Salve, un quadro elettrico è alimentato da una linea trifase senza neutro.
All’interno dello stesso deve essere installata una presa di servizio 230V e una serie di apparecchiature di telegestione a 24 V.
Per entrambe le situazioni devo ovviamente utilizzare un trasformatore per ricavare la tensione voluta, per la parte riguardante la telegestione devo anche avere “un riferimento di terra” (devo mettere a terra un polo del secondario del trasformatore)
Non mi è assolutamente chiaro il tipo di circuiti che devo relalizzare per la sicurezza elettrica, credo che la parte di telegestione debba essere PELV, mentre per la parte “presa di servizio”? è un circuito FELV dato che supero i 60V?
Nutro sospetti che vi siano accorgimenti particolari per la coesistenza tra i vari circuiti...
Saluti
Quadri - Tensioni diverse ricavate tramite trasformatori
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sebago,
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lillo,
Mike
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Per la presa di servizio userai un trasformatore primario 400V e secondario 230V. Praticamente realizzi un sistema isolato da terra e devi seguire le regole della protezione per "separazione elettrica" (non può essere FELV perché superi i 50V).
Per la parte di telegestione PELV va bene.
Ciao,
Dario
Per la parte di telegestione PELV va bene.
Ciao,
Dario
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Salve, credo di avere ancora molti (forse banali) dubbi sui circuiti che devo realizzare all’interno del quadro elettrico.
1) Il circuito per la telegestione non supera i 25Vca e va messo a terra un polo del trafo, è quindi un circuito PELV.
2) Il circuito della presa supera i 25Vca, utilizzo anche per esso un trasformatore di sicurezza, che tipo di circuito è? Devo preoccuparmi di una eventuale protezione differenziale? Devo mettere a terra il polo della presa? Vi posso collegare ogni tipo di apparecchiatura (anche con classe isolamento I) ?
3) Devo mantenere fisicamente separate le tre tipologie di circuiti (potenza, aux telegestione, aux prese) o utilizzando sempre fili isolati per la massima tensione presente sono a posto?
4) sto valutando se realizzare un quadro in cl.II o meno…dato che in commercio non esistono trasformatori della potenza a me necessaria isolati in cl. II, e dato che le masse all’interno di un quadro in classe II devono essere tutte isolate, credo che non sia possibile realizzare un quadro in classe II…cercavo conferma.
Saluti
allego link dove ho abbozzato un po' tutto
https://www.dropbox.com/s/ge2pkg4mqnir6 ... a.pdf?dl=0
1) Il circuito per la telegestione non supera i 25Vca e va messo a terra un polo del trafo, è quindi un circuito PELV.
2) Il circuito della presa supera i 25Vca, utilizzo anche per esso un trasformatore di sicurezza, che tipo di circuito è? Devo preoccuparmi di una eventuale protezione differenziale? Devo mettere a terra il polo della presa? Vi posso collegare ogni tipo di apparecchiatura (anche con classe isolamento I) ?
3) Devo mantenere fisicamente separate le tre tipologie di circuiti (potenza, aux telegestione, aux prese) o utilizzando sempre fili isolati per la massima tensione presente sono a posto?
4) sto valutando se realizzare un quadro in cl.II o meno…dato che in commercio non esistono trasformatori della potenza a me necessaria isolati in cl. II, e dato che le masse all’interno di un quadro in classe II devono essere tutte isolate, credo che non sia possibile realizzare un quadro in classe II…cercavo conferma.
Saluti
allego link dove ho abbozzato un po' tutto
https://www.dropbox.com/s/ge2pkg4mqnir6 ... a.pdf?dl=0
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Credo serva l'aiuto di un quadrista come
MASSIMO-G.
In ogni caso il differenziale sul trasformatore 230V non serve a nulla perché il secondario del trasformatore è isolato da terra e il differenziale non rileverebbe nulla per un guasto verso terra di un apparecchio collegato al secondario stesso; basta la protezione per sovraccarico e cortocircuito.
Ciao,
Dario
In ogni caso il differenziale sul trasformatore 230V non serve a nulla perché il secondario del trasformatore è isolato da terra e il differenziale non rileverebbe nulla per un guasto verso terra di un apparecchio collegato al secondario stesso; basta la protezione per sovraccarico e cortocircuito.
Ciao,
Dario
⋮ƎlectroYou e non smetti mai di imparare!
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Stavo pensando tra me e me...e se la presa la alimentassi tramite autotrasformatore proteggendo il tutto con magnetotermico differenziale? mi sembra la soluzione più facile...
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La cc di autotrasformatore 380/280 da 600VA e di poco superiore a quella del trasformatore equivalente di isolamento.
Per esempio quella del trasformatore di isolamento è di circa 62A (vcc 4,25%), mentre quella dell'autotrasformatore è di 71A (vcc 3.7%).
In caso di rottura completa dell'autotrasformatore tuttalpiù avrai la Icc del quadro.
Il problema a cui non avevo pensato e che in caso di rottura dell'autotrasformatore ti ritroveresti i 380 V sulla presa.
L'interruttore differenziale a monte o valle del trasformatore di isolamento non serve per la protezione dei contatti indiretti delle utenze al secondario perché il circuito è isolato da terra e non c'è richiusura della corrente di guasto.
Ciao,
Dario
Per esempio quella del trasformatore di isolamento è di circa 62A (vcc 4,25%), mentre quella dell'autotrasformatore è di 71A (vcc 3.7%).
In caso di rottura completa dell'autotrasformatore tuttalpiù avrai la Icc del quadro.
Il problema a cui non avevo pensato e che in caso di rottura dell'autotrasformatore ti ritroveresti i 380 V sulla presa.
L'interruttore differenziale a monte o valle del trasformatore di isolamento non serve per la protezione dei contatti indiretti delle utenze al secondario perché il circuito è isolato da terra e non c'è richiusura della corrente di guasto.
Ciao,
Dario
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come ho gia' detto sopra, la soluzione migliore e' quella del trasformatore con un polo al secondario a terra.le protezioni po possono essere semplici fusibili , magnetotermico o MTD.
ovviamente il differenziale e' a valle del trasformatore.
per quanto riguarda la corrente di guasto a terra: con un autotrasformatore avremo la corrente di guasto della linea alimentante , col trasformatore avremo al massimo quella di corto del trasformatore.
ovviamente il differenziale e' a valle del trasformatore.
per quanto riguarda la corrente di guasto a terra: con un autotrasformatore avremo la corrente di guasto della linea alimentante , col trasformatore avremo al massimo quella di corto del trasformatore.
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