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BrunoValente » 19 giu 2015, 12:47
Secondo me, se si tenta di spiegare certe cose agli audiofili e simili non si va da nessuna parte, il vero problema è più a monte: state tutti dando per scontato che l'obbiettivo per tutti, compresi gli audiofili, sia quello di riuscire ad ottenere tramite la controreazione un segnale in uscita dall'amplificatore meno distorto possibile e una risposta più piatta possibile su tutta la banda di interesse.
L'audiofilo tipo crede che non sia un bene quando i segnali in uscita da un amplificatore sono una perfetta fotocopia ingrandita di quelli di ingresso, dice che così suona "piatto", che non emoziona e altre minchiate simili.
Normalmente l'audiofilo ha idee confuse sul funzionamento della controreazione e attribuisce ad essa un peggioramento della qualità sonora evidentemente a causa di presunte deformazioni che apporterebbe al segnale ma se arrivasse a capire che invece la controreazione riduce le eventuali deformazioni del segnale, direbbe che comunque è deleteria perché un segnale identico a quello di ingresso neanche va bene...è un vicolo cieco.
Insomma, alla fine della fiera, tutto l'arrovellarsi degli audiofili orbita intorno alla loro impellente necessità di una bassa distorsione e al tempo stesso di un segnale di uscita diverso da quello di ingresso e al non riuscire proprio a capire che si tratta di un ossimoro.
Con questo non voglio dire che sarebbe tempo perso, anzi mi interesserebbe molto un bel trattato comprensibile e con i piedi per terra sull'argomento.. ma senza alcuna pretesa di voler redimere certa gente.