Salve,
vorrei sapere il motivo per il quale in bassa frequenza i campi elettrici e magnetici sono considerati separati tra loro.
Grazie
Bassa frequenza campi elettrici e magnetici
Moderatori:
g.schgor,
IsidoroKZ
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Non è che io sia tanto preparato, penso che la differenza sia quantitativa e non qualitativa. Se il ritardo dovuto alla propagazione è trascurabile rispetto al periodo, praticamente possiamo considerare la vecchia azione a distanza istantanea, che rispetto all'elettromagnetismo di Maxwell rappresenta la soluzione di regime permanente.
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La ragione puoi vederla in questo modo: a bassa frequenza sei sempre vicino all'emettitore, sei in campo vicino, e la distribuzione di campo (E ed H) dipende da come e` fatto l'emettitore.
Se potessi metterti a 20000km di distanza anche un'onda elettromagnetica a 50Hz avrebbe E/H=Z0 (ammesso di riuscire a misurarla), ma piu` vicino no, hai il campo reattivo, quello intermedio e solo dopo quello lontano.
Se potessi metterti a 20000km di distanza anche un'onda elettromagnetica a 50Hz avrebbe E/H=Z0 (ammesso di riuscire a misurarla), ma piu` vicino no, hai il campo reattivo, quello intermedio e solo dopo quello lontano.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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Dato che siamo in bassa frequenza i campi e.m. variano lentamente e quindi possiamo dire che i campi elettrici (dovuti alle tensioni) variano lentamente lo stesso per i campi magnetici (dovuti alle correnti) e questo ci permette di considerare i due campi separati tra loro
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Non mi pare che sia cosi`. Un'onda elettromagnetica e` tale a qualunque frequenza. Solo che a lunghezze d'onda elevate e vicino al trasmettitore ci sono anche i campi reattivi che cambiano separatamente, e di molto, le ampiezze di E e di H.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Provo ad accennare la mia.
Come puoi immaginare, le caratteristiche di un campo em sono determinate da:
- sorgente
- distanza sorgente-ricevitore
- mezzo di propagazione
Quando la distanza sorgente-ricevitore è sufficientemente piccola parliamo di campo vicino e le proprietà del campo sono maggiormente legate alle caratteristiche della sorgente mentre a distanze elevate parliamo di campo lontano ed è il mezzo di propagazione ad influire principalmente sulle caratteristiche del campo em.
La distinzione tra campo lontano/vicino può essere oggetto di altre discussioni.
Tornando al campo vicino, alcune considerazioni: se la sorgente si caratterizza per avere:
- alte correnti, il campo avrá natura maggiormente magnetica
- alte tensioni, il campo avrá natura maggiormente elettrica.
In campo vicino il campo elettrico e quello magnetico devono essere considerati separatamente in quanto il loro rapporto non è costante. Quando parlo di rapporto E/H mi riferisco alla impedenza d´onda la quale, in campo lontano, è uguale a Z = √(μ/∈) = 377Ohm in spazio libero
Come puoi immaginare, le caratteristiche di un campo em sono determinate da:
- sorgente
- distanza sorgente-ricevitore
- mezzo di propagazione
Quando la distanza sorgente-ricevitore è sufficientemente piccola parliamo di campo vicino e le proprietà del campo sono maggiormente legate alle caratteristiche della sorgente mentre a distanze elevate parliamo di campo lontano ed è il mezzo di propagazione ad influire principalmente sulle caratteristiche del campo em.
La distinzione tra campo lontano/vicino può essere oggetto di altre discussioni.
Tornando al campo vicino, alcune considerazioni: se la sorgente si caratterizza per avere:
- alte correnti, il campo avrá natura maggiormente magnetica
- alte tensioni, il campo avrá natura maggiormente elettrica.
In campo vicino il campo elettrico e quello magnetico devono essere considerati separatamente in quanto il loro rapporto non è costante. Quando parlo di rapporto E/H mi riferisco alla impedenza d´onda la quale, in campo lontano, è uguale a Z = √(μ/∈) = 377Ohm in spazio libero
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