Il punto 3 in effetti è un po' il punto chiave ma come dice correttamente
attilio ancora nessuno, a quel punto - posta la buona fede del responsabile sulla quale ho comunque pesanti dubbi per le stesse ragioni dette da Attilio - poteva sapere nulla né rendersi conto delle menzogne del "Tizio ghe pensi mi".
magari sul cantiere quando stiamo "segnando" l'impianto portiamo assieme una piantina in bianco e ci scriviamo i vari punti.
Electro, io gli ho portato una piantina (presa dal catasto, ingrandita e sistemata perché quella a catasto non era prcisissima), indicante tutti i punti luce, prese, interruttori scatole di derivazione e quadri che volevo. Ho anche progettato la disposizione dei faretti (quella è stata fatta bene, almeno un lavoro

). Abbiamo poi scelto insieme, scrivendolo su un foglio, il numero esatto e il tipo di prese e interruttori per ciascuna stanza. Ho anche fatto un video (!) in cui gli spiegavo i lavori da fare camminando stanza per stanza (ce l'ho ancora e in caso di contenzioso sarebbe utilissimo).
Abbiamo inoltre concordato - ovviamente molto più a grandi linee - dove far passare i tubi, coi segni a matita sui muri. Fino a lì ero ovviamente soddisfatto. Abbiamo anche parlato del livello 1 cap 37 CEI 64-8 (peraltro), dicendo che se in corso d'opera avessimo trovato un po' di spazio magari avremmo rispettato anche il livello 2. Ho pagato il materiale. Sembrava tutto ok.
La follia è venuta dopo, quando non hanno rispettato quanto a contratto (faccio notare che anche un accordo verbale è un contratto, stante codice civile), "dimenticato" scatole, aggiunto bipolari, lasciato i tubi non fissati nel controsoffitto murato, violato la CEI e iniziato ad accampare scuse di ogni genere, mentendo, dichiarando il falso e usando roba di recupero nel quadro (il punto più basso l'abbiamo toccato quando ho scoperto dalla mia povera madre che era lì a fare le mie veci, che il licenziato aveva passato i cavi elettrici usando detersivo alla mela!).

Rido per non piangere.
So benissimo che tutto ciò che ne è conseguito è non del tuttto opportuno, ma proprio per esperienza so che un contenzioso su cose del genere e su importi tutto sommato modesti (non per me; ma 3000 euro in un contenzioso sono briciole) diventa un'odissea senza speranza.
Meglio vivere in una casa con un impianto elettrico vicino allo stato dell'arte in cui ha messo mano un profano (sotto controllo comunque di quello che si suppone essere un professionista che poi supervisionerà la certificazione), o con un impianto elettrico pericoloso oggetto di contenzioso legale?