime, partendo dalla corrente alternata a tensione più bassa. L'unico modo che allora era tecnicamente percorribile per elevare una tensione era l'uso di un trasformatore, il quale funziona solo in corrente alternata. Per motivi che adesso non ti spiego non è possibile realizzare rapporti di trasformazione troppo alti, quindi decise di alzare la tensione fino al massimo ottenibile e poi innalzarne anche la frequenza tramite l'uso di uno spark gap (l'innesco di una scintilla corrisponde ad una brusca variazione di campo elettrico e per Maxwell questa corrisponde ad una variazione di campo magnetico e quindi alla nascita di un' onda elettromagnetica). Una volta ottenuta questa alta tensione, in alta frequenza, è possibile costruire un gruppo accordato composto dalla lunga bobina del trasformatore di Tesla, con un capo collegato a terra e con l'altro capo collegato al "cappello" di alluminio che funge fa capacità e realizza l'accordo.
Per poter spegnere la scintilla ad intervalli regolari è necessario allontanare gli elettrodi dello spinterometro periodicamente e Tesla pensò di utilizzare un motore elettrico con degli elettrodi posti in cerchio che ruotavano.
Il gruppo: trasformatore da bassa tensione a tensione più alta, condensatore HV (per evitare di far circolare l'alta frequenza nel trasformatore), spinterometro rotante e primario del gruppo accordato si chiama circuito di innesco mentre il gruppo: secondario del gruppo accordato, presa di terra, "cappello" di alluminio è quella che si chiama bobina di Tesla vera e propria, anche se, molto spesso, con questo termine, si intende il tutto.
Relizzare l'accordo è molto difficile. Purtroppo molto spesso la bobina di Tesla si "accorda" con il circuito di innesco (stabilire che percorso segua la corrente a quelle tensioni non è banale) distruggendo il tutto. Ovviamente questo va evitato.
In questo filmato vedi una bobina di Tesla col suo circuito di innesco. Non è né piccola né grande.
ahh... ovviamente ci sono molti "coiler" (si chiamano così quelli che avvolgono bobine di Tesla per divertimento) che ci hanno lasciato le penne. Ti sembrerà strano, ma la parte più pericolosa è il circuito di innesco. Non fare esperimenti pericolosi.
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aldofad ha scritto:Un altro "detto popolare" dice fedelmente che una scossa dal 220 V AC e' piu' pericolosa del 380 V
Prima cosa da considerare e` fra dove e dove fai il contatto. Se e` fra fase e terra, che mi sembra il caso piu` comune, la tensione nei due casi e` molto spesso la stessa, perche' la tensione di 220 V e` fatta da una fase del 380 V trifase e il neutro che in Italia e` collegato a terra.
Sono reduce il mese scorso da una scarichetta in DC a 8kV, ma niente di grave, corrente limitata e praticamente nessuna capacita` da scaricare :). Pero` devo dire che si sente ,
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui Plug it in - it works better! Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado) Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
IsidoroKZ ha scritto: perche' la tensione di 220 V e` fatta da una fase del 380 V trifase e il neutro che in Italia e` collegato a terra.
Questo si ma ( se non ricordo male) se mettiamo caso che un individuo appoggi il palmo della mano su un cavo di fase a 220 V e successivamente su un altro cavo di fase a 380/400V
Nel primo caso si ha la tetanizzazione e, quindi, per effetto del passaggio della corrente le fibre muscolari si contraggono involontariamente e si chiude la mano.
Nel secondo caso dato che la tensione supera i 380 V l'individuo viene scagliato lontano dal cavo in tensione (limitando così i tempi di contatto e i relativi danni)
danielepower ha scritto:mettiamo caso che un individuo appoggi il palmo della mano su un cavo di fase a 220 V e successivamente su un altro cavo di fase a 380/400V
E` lo stesso identico cavo. In tutti e due la tensione fra fase e terra e` di 230V, anche se uno si chiama 400V.
Anche se la tensione fosse diversa, ma in Italia non lo e`, gli effetti di tetanizzazione sono dovuti alla corrente, e quindi all'impedenza offerta dall'individuo. Questa resistenza varia di parecchio a seconda del pavimento, scarpe, condizioni della pelle, e varia di un fattore molto piu` grande del rapporto che c'e` fra 400V e 230V.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui Plug it in - it works better! Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado) Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
IsidoroKZ ha scritto:E` lo stesso identico cavo. In tutti e due la tensione fra fase e terra e` di 230V, anche se uno si chiama 400V.
Sisi, ma mettiamo caso di avere una fase a 230V (come in Italia) e un'altra fase a 400V (tensione di linea, non concatenata)
IsidoroKZ ha scritto:Anche se la tensione fosse diversa, ma in Italia non lo e`, gli effetti di tetanizzazione sono dovuti alla corrente, e quindi all'impedenza offerta dall'individuo. Questa resistenza varia di parecchio a seconda del pavimento, scarpe, condizioni della pelle, e varia di un fattore molto piu` grande del rapporto che c'e` fra 400V e 230V.
Si, infatti bisogna considerare anche la corrente massima di "rilascio" (cioè il valore di corrnete massima per il quale il soggetto riesce ancora a staccarsi dal cavo in tensione)