Ho 2 dubbi sulla normativa riguardo le prove dei deifferenziali :
1) E' sufficente eseguire la prova di intervento impostando lo strumento al valore Idn dell'interruttore 0.03, 0,3 etc. o la prova deve essere eseguita come ci viene richiesto da un'azienda pubblica per meta' della Idn, per 1 e per 5 volte la Idn ? praticamente la misurazione in automatico dello strumento HT in nostro possesso.
2) quale periodicita' per strutture pubbliche e ambulatori etc.? Ci viene richiesta ogni 6 mesi, ma secondo voi non e' esagerato?
grazie
Prove di intervento differenziali
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lo strumento che uso io, fa la prova al valore di Idn nominale dell'interruttore e consente la prova a 5 Idn,
la prova a 0,5 Idn dovrebbe dare esito negativo (l'interruttore non dovrebbe intervenire), potrebbe essere una verifica mirata a non avere interruttori "troppo sensibili",
sinceramente non mi viene in mente altro
la prova a 0,5 Idn dovrebbe dare esito negativo (l'interruttore non dovrebbe intervenire), potrebbe essere una verifica mirata a non avere interruttori "troppo sensibili",
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Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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bicio8591 ha scritto:o la prova deve essere eseguita come ci viene richiesto da un'azienda pubblica per meta' della Idn, per 1 e per 5 volte la Idn ?
La prova con Idn/2 e 5 Idn è più completa quindi bene che la richiedano.
2) quale periodicita' per strutture pubbliche e ambulatori etc.? Ci viene richiesta ogni 6 mesi, ma secondo voi non e' esagerato?
Secondo me sì, di solito suggerisco di farla una volta all'anno, ma bisogna attaccare i buoi dove vuole il padrone che paga.
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in pratica stai testando "un prodotto" inserito in un impianto, che per norma è contraddistinto da precise soglie (tempi) di intervento a loro volta funzione del valore di Idn dell'interruttore e dalla sua tipologia (istantaneo, ritardato, A, AC, B)
ad esempio, verificare l'intervento entro i tempi previsti, stabiliti in max. 300 ms per un 30 mA (AC) non sarebbe sufficiente, bisogna infatti verificare che lo stesso interruttore non intervenga con corrente di Idn/2 e che intervenga entro i 40 ms ad una corrente pari a 5 Idn (intervento veloce)
puoi trovare utili riferimenti sulla CEI 64-8/6 allegato C, sulla CEI 64-14 (art. 2.3.2.2) oltre che ovviamente sulle relative norme di prodotto CEI 23-42, CEI 23-44 e CEI 17-5 (EN 60947-2),
inoltre ti segnalo la Guida Blu n.9 "Verifiche" ed. TNE che è abbastanza ben fatta
ad esempio, verificare l'intervento entro i tempi previsti, stabiliti in max. 300 ms per un 30 mA (AC) non sarebbe sufficiente, bisogna infatti verificare che lo stesso interruttore non intervenga con corrente di Idn/2 e che intervenga entro i 40 ms ad una corrente pari a 5 Idn (intervento veloce)
puoi trovare utili riferimenti sulla CEI 64-8/6 allegato C, sulla CEI 64-14 (art. 2.3.2.2) oltre che ovviamente sulle relative norme di prodotto CEI 23-42, CEI 23-44 e CEI 17-5 (EN 60947-2),
inoltre ti segnalo la Guida Blu n.9 "Verifiche" ed. TNE che è abbastanza ben fatta
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trafitto da un raggio di sole:
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Salvatore Quasimodo
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No, la norma di prodotto prescrive che il differenziale NON intervenga per correnti di guasto < 1/2 Idn e che DEBBA intervenire (entro un certo tempo che a memoria non ricordo) se la corrente di guasto è maggiore o uguale a Idn.
Per valori compresi fra 1/2 Idn e Idn può intervenire o no.
Per valori compresi fra 1/2 Idn e Idn può intervenire o no.
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Un saluto a tutti, approfitto del titolo del post, per postare un messaggio.
Sto eseguendo delle prove su differenziali il risultato su uno di di questi in modalità manuale è il seguente:
x1/2 OK >999 1V 30mA
X1 att. UL > 50v ( Il differenziale interviene )
x2 OK 31ms 1V 30mA
x5 OK 6ms 1V 30mA
--------------------------------------------------------------------
Ut 30mA 0.2V 9ohm Ok
Con il messaggio Att UL è stata rilevata una tensione di contatto troppo elevata, passo alla prova Ut ed ottengo il valore della tensione: 0,2V. mi aspettavo un valore molto più alto, con il seguente valore cosa mi consigliate.
Sto eseguendo delle prove su differenziali il risultato su uno di di questi in modalità manuale è il seguente:
x1/2 OK >999 1V 30mA
X1 att. UL > 50v ( Il differenziale interviene )
x2 OK 31ms 1V 30mA
x5 OK 6ms 1V 30mA
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Ut 30mA 0.2V 9ohm Ok
Con il messaggio Att UL è stata rilevata una tensione di contatto troppo elevata, passo alla prova Ut ed ottengo il valore della tensione: 0,2V. mi aspettavo un valore molto più alto, con il seguente valore cosa mi consigliate.
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Pierluigi2002
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marco76 ha scritto:per questo credo che non sia scontato che per Id/2 il dispositivo non scatti
parlando di un dispositivo da 30 mA e dando per assodato che tra 14 e 16 mA c' è una differenza infima che non importa a nessuno, la stessa CEI 17-5 stabilisce il valore minimo di corrente differenziale di non intervento (Idno) che è appunto pari a 1/2 Idn e quindi pari a 15 mA,
tra questo valore e quello di sicuro intervento (30 mA) ci sarà poi un valore massimo di corrente differenziale di non intervento che dipende da interruttore a interruttore,
la prova a 1/2 Idn dovrebbe avere quindi solo lo scopo di verificare che l'interruttore non sia troppo sensibile in quanto per quello specifico valore l'interruttore non deve intervenire
poi dai 16 mA in poi può o meno intervenire, ad Idn deve certamente intervenire entro i 0,3 s
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Salvatore Quasimodo
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ho trovato questo link (in tedesco
)
http://www.christiani.de/pdf/74480_probe.pdf
nella figura a pag. 103 sono riportati i valori della norma, ci sono 3 gradini per 0,5 - 0,3 e 0,04 s.
Dalla figura direi che per correnti tra 15 e 30 mA il dispositivo deve scattare entro 0,5s, che ne pensate?
http://www.christiani.de/pdf/74480_probe.pdf
nella figura a pag. 103 sono riportati i valori della norma, ci sono 3 gradini per 0,5 - 0,3 e 0,04 s.
Dalla figura direi che per correnti tra 15 e 30 mA il dispositivo deve scattare entro 0,5s, che ne pensate?

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