
Rivestimento interno per un bromografo
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angel99 ha scritto:Personalmente userei del panno (feltro) nero. Più pulito della verniciatura, più efficace, e più facile da applicare.
Ottima idea!

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PietroBaima
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Per fare PCB il bromografo va certamente rivestito internamente in materiale riflettente altrimenti restano piu' marcati gli aloni delle lampade. Per altri usi non so.
Riconsiglio nuovamente il nastro adesivo in alluminio.
Riconsiglio nuovamente il nastro adesivo in alluminio.
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Metti del feltro nero dappertutto, se vuoi evitare riflessioni, e metti lo stampato lontano dalle lampade.
Potresti usare anche altre configurazioni, secondo me, ma questa, ho visto, è quella più usata, per ragioni pratiche. Ha ragione
angel99.
Non usare del vetro per fare il piano di appoggio dello stampato ma un pannello di PMMA.
Questo è un esempio, invece, di bromografo in cui si sfrutta la caratteristica delle lampade per tenere vicino il PCB, si usano pannelli sagomati e riflettenti e si mascherano i lati delle lampade per fare in modo che il PCB venga posizionato al centro.
Nel primo caso il bromografo è semplice da fare ma servono lampade più potenti, nel secondo è più complesso ma le dimensioni sono più contenute.
Ciao,
Pietro.
Potresti usare anche altre configurazioni, secondo me, ma questa, ho visto, è quella più usata, per ragioni pratiche. Ha ragione
Non usare del vetro per fare il piano di appoggio dello stampato ma un pannello di PMMA.
Questo è un esempio, invece, di bromografo in cui si sfrutta la caratteristica delle lampade per tenere vicino il PCB, si usano pannelli sagomati e riflettenti e si mascherano i lati delle lampade per fare in modo che il PCB venga posizionato al centro.
Nel primo caso il bromografo è semplice da fare ma servono lampade più potenti, nel secondo è più complesso ma le dimensioni sono più contenute.
Ciao,
Pietro.
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PietroBaima
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Cercando tra i lavori passati, ho trovato un modello che avevo sviluppato per simulare l’irraggiamento superficiale prodotto da una serie di tubi fluorescenti posti parallelamente ad una certa distanza dalla superficie stessa.
Il modello è abbastanza complesso perché considera l’effetto schermante di un tubo sugli altri e le riflessioni multiple sulle superfici dei tubi in funzione all’angolo di incidenza. Sono ignorati gli effetti di semitrasparenza dei tubi e le riflessioni della superficie ricevente che viene considerata perfettamente opaca.
Tutte le curve sono normalizzate per avere integrale uguale nell’intervallo di visualizzazione. Per questo motivo non è stata riportata l’unità di misura. In un grafico assoluto, la grandezza in ordinate sarebbe W/m^2.
In ascisse è riportata la distanza normalizzata dal centro del sistema emettitore, composto da nove tubi di cui il centrale con ascissa zero. I tubi hanno diametro normalizzato 0.025. Se le distanze si considerano in metri, i tubi sono standard T8.
Il sistema ha ovviamente simmetria assiale ed è continuo lungo l’asse principale dei tubi (z, non riportato).
Si definisce k il rapporto tra la distanza della superficie ricevente con l’estremo vicino della superficie dei tubi e il passo tra gli assi.
Il primo grafico mostra un sistema composto da 9 tubi, tutti a distanza uguale tra loro pari a 0.1. In blu l’andamento per k=0.5, in rosso per k=1 e in verde per k=2. È interessante notare come l’ondulazione vari in modo drastico nei tre casi. Osservando con attenzione si nota anche che l’effetto di bordo aumenta al crescere di k.
Questo è il prezzo da pagare per avere un’oscillazione inferiore, ma è ovviamente inaccettabile. Al problema si rimedia ponendo i tubi a distanze via via decrescenti, procedendo dal centro verso le estremità. Nel secondo grafico abbiamo una simulazione sempre con nove tubi, ma con distanze dal centro pari a 0.1, 0.2, 0.3, 0.325. In pratica i due tubi più esterni sono stati spostati fino a toccare quelli immediatamente precedenti. Anche in questo caso il grafico in blu è per k=0.5, in rosso per k=1 e in verde per k=2.
Si vede chiaramente come per k=0.5 si abbia un picco dovuto ai tubi esterni che però si riduce all’aumentare della distanza fino a rendere l’emissione molto più omogenea rispetto al caso precedente.
Per ottenere il miglior risultato è necessario iterare la simulazione e ricercare il miglior compromesso. Con una decina di minuti di simulazione si sono estratti i seguenti parametri.
Distanze tubi: 0.1, 0.2, 0.29, 0.365
Distanza piano: 0.15
Questo è il risultato.
Il modello è abbastanza complesso perché considera l’effetto schermante di un tubo sugli altri e le riflessioni multiple sulle superfici dei tubi in funzione all’angolo di incidenza. Sono ignorati gli effetti di semitrasparenza dei tubi e le riflessioni della superficie ricevente che viene considerata perfettamente opaca.
Tutte le curve sono normalizzate per avere integrale uguale nell’intervallo di visualizzazione. Per questo motivo non è stata riportata l’unità di misura. In un grafico assoluto, la grandezza in ordinate sarebbe W/m^2.
In ascisse è riportata la distanza normalizzata dal centro del sistema emettitore, composto da nove tubi di cui il centrale con ascissa zero. I tubi hanno diametro normalizzato 0.025. Se le distanze si considerano in metri, i tubi sono standard T8.
Il sistema ha ovviamente simmetria assiale ed è continuo lungo l’asse principale dei tubi (z, non riportato).
Si definisce k il rapporto tra la distanza della superficie ricevente con l’estremo vicino della superficie dei tubi e il passo tra gli assi.
Il primo grafico mostra un sistema composto da 9 tubi, tutti a distanza uguale tra loro pari a 0.1. In blu l’andamento per k=0.5, in rosso per k=1 e in verde per k=2. È interessante notare come l’ondulazione vari in modo drastico nei tre casi. Osservando con attenzione si nota anche che l’effetto di bordo aumenta al crescere di k.
Questo è il prezzo da pagare per avere un’oscillazione inferiore, ma è ovviamente inaccettabile. Al problema si rimedia ponendo i tubi a distanze via via decrescenti, procedendo dal centro verso le estremità. Nel secondo grafico abbiamo una simulazione sempre con nove tubi, ma con distanze dal centro pari a 0.1, 0.2, 0.3, 0.325. In pratica i due tubi più esterni sono stati spostati fino a toccare quelli immediatamente precedenti. Anche in questo caso il grafico in blu è per k=0.5, in rosso per k=1 e in verde per k=2.
Si vede chiaramente come per k=0.5 si abbia un picco dovuto ai tubi esterni che però si riduce all’aumentare della distanza fino a rendere l’emissione molto più omogenea rispetto al caso precedente.
Per ottenere il miglior risultato è necessario iterare la simulazione e ricercare il miglior compromesso. Con una decina di minuti di simulazione si sono estratti i seguenti parametri.
Distanze tubi: 0.1, 0.2, 0.29, 0.365
Distanza piano: 0.15
Questo è il risultato.
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Questo thread si sta facendo molto interessante.
L'ultimo post di
angel99, cui ringrazio di nuovo per le informazioni utili, penso che me lo rileggo con più attenzione in questi giorni (ora è tardi ed in più sto ripassando per gli esami).
Comunque per il momento ho optato per una potenza di 8 W ciascuno, I tubi a cui sono interessato sono questi: http://www.lighting.philips.com/main/pr ... EU/product
Un'altra cosa.
PietroBaima ha suggerito di rivestire tutto con il feltro nero. Pero, cercando in rete UV EXPOSURE UNIT su Google Images: link si vede come molte unità abbiano la parte inferiore (sotto ai tubi) rivestita di lastre di alluminio o comunque un metallo simile per riflettere la luce solo in direzione perpendicolare.
Anche il link riportato da lui al post 25 sembra usi questa metodologia, che se non sbaglio è quello che spiega
angel99 in 15.
No ?
L'ultimo post di
Comunque per il momento ho optato per una potenza di 8 W ciascuno, I tubi a cui sono interessato sono questi: http://www.lighting.philips.com/main/pr ... EU/product
Un'altra cosa.
Anche il link riportato da lui al post 25 sembra usi questa metodologia, che se non sbaglio è quello che spiega
No ?
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L'influenza dell'effetto di riflessione del fondo dipende dal rapporto tra il diametro del tubo e l'interasse tra i tubi. Per fattori superiori a 0.25, l'effetto è praticamente trascurabile. Nel tuo caso (diametro 16 mm) può essere interessante studiare un riflettore, che però deve essere sagomato, altrimenti risulta quasi inutile.
Quanti tubi intendi utilizzare? A quale distanza dalla superficie? Ho visto che i tubi sono lunghi solo 300 mm, questa è una limitazione importante, credevo tu volessi utilizzare quelli da 600 mm.
Quanti tubi intendi utilizzare? A quale distanza dalla superficie? Ho visto che i tubi sono lunghi solo 300 mm, questa è una limitazione importante, credevo tu volessi utilizzare quelli da 600 mm.
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angel99 ha scritto:Quanti tubi intendi utilizzare? A quale distanza dalla superficie? Ho visto che i tubi sono lunghi solo 300 mm, questa è una limitazione importante, credevo tu volessi utilizzare quelli da 600 mm.
Le misure interne della cassa sono 40 cm di larghezza, 30 cm di profondità, 13 cm di alto.
Per quanto riguarda il numero di tubi. All'inizio ho pensato a 4.
Tenendo in conto le dimensioni:
- diametro di ciascun tubo, 1.6 cm.
Poi ovviamente sto pensando ai ballast.
Per il momento quello che mi è stato indicato dal rivenditore è questo (per ciascun tubo...):
http://www.lighting.philips.com/main/pr ... EU/product
Ma se ne trovo uno più economico meglio (10 € l'uno mi sembra tanto ...
- dimensioni (per il momento) : 14.4 cm di lunghezza e 2.2 cm di profondità.
Ovviamente se trovo un unico ballast è meglio.
Per la distanza dalla superficie ancora non lo so. Potrei alzarla a piacere (nei limiti del possibile). Basta che mi faccio tagliare un pezzo di legno dal falegname vicino al lavoro.
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