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Certo.....quando fai uso di funzioni di trasferimento,poli e zeri...di certo non vai a rivederti le equaziono integro differenziali che conduno a determiati risultati.E' ovvio che se devi dimostrare determinati risultati (Lyapunov e Nyquist) è necessario fare uso del calcolo differenziale...ma a noi interessano i risultati ,il significato e come applicare determinate cose.Non mi dire che ogni volta che applichi il criterio di Nyquist vai a rivederti come è stato ricavato....applichi solo il risultato finale...
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Sostengo fortemente questo articolo, soprattutto dopo aver letto la pagina web riportata a pag.5 della discussione "Assenza di controreazione: etc.. ".
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sila2012 ha scritto:....applichi solo il risultato finale...
Appunto
Ambedue le teorie richiedono per essere applicate molto di più che una semplice conoscenza di regole algebriche.
Per esempio per il criterio di Nyquist devi saper disegnare il diagramma sul piano complesso ed interpretare il percorso della curva ottenuta ( in certi casi è meno semplice di quanto si pensi !).
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dimaios
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dimaios ha scritto:sila2012 ha scritto:....applichi solo il risultato finale...
Appunto
Ambedue le teorie richiedono per essere applicate molto di più che una semplice conoscenza di regole algebriche.
Per esempio per il criterio di Nyquist devi saper disegnare il diagramma sul piano complesso ed interpretare il percorso della curva ottenuta ( in certi casi è meno semplice di quanto si pensi !).
Comunque il problema non è l'applicazione del teorema per la verifica della stabilità ma la scrittura delle equazioni del circuito che permettono di ricavare la funzione di trasferimento del sistema.
Per studiare la stabilità interna devi formulare il modello in variabili di stato e questo aumenta la complessità.
Anche la sintesi della retroazione non è banale. Infatti per fare bene i calcoli bisogna utilizzare tecniche di controllo robusto e sintesi tipo
o
.In pratica con il controllo robusto ti metti al riparo dalle variazioni parametriche dei componenti mentre con tecniche tipo la mixed sensitivity definisci le caratteristiche desiderate del sistema quali :
1. Relazione tra banda udibile e distorsione
2. Massima distorsione ammessa
....
ecc. ecc.
Fare le cose per bene come al solito è complicato e bisogna accettare anche il fatto che non tutti possono capire tutto .... soprattutto senza studiare
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dimaios
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Per disegnare il diagramma di Nyquist esistono delle regole ormai collaudate...inoltre stiamo parlando di sistemi ad un ingresso e un uscita..non dobbiamo per forza fare tutta la teoria dei controlli automatici.Nei circuiti elettronici analogici non c'è bisogno di far riferimento a controllo robusto (non dobbiamo implementare complessi algoritmi per un calcolatore digitale),basta trattare funzioni di trasferimento,poli,zeri e regole di stabilità, diagrammi di Nyquist al max carta di Nichols i metodi di analisi per circuiti elettronici reazionati e le varie tecniche di compensazione.Nell'elettronica analogica circuitale poche volte si incontrano integrali o equazioni integrodifferenziali....a meno di non trattare i vari elementi circuitali avendo le basi di meccanica quantistica.
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Per me la parte più problematica dell'analisi di un sistema reazionato, supposto lineare, è ricavare lo schema a blocchi nella forma standard, cioè individuare come e cosa occorre portare al nodo sommatore (o ai nodi sommatori) dove confluisce la reazione. Se si tratta di un sistema puramente elettronico, per esempio un amplificatore reazionato, forse si può dare lo schema elettrico così come si trova cioè senza "sbrogliare" i blocchi a un simulatore ma non ho mai provato se non in casi molto semplici. E poi se il sistema fosse elettromeccanico non mi pare che esistano simulatori "general purpose"..
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Se si vuole affrontare la retroazione con circuiti analogici in modo serio gli argomenti che ti ho citato li devi conoscere ed anche bene.
Tra le varie cose un argomento importante che devi necessariamente conoscere è teoria relativa alla percezione del suono altrimenti non sai come formalizzare gli indici di performance.
Il sistema è infatti composto come minimo dalla sorgente,pre-amplificatore , amplificatore, filtri, diffusori e ricevitore ( orecchio ).
Dovendo fare il modello di tutta la catena mi sembra che nella cassetta degli attrezzi debbano esserci più tools di quelli che hai citato.
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dimaios
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In effetti non intendo arrivare a tanto ma dare una buona panoramica dell'argomento in modo che la gente capisca, quando se ne parla, cosa sta in piedi e cosa no, in modo da giudicare i quaquaraqua di cui l'ambiente audiofili è pieno, per il loro reale valore. Poi se uno vuol diventare REALMENTE un progettista l'unica è mettersi a studiare a fondo, mettendoci tempo, passione ma soprattutto i sacrifici che servono. Da qui non scappa nessuno.
Ciao
Piercarlo
Ciao
Piercarlo
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"Feedback is so essential that engineers who don’t understand it should be legally barred from circuit design".
Jim Roberge professore al MIT, scomparso all'inizio del 2014, ma le sue lezioni sono ancora on line.
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Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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Secondo me i migliori strumenti per analizzare i circuiti elettronici reazionati sono Rosenstark,Teorema di Scomposizione ed il GFT di Middlebrook.Studiando questi metodi insieme ai metodi per analizzare la stabilità ed le varie tecniche di compensazione si riesce a capire un po tutto.
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