L'aereoporto di Fiumicino è stato chiuso a seguito di un incendio sviluppatosi probabilmente a causa di un corto!
http://www.lastampa.it/2015/05/07/italia/cronache/fiumicino-incendio-in-aeroporto-scalo-chiuso-fino-alle-faAGL8uCvMUqCTnf2LoAXL/pagina.html
Aeroporto di Fiumicino in fiamme, Chiuso
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iosolo35
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Debbo dire che mi ritrovo con parecchie perplessità rispetto a quello che viene detto. Le mie perplessità riguardano principalmente il fatto che, come scrivono i giornali, tutto quel disastro sarebbe dovuto ad un corto circuito in un quadro e (cito): "L'incendio sarebbe partito da un quadro elettrico in un punto di ristoro [...] le fiamme ... si sarebbero propagate lungo i collegamenti elettrici ..."
Stiamo parlando di una struttura classificata ad elevato rischio in caso di incendio. Ad essa si applicano una lunga serie di normative e stringenti requisiti costruttivi e nonostante ciò è possibile un evento di queste dimensioni? A seguito, pare, di un problema elettrico.
La faccenda mi sorprende oltremodo poiché, qualche anno fa, ho avuto l'occasione di progettare la parte impiantistica (elettrica e meccanica) di uno spazio commerciale proprio all'interno di quel terminal. Non ho, al momento, notizie dirette, ma probabilmente è fra quelli andati a fuoco. Ricordo la somma di adempimenti richiesti, in termini progettuali e realizzativi, dal rispetto dei limiti al carico d'incendio, di reazione al fuoco degli arredi, ai presidi antincendio, alle caratteristiche dell'impianto elettrico (ovviamente adeguato a luoghi MARCI) e tanto altro. Alla fine un pacco di documentazione e di attestazioni da consegnare ad ADR (Aeroporti di Roma). Tutto questo finalizzato all'ottenimento della certificazione di agibilità da parte di ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile), necessaria per l'avvio dell'attività.
Se verrà confermato che davvero tutto questo disastro è conseguenza di un corto circuito in un quadro mi viene da pensare che, in qualche parte della struttura, i richiesti adempimenti in termini di sicurezza erano presenti solo sulla carta.
Stiamo parlando di una struttura classificata ad elevato rischio in caso di incendio. Ad essa si applicano una lunga serie di normative e stringenti requisiti costruttivi e nonostante ciò è possibile un evento di queste dimensioni? A seguito, pare, di un problema elettrico.
La faccenda mi sorprende oltremodo poiché, qualche anno fa, ho avuto l'occasione di progettare la parte impiantistica (elettrica e meccanica) di uno spazio commerciale proprio all'interno di quel terminal. Non ho, al momento, notizie dirette, ma probabilmente è fra quelli andati a fuoco. Ricordo la somma di adempimenti richiesti, in termini progettuali e realizzativi, dal rispetto dei limiti al carico d'incendio, di reazione al fuoco degli arredi, ai presidi antincendio, alle caratteristiche dell'impianto elettrico (ovviamente adeguato a luoghi MARCI) e tanto altro. Alla fine un pacco di documentazione e di attestazioni da consegnare ad ADR (Aeroporti di Roma). Tutto questo finalizzato all'ottenimento della certificazione di agibilità da parte di ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile), necessaria per l'avvio dell'attività.
Se verrà confermato che davvero tutto questo disastro è conseguenza di un corto circuito in un quadro mi viene da pensare che, in qualche parte della struttura, i richiesti adempimenti in termini di sicurezza erano presenti solo sulla carta.
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Ricordo che quando non conoscono le cause, i VV.F. di default dicono sempre che è stata colpa di un cortocircuito.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Si a questo ci avevo pensato, ma hanno comunque escluso il dolo Mike..
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alexcagliari
10 3 - New entry

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6367 ha scritto:In realtà li chiamano "corto circuiti" ma il più delle volte sono "guasti deboli".
E' vero. Ma qui siamo in un ambiente a maggior rischio in caso di incendio e proprio per questo sono richiesti ulteriori accorgimenti impiantistici. In particolare per evitare che l'impianto diventi una via di propagazione dell'incendio. Se è fondata la notizia che ho citato nel mio primo intervento dove viene detto che "le fiamme ... si sarebbero propagate lungo i collegamenti elettrici ..." qualcosa non ha funzionato. Io a questo punto sarei portato a non escludere carenze a livello progettuale o realizzativo.
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Vito Riggio, presidente dell'ENAC, intervistato nel merito e in particolare sul perché l'incendio si sia propagato in modo così imprevedibile, ha risposto (testuali parole):
Anche lui, come i suoi compagni di merende, pagato da noi.
- Non esistono sistemi di spegnimento automatico, se non nei film americani.
Anche lui, come i suoi compagni di merende, pagato da noi.
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è andata di lusso, poteva aggiungere che "non esistono dispositivi di interruzione automatica dei cortocircuiti... neppure nei film americani" (chi non ricorda "L'inferno di cristallo"?)
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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