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Impianti illuminazione pubblica in classe II

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[11] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentegsabino » 16 nov 2008, 12:47

ciao a tutti e scusate per l' intrusione.......
visto che la discussione ha come oggetto l' illuminazione pubblica vorrei farvi una domanda riguardo alle caratteristiche delle condutture di alimentazione....
nel mio paese stanno installando impianti di illuminazione pubblica in zone da poco edificate, e ho notato che la ditta installatrice ha posato cavi FG7OM1 (guaina verde) per l' alimentazione sia dorsale che per ogni corpo illuminante (posa interrata entro tubi corrugati serie pesante)....vorrei chiedervi se c'è qualche disposizione normativa e/o legislativa che impone l'uso di cavi LS0H per questa tipologia di impianto....
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[12] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentefpalone » 16 nov 2008, 13:23

gsabino ha scritto:)....vorrei chiedervi se c'è qualche disposizione normativa e/o legislativa che impone l'uso di cavi LS0H per questa tipologia di impianto....

Non mi risulta...
Per il resto della discussione, è capitato che il comune (o altro committente) PRETENDESSE l'impianto di terra; a qual punto però inutile scegliere il doppio isolamento.
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[13] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentemichelaus76 » 16 nov 2008, 16:47

Caro demerzel, integrando la risposta di Admin, sul dove si possa trovare esplicitamente l'affermazione sulla maggiore probabilità di accadimento di un guasto su apparecchi di classe I piuttosto che di un guasto del doppio isolamento, ti potrei rispondere che , ancora una volta, è la norma ( 64-8) stessa che lo ritiene. Infatti è vietato per un sistema di classe II collegarlo all'impianto di terra, proprio perché ci si preoccupa di quello che potrebbe succedere a masse di apparecchi di classe I collegate allo stesso impianto di terra. Infatti se un apparecchio di classe II fosse messo a terra esso potrebbe assumere potenziali di terra pericolosi a causa di un apparecchio in classe I che si 'rompe' in qualche altro posto.... e il 'doppio' isolamento' va da sè che sia più affidabile di un 'singolo ' isolamento.
Per essere più tecnici diciamo che un dispositivo di classe I e uno di classe II collegati allo stesso impianto di terra, ai fini dell'evento sfavorevole ' tensione pericolosa di una massa', sarebbero messi in serie nel senso che basta che se ne rompe uno per rendere pericoloso il tutto e in questa situazione quindi tutto il sistema di sicurezza sarebbe soggetto all'anello più debole che in questo caso è un apparecchio di classe I.
Spero di essere stato chiaro


Per rispondere a Gsabino sull'utilizzo dei cavi , posso dire che l'uso di FG7OM1 è eccessivo bastano gli FG7(O)R che , adesso non vorrei andare a controllare..., ma non mi sembrano siano LS0H, e questi ultimi non sono obbligatori in quanto l''illuminazione è all'aperto e l'emissioni di sostanze tossiche è critica in luoghi al chiuso. Piuttosto i cavi devono essere non propaganti l'incendio e gli FG7OR e OM1 sono non propaganti l'incendio
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[14] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utenteperindsabino » 16 nov 2008, 18:26

credo che i cavi M1 appartengano alla famiglia degli LS0H...l' unica giustificazione, anche se non del tutto valida, credo che possa riguardare il prezzo del cavo in questione visto che si avvicina molto all FG7 normale...aggiungiamo inoltre un po di esageratezza nella relativa scelta di esso
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[15] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto UtenteMike » 16 nov 2008, 20:13

L'utilizzo dei cavi LSOH non è obbligatorio all'interno figuriamoci all'esterno. Molto probabilmente utilizzano quel tipo di cavo perché hanno acquistato uno stock a buon prezzo... se invece era previsto a capitolato, beh, le braccia mi sono già cadute da un pezzo...
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[16] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentegiorgiodavid » 18 nov 2008, 10:56

Faccio illuminazione pubblica sia esterna che interna... per quanto riguarda il cavo, l'OM1 si utilizza solo in galleria perché è a bassa emissione di fumi tossici, in esterno è uno spreco di risorse economiche.
Per quanto riguarda le classi, quando ho cominciato a lavorare non conoscevo nanche la differenza tra la classe 1 e 2, poi, visionando vari progetti ho capito che nessuno sapeva bene la differenza e c'era, e c'è, molta confusione... per non parlare dei copia/incolla nelle relazioni/capitolati. Allora ho deciso di studiarmi l'argomento per conto proprio specialmente con le pubblicazioni TNE e la ricerca su Internet. La conclusione era, ovviamente, che per classificare un impianto di classe 2 occorreva che dal cavo, alla morsettiera, all'armatura stradale, tutto doveva essere di classe 2, non solo, nulla doveva essere collegato a terra e non era necessario il differenziale. Bene! Ma presentando i progetti in questo modo tornavano indietro perché all'ANAS piace che ci sia il differenziale e allora mi sono adeguato, anche se controvoglia, e adesso ci metto il differenziale da 1A (e non sono l'unico). Loro asseriscono che il differenziale è consigliabile perché durante la manutenzione (sostituzione di una lampada) l'operatore è più protetto! Ogni tanto qualcuno contesta anche il fatto dell'impianto di terra mancante o meglio chiede il perché con aria dubbiosa. comunque sia, già i ferri di armatura del singolo palo sono una sorta di impianto di terra, quindi nella pratica, il palo è connesso a terra, ma non all'impianto di terra di cabina.
A questo punto mi sorge un dubbio... facciamo tutto di classe 1 così risparmiamo sul cavo e sui corpi illuminanti, tanto la classe 2, in pratica, non c'è la fanno applicare correttamente!
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[17] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utenteperindsabino » 18 nov 2008, 20:39

in questi casi si ha solo paura di commettere errori che in reatà nn ci sono...il committente e/o funzionario l' ignorante è abituato a vedere la corda interrata, la messa a terra del palo, il differenziale nel quadro, metti anche l'M1 interrato...la sua risposta?....signori per me l' impianto è a norma!!!! il problema è che molti di questi soggetti lavorano in maniera meccanica!! in alcuni casi è inutile che cerchi di prg un impianto, riducendo costi dovuti alla posa e all' installazione dei componenti sopra citati...tanto alla fine li dovrai mettere visto che te lo impongono....
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[18] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentealphabit » 18 nov 2008, 21:36

Certo che seppure con tutte queste sicurezze che impongono ogni tanto esce sui giornali che qualcuno è rimasto fulminato vicino al palo dei lampioni c'è da stare poco allegri.....
A mio parere un differenziale con il costo che ha non è mai sprecato, lasciando perdere gli impianti per illuminazione pubblica dove sembra eccessivo, ma potrà capitare che un topo si infili nel tubo all'interno del palo e ti rosicchi il cavo no? Che l'operaio non abbia ammarrato bene il cavo alla morsettiera, anche perché il tuo impainto magari durerà 30 anni con innumerevoli interventi, modifiche ecc.
Non dico di fare l'impianto di classe 2 e l'impianto di terra ma un interruttore differenziale puo' sempre servire.
Negli altri ambienti anche nei sistemi TN a mio parere seppure con gli interruttori magnetotermici si ottenga il coordinamento si parte sempre dal presupposto (normativo) che il guasto sia franco mentre invece la realtà è che quasi sempre il guasto non lo è per cui il magnetotermico puo' intervenire dopo che un incendio si è già sviluppato...
Certo conoscere le norme e seguirle va bene ma se in un impianto che costa 20.000 euro con 200 euro aumento la sicurezza non credo di aver rovinato il committente..
Un saluto
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[19] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentegiorgiodavid » 19 nov 2008, 10:38

In effetti questo è un'argomento interessante a riguardo della Classe II: differenziale si o no? Infatti, il costo di questo dispositivo, per impianti costosi è irrisorio, ma questo benedetto dispositivo, interverrà in un impianto di Classe II o no??? Come sappiamo, il diff intreviene quando viene squilibrata la corrente sulle fasi che passano nel toroide, spillando parte di essa verso terra, ma se l'impianto è di classe II nulla potrà toccare la terra perché c'è il doppio isolamento, tranne, appunto, se arriva il topolino di turno a rosicchiare il cavo oppure l'elettricista che vuole terminare il suo ciclo di vita sulla terra toccando volontariamente il portalampada mentre sta sostituendo la lampada sotto tensione... in questo caso l'elettricista diventa una resistenza connessa tra fase e terra spillando una certa corrente che non sempre fa intervenire il differenziale. E allora che facciamo? In questo caso la norma non ci aiuta perché sappiamo che non parla ne di topolini, ne di elettricisti suicidi... è aperto il dibattito! :idea:
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[20] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utente6367 » 19 nov 2008, 11:26

In effetti questo è un'argomento interessante a riguardo della Classe II: differenziale si o no?


Le norme dicono poco perché c'è poco da dire.

Mettere un differenziale non è necessario, ma nemmeno proibito. In alcuni casi potrebbe essere obbligatorio (nel caso in cui fosse richiesta la protezione addizionale oppure dagli incendi). Casomai c'è da chiedersi come si dimensiona il differenziale.


Quando interverrà? se si rompono entrambi gli isolamenti, tramite una qualunque terra di fatto.
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