Credo, se non si fosse capito, che la preoccupazione di
IsidoroKZ sia ironica. I listati in basic possiamo paragonarli a Spice. Niente di male.
Il problema in realtà non è tale. Io vedo la cosa dal lato digitale. Quelli che usano un 555 e si credono progettisti digitali (almeno lo usassero, avrebbero un clock...

) sono persone che vanno incontro a pianto e stridore di denti.
Bisogna mettere il tutto nel contesto adeguato. Queste cose (in primis Arduino, ma ci aggiungo anche la Raspberry PI, quella che fa credere a tutti di essere sistemisti e programmatori) sono nati per gli adolescenti americani e i loro "science projects" per la scuola. E fin qui tutto bene.
Il pianto e lo stridore di denti cominciano quando nascono i deliri di onnipotenza citati (sono un elettronico, sono un programmatore,
sono un... bimbominkia... scusate, m'è scappata). Questa gente ci prende gusto e decide di andare a studiare elettronica ("È facile!").
Poi si accorge che oltre alla tavola di verità di una porta logica c'è un bel pacco di condizioni di timing da soddisfare. A questo punto la delusione è grande, il professore è un imbecille che spiega cose inutili (ad Arduino non serve sapere quali sono gli stadi di una pipeline), eccetera.
I risultati sono due. O il ragazzo si fa un piacere e cambia indirizzo di studio o in un modo o nell'altro diventa un pessimo ingegniere (sic).
Ho conosciuto circa un anno fa un test engineer che lavorava per una grossa ditta che produce materiale ottico di precisione, per garantire l'anonimato dirò solo che comincia con
Le e finisce con
ica. Per misurare il MTBF di un otturatore ha pensato bene di usare Arduino collegato ad un fotodiodo e si chiedeva perché gli perdesse counts (è saltato fuori che la routine di interrupt durava un'eternità a causa del framework di Arduino, quasi quanto il ciclo dell'otturatore).
Ho dovuto risolvere un problema su un prodotto (già in commercio!) la cui elettronica era stata sviluppata da uno che aveva un dottorato in biologia (probabilmente aveva imparato anche lui su Arduino

). Il clock in entrata ad un ADC doveva avere, stando al datasheet, un duty cycle tra 45% e 55%. Il nostro eroe ha usato un timer del microcontroller per dividere il system clock, ottenendo un duty del 66 %. L'ADC funzionava, ma perdeva samples, che per l'applicazione in questione, era tragico.
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