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Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Caldaie, climatizzatori, isolamento termico, impianti di illuminazione e di insonorizzazione

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[21] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 5 mar 2015, 11:55

certo paolo, nel discorso mio e di altri c'è la considerazione di fondo che NON si ottiene un vantaggio ambientale costringendo le persone a rottamare caldaie perfettamente efficienti.

riguardo le pompe modulanti beh è un altro discorso, e si ricade in una complessità di impianto (anche nella gestione) che spesso viene gestita male sia dagli istallatori che dagli utenti, entrambi poco preparati/informati.

Però appunto mi dai ragione, le valvole termostatiche da sole non riducono la temp di ritorno...

Comunque, tanto per tornare al mio caso...

Il condomino del 3o piano aveva messo la caldaia a condensazione, credo un paio di anni fa, e ha dovuto toglierla perché non abbiamo impianto per lo scarico condensa, se ho capito bene non si può scaricarla nei pluviali o in giardino.

Io e gli altri abbiamo appena dovuto rifare la canna (guaina termoindurente) per i "problemi di tiraggio" ben noti a mezza Italia, e abbiamo appena dovuto rottamare le nostre ancora efficienti caldaie tradizionali, perché non erano turbo (in esterno) e il negozio sotto ha dovuto metterla turbo (ce l'ha interna).

Puoi capire anche tu che se tra qualche anno dovessero costringermi a cambiare caldaia con una costosa a condensazione, e per giunta magari modificare ancora l acanna e/o fare un impianto per lo scarico condensa mi incazzerei.

E l'aspetto del rispetto ambientale non avrebbe fondamento, perché produrre una caldaia costa energeticamente (e quindi anche come inquinamento e CO2).

Io invece ho già fatto lavori di isolamento, come ha giustamente scritto elettroigor, ottenendo consumi da classe elevata su una casa che partiva in classe G. E quindi la mia coscienza "ecologica", per lo meno riguardo la mia abitazione, è più che soddisfatta...
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[22] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto UtenteDarioDT » 5 mar 2015, 14:07

Qualche osservazione.
Le valvole termostatiche (dati ENEA) sono l'elemento impiantistico con il più basso tempo di ritorno dell'investimento.
La canna fumaria per le caldaie tipo C va bene anche per le caldaie a condensazione, anch'esse tipo C.
La condensa di una caldaia a condensazione si deve scaricare obbligatoriamente in fogna nera.
Il problema è che si è incentivato in maniera errata all'installazione di impianti autonomi (lobby delle caldaiette).....dando al privato cittadino la gestione di una centrale termica (in piccolo ovviamente) con tutti i problemi ed adempimenti del caso.....facendo tra l'altro credere di risparmiare........ma tanto si sa che il metano ti da una mano......
Ciao,
Dario
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[23] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenteflori2 » 5 mar 2015, 14:16

dadituri ha scritto:Il problema è che si è incentivato in maniera errata all'installazione di impianti autonomi (lobby delle caldaiette).....dando al privato cittadino la gestione di una centrale termica

E' un controsenso, ma attuamente è l'unico modo per risparmiare sul riscaldamento. L'impianto centralizzato sarebbe ideale, ma alle fine si spende di più. Anche installando i contacalorie non si risparmia perché per regolamento mettono una quota fissa troppo alta.
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[24] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 5 mar 2015, 14:18

e con la contabilizzazione si è costretti ad essere gestiti da una società apposita #-o
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[25] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 5 mar 2015, 19:20

flori2 ha scritto:L'impianto centralizzato sarebbe ideale, ma alle fine si spende di più. Anche installando i contacalorie non si risparmia perché per regolamento mettono una quota fissa troppo alta.
questo passaggio mi è poco chiaro.
Con l'impianto centralizzato si spende di più perché è centralizzato o perché non si riesce a conciliare l'impiego dei "contacalorie" con l'attribuzione della quota fissa ?
E questa "quota fissa" quando la si può ritenere alta piuttosto che bassa ?

Saluti
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[26] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 5 mar 2015, 20:29

stiamo andando molto OT ma vabbe'... era un 3d polemico e ci sta...

in Italia gli impianti centralizzati sprecano (i vecchi) solo perché siamo un popolo di caproni, crediamo che se "paghiamo tutti" sia gratis. Insomma sentivo molti lamentarsi del caldo torrido che li costringeva ad aprire le finestre, ammazza se qualcuno chiudeva la valvola...

La quota fissa ideale per il risparmio energetico sarebbe ZERO, MA per evitare di penalizzare troppo chi ha comprato appartamenti "sfigati" quando non ci si pensava... la si introduce.. ma riduce molto l'incentivo a ISOLARE, che sarebbe la prima cosa da fare sempre...
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[27] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 5 mar 2015, 22:04

richiurci ha scritto:stiamo andando molto OT ma vabbe'... era un 3d polemico e ci sta...
non è rigorosamente allineato al titolo ma rientra nell'argomentazione e offre uno spunto di discussione che a me pare interessante.
D'altra parte, la scelta di installazioni di caldaie per riscaldamento autonomo, ha implicazioni come quelle da te esposte; l'adozione di un sistema centralizzato ha il vantaggio, tra l'altro, di limitare talune proliferazioni.
Gli svantaggi sono invece forse più legati alla limitazione della libertà individuale, percepita o reale che sia, relativa alla gestione del riscaldamento stesso, ammesso che l'impianto funzioni in maniera decente.
Questa ...
richiurci ha scritto:e con la contabilizzazione si è costretti ad essere gestiti da una società apposita
... non mi risulta come tale però mi farebbe piacere conoscere gli eventuali riferimenti che vincolano tale affidamento.
Grazie

Saluti
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[28] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 5 mar 2015, 22:09

no nessuna normativa ma spiegami tu chi può gestire un tale sistema se non una società specializzata.

Mi riferisco soprattutto ad impianti vecchi aggiornati: vanno istallate, calibrate e lette decine o centinaia di contakWh sui caloriferi...di solito senza fili quindi con pile da cambiare, controlli contro le manomissioni ecc

Solo in case nuove, con distribuzione orizzontale e un ingresso per appartamento, e divisione già definita e accettata da regolamento condominiale forse può continuare a farlo l'amministratore....
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[29] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto Utenteluka » 5 mar 2015, 22:32

e il libretto per gli impianti di climatizzazione cosa ne pensate??
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[30] Re: Il business delle canne fumarie e del cambio caldaie

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 5 mar 2015, 22:40

Pensavo che la tua affermazione avesse una valenza assoluta ma mi hai confermato che non è così.
Infatti nei complessi residenziali, come hai precisato, dove è presente un "contacalorie" all'ingresso di ogni unità abitativa non sussistono particolari difficoltà; tra l'altro, ma non credo di sbagliarmi, in situazioni del genere non è nemmeno obbligatoria l'installazione delle valvole negli ambienti.

richiurci ha scritto:La quota fissa ideale per il risparmio energetico sarebbe ZERO, MA per evitare di penalizzare troppo chi ha comprato appartamenti "sfigati" quando non ci si pensava... la si introduce.. ma riduce molto l'incentivo a ISOLARE, che sarebbe la prima cosa da fare sempre...
ma non può essere zero perché vi sono dei costi fissi relativi al bene comune.

Comunque, provvedere all'isolamento dell'abitazione non è cosa da poco anche se, come è stato scritto, è fondamentale come iniziativa.
Tu hai dato una dimostrazione di quello che si può fare senza ricorrere ad una ditta esterna; è però un approccio basato su capacità ed iniziativa individuale.
Per molti così non può essere e si tradurrebbe in un costo che forse avevi quantificato.

Saluti
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