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Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Caldaie, climatizzatori, isolamento termico, impianti di illuminazione e di insonorizzazione

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[11] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utentepaolo a m » 4 mar 2015, 21:42

flori2 ha scritto:Quale risparmio ha il cittadino con i termosifoni da 60°C?

L'impiego di una caldaia a condensazione è vantaggiosa anche con impianti a termosifone. Molti credono che non sia così perché pensano che l'alta temperatura dell'acqua non consenta alla caldaia di sfruttare il calore latente dei fumi attraverso il processo di condensazione. Non è così. O almeno non è così se si fanno le cose per bene.
Innanzitutto va detto che ciò che rileva ai fini della condensazione è la temperatura di ritorno, non quella di mandata dell'impianto. Per questo motivo è fondamentale l'installazione delle valvole termostatiche. Non a caso obbligatorie se si vuole accedere alle detrazioni fiscali del 65% in occasione del cambio caldaia. Le valvole termostatiche parzializzando il flusso in funzione della temperatura ambiente consentono una temperatura di ritorno sufficientemente bassa anche qualora vi sia una alta temperatura di mandata. Anzi per attribuire autorità (ossia la capacità del dispositivo di incidere prontamente sul processo controllato) è conveniente che la temperatura di mandata sia sufficientemente elevata.
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[12] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenteposta10100 » 4 mar 2015, 22:16

elettroigor ha scritto:E ma qui si parla di risparmio energetico..

Infatti ho la finestra aperta e il riscaldamento a palla...

Qui non è possibile installare le valvole, il riscaldamento (centralizzato) è a pavimento e soffitto e per installare le valvole bisognerebbe disintegrare il palazzo.
Le caldaie sono state rifatte forse un paio di anni fa (io non ero qui), ma è possibile che non si possa parzializzarle in automatico #-o

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[13] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 4 mar 2015, 22:50

paolo a m ha scritto:Innanzitutto va detto che ciò che rileva ai fini della condensazione è la temperatura di ritorno, non quella di mandata dell'impianto. Per questo motivo è fondamentale l'installazione delle valvole termostatiche. Non a caso obbligatorie se si vuole accedere alle detrazioni fiscali del 65% in occasione del cambio caldaia. Le valvole termostatiche parzializzando il flusso in funzione della temperatura ambiente consentono una temperatura di ritorno sufficientemente bassa anche qualora vi sia una alta temperatura di mandata. Anzi per attribuire autorità (ossia la capacità del dispositivo di incidere prontamente sul processo controllato) è conveniente che la temperatura di mandata sia sufficientemente elevata.


non sono d'accordo.

premesso che non sono un esperto, le valvole "escludono" un calorifero e quindi la T di ritorno si alzerebbe.

Si può risparmiare sovradimensionando i termosifoni, visto che a 50°C la potenza emessa è circa dimezzata rispetto a 70°C.

Comunque, il risparmio tra normale e condensazione CON CONDENSAZIONE ideale si aggirerebbe intorno al 20% scarso.

In ogni caso sorgono ben altri problemi, come lo scarico della condensa (acida)... e come tutte le cose in Italia, le caldaie a condensazione se le fanno pagare talmente tanto che il ritorno dell'investimento sarebbe più lungo della vita della caldaia...
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[14] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 4 mar 2015, 22:54

richiurci ha scritto:La ditta ha proposto di intervenire sulla canna dal balcone del 3o piano invece che dal comignolo sul tetto.... o ha capito male l'inquilino oppure vogliono semplificarsi il lavoro e risparmiare qualche metro di tubo o guaina, perché credo che a quel punto dal 3o piano al tetto resterebbe la canna vecchia.
La ditta "propone" ma in base al preventivo si dovrebbe sapere cosa deve inserire/montare, ancor prima di come, almeno credo.
richiurci ha scritto:Io le ho consigliato di opporsi, non vedo perché dovrebbero obbligare uno che non usa neanche quella canna a rompere la facciata sul suo balcone, visto che 3m sopra c'è il comignolo...
ecco, bisognerebbe sapere/capire se un intervento così invasivo avverrebbe comunque a prescindere dall'accesso del comignolo.
Se il beneficio del tiraggio deriva da una riduzione delle perdite dovute proprio all'adozione del rivestimento, per quale motivo dovrebbero rinunciare agli ultimi metri ?
Il quesito vale ammesso venga confermata una revisione di quanto previsto ed esclusa l'intenzionale speculazione.
C'è qualcosa che non "torna".

Parziale OT: considera che lavorare su un tetto a spiovente implica l'adozione di installazioni (tipo ponteggio) o ancoraggi assicurati, ad esempio, da "linee vita", ma immagino tu lo sappia.
Questi aspetti, in fase di preventivo, saranno stati considerati o no ?

Saluti
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[15] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 4 mar 2015, 22:58

no... perché per tetto abbiamo terrazzi, quindi basta una semplice scala per arrivare al comignolo...

lacia perdere, la ditta è la stessa che doveva rifare la mia canna, ho speso meno e trovato un altro ben più professionale di loro.
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[16] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenteelettroigor » 4 mar 2015, 23:05

Il problema è semplicemente che ci sono situazioni, come la mia, in cui una caldaia classica con il 95% di rendimento va benissimo in quanto il tempo per ammortizzare la differenza di prezzo con una a condensazione, circa 800 euro per un 15% di rendimento in più, sarebbe stato di quasi 10 anni.. li ho investiti in una stufa a pellet. Ora immaginate in una seconda casa o nuclei di una sola persona.E un po come pagare il canone Rai se non hai la TV... UN FURTO !
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[17] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 4 mar 2015, 23:15

sono d'accordo, come tutte le "migliorie" imposte senza criterio.

Io spendo 800mc di gas/anno, se anche ne risparmiassi 80...

e poi ripeto, lo scarico condensa obbliga ad altri lacvori, e scommetto che devono diventare a condensazione tutte le caldaie nella stessa canna.

Insomma, finito il giro con il falso problema dei tiraggi si ricomincia con questa trovata?
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[18] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenteflori2 » 5 mar 2015, 9:17

E' il solito discorso. Gli elettrodomestici in classe A fanno tutti risparmiare? Dipende dall'uso. L'automobile euro 4 inquina meno di quella euro 5? Dipende dall'uso. 60-80€ di pulizia caldaia fanno risparmiare ( te la raccontano cosi) l'equivalente in gas? Assolutamente no.
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[19] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utentepaolo a m » 5 mar 2015, 10:34

richiurci ha scritto:non sono d'accordo.premesso che non sono un esperto, le valvole "escludono" un calorifero e quindi la T di ritorno si alzerebbe.Si può risparmiare sovradimensionando i termosifoni, visto che a 50°C la potenza emessa è circa dimezzata rispetto a 70°C

Premesso che non è mia intenzione sostenere che la scelta di una caldaia a condensazione costituisca sempre un vantaggio economico, a prescindere. Però se discutiamo sul piano tecnico è opportuno essere precisi. Non è corretto dire che con le valvole termostatiche la temperatura di ritorno si alza. La riduzione di flusso conseguente alla loro parziale chiusura diminuisce la portata richiesta dell'impianto, e viene gestita grazie alla pompa di circolazione modulante. La presenza di una pompa di circolazione modulante è un'ulteriore elemento a favore dell'efficienza complessiva. A questo proposito, quando si fa il confronto fra un generatore a condensazione ed uno tradizionale, sarebbe opportuno si valutassero tutti gli aspetti che hanno una ricaduta sull'efficienza complessiva non solo la capacità di condensare o meno. Così come è importante che il passaggio da generatore tradizionale ad uno a condensazione venga attuato con professionalità e non sulla base delle notizie ascoltate al bar o, per essere attuali, raccattate in qualche forum. A questo proposito attenzione anche alla propaganda di installatori o venditori che spingono le caldaie tradizionali. Non di rado dietro le loro giustificazioni pseudo tecniche vi sono interessi legati alla promozione commerciale che molte case produttrici hanno messo in atto per vendere un prodotto ormai destinato alla obsolescenza e che rischia di finire fra i fondi di magazzino. Giusto per completare il discorso credo sia utile non dimenticare i vantaggi dal punto di vista ambientale conseguenti alle minori emissioni. Che poi una condensazione costi di più è vero, ma è proprio per superare questo limite che, poiché le ricadute in termini ambientali sono a vantaggio di tutti, sono state introdotte le note agevolazioni fiscali.
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[20] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenteelettroigor » 5 mar 2015, 11:37

paolo a m ha scritto:poiché le ricadute in termini ambientali sono a vantaggio di tutti, sono state introdotte le note agevolazioni fiscali.

Quello che dici è vero se però fossimo in un paese civile, torno a ripetere che è una pura manovra speculativa, più spese, costi maggiori e spese per adeguare alla nuova tecnologia= più tasse. Se fossimo così sensibili all'ambiente non avremmo cosi tanti SUV per strada, che pagano tasse di circolazione di autocarri, e ci sarebbero condanne esemplari per i vari disastri ambientali(ilva,Seveso,gissi,navi cariche di rifiuti tossici che affondano) ma chi sa come mai finiscono in prescrizione.. O peggio senza nessun colpevole. Il vero risparmio è nell'isolamento e si potrebbe prevedere uno sgravio fiscale diverso che ti invogli a fare migliorie anche con pochi fondi a disposizione, ma così non è.

Scusate l' OT. :roll:
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