Salve a tutti,
vorrei sapere perche If del magnetotermico deve essere minore ad 1.45 Iz invece di essere minore a Iz. Se If < 1.45Iz vuol dire che puo passare una corrente maggiore di quella che puo passare nel cavo senza che l'interruttore interviene. L'interruttore non dovrebbe proteggere il cavo? nn si dovrebbe andare sopra la Iz del cavo
Grazie
Magnetotermico if<1.45iz
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Fabio992 ha scritto:If, Iz, cosa sono?
Collegati al seguente link:
http://www.electroyou.it/romeo/wiki/imp ... -sicurezza
e scarica l'articolo in formato pdf.
L'esperienza Insegna.
http://www.genioincompreso.com
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Romeo ha scritto:Fabio992 ha scritto:If, Iz, cosa sono?
Collegati al seguente link:
http://www.electroyou.it/romeo/wiki/imp ... -sicurezza
e scarica l'articolo in formato pdf.
La seconda parte non riesco ad aprirla.
“vivi il presente“
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Pierluigi2002
1.048 2 3 6 - Expert

- Messaggi: 1599
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L'interruttore non dovrebbe proteggere il cavo? non si dovrebbe andare sopra la Iz del cavo
perché i cavi sono "robusti" è tollerano entro certi limiti una sovracorrente.
Da ciò si deduce che un interruttore di per sè non è idoneo a proteggere, per esempio, una presa di pari corrente nominale.
Va anche detto che Ib <= In <= Iz. Cioé il carico di suo non dovrebbe superare Iz se non in casi anomali.
E' interessante che in Norvegia, per particolari circuiti, hanno deciso che deve essere If < 1.2 Iz anzichè If < 1.45 Iz.
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Grazie per il link romeo.
Per rispondere alla domanda, partiamo da una considerazione. Se si impostasse come corrente di sicuro intervento la portata del cavo, quest'ultimo non potrebbe essere sfruttato appieno. Quell'1.45 scelto dalla normativa evidentemente assicura la protezione nei tempi di intervento previsti (1h): l'energia transitante è inferiore all'energia passante tollerata dal cavo.
Per rispondere alla domanda, partiamo da una considerazione. Se si impostasse come corrente di sicuro intervento la portata del cavo, quest'ultimo non potrebbe essere sfruttato appieno. Quell'1.45 scelto dalla normativa evidentemente assicura la protezione nei tempi di intervento previsti (1h): l'energia transitante è inferiore all'energia passante tollerata dal cavo.
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Tutto si capisce meglio se si pensa a cosa sia un sovraccarico e a cosa lo differenzi dal corto circuito.
Entrambe le situazioni danno luogo a sovracorrenti, ovvero correnti che superano il valore nominale del cavo, che coincide con la sua portata Iz.
Se la corrente circolante nel cavo supera la sua portata, dopo un transitorio più o meno breve, il suo isolante viene sottoposto ad una temperatura maggiore di quella solitamente tollerabile, in un regime di scambio termico (70 °C per il PVC e 90° C per l'EPR). Tale superamento di temperatura, tuttavia, non danneggia "istantaneamente" il cavo, perché è legato:
a) al suo valore, il quale è a sua volta legato al valore della sovracorrente;
b) al suo perdurare, e ciò è legato al tempo necessario alle protezioni per eliminarne la causa (la sovracorrente).
Ora, si ha un sovraccarico quando nel cavo circola una sovracorrente ma il circuito è "elettricamente sano", ovvero non c'è nessun cedimento dell'isolamento fra parti a diversa tensione. E' la classica situazione per la quale la sovracorrente è determinata da un eccessiva richiesta da parte dei carichi connessi a valle della conduttura.
Si ha invece un corto circuito quando la sovracorrente è dovuta a una perdita di isolamento, ovvero quando due parti a tensione diversa vengono a contatto con impedenza trascurabile. Insomma, nel circuito "c'è un guasto"). In tal caso la sovracorrente assume quasi istantaneamente valori elevatissimi (migliaia di ampere), innescando sovratemperature notevoli e anche sforzi elettrodinamici vistosi. Se non si interviene subito, il cavo è bell'e morto.
In genere una sovracorrente di sovraccarico non è particolarmente elevata; la Norma non fissa un valore limite (oltre il quale si debba intendere che la sovracorrente sia causata da un corto circuito) ma ritiene che il cavo possa sopportare questa sovracorrente di sovraccarico senza subire danneggiamenti significativi a patto che:
a) detta sovracorrente non superi il 45% in più della portata Iz del cavo
b) che la protezione del cavo intervenga con certezza entro un tempo stabilito (un'ora o due ore a seconda della taglia della protezione).
Da cui la formula in uso:
Da notare che se come protezioni si adoperano interruttori automatici conformi alle norme di prodotto (CEI 23-3 per gli interruttori ad uso domestico o similare o CEI 17-5 per gli interruttori ad uso industriale), tale verifica è automaticamente soddisfatta.
Prova a guardare anche qui:
http://www.electroyou.it/admin/wiki/protezionesovracorrenti
Entrambe le situazioni danno luogo a sovracorrenti, ovvero correnti che superano il valore nominale del cavo, che coincide con la sua portata Iz.
Se la corrente circolante nel cavo supera la sua portata, dopo un transitorio più o meno breve, il suo isolante viene sottoposto ad una temperatura maggiore di quella solitamente tollerabile, in un regime di scambio termico (70 °C per il PVC e 90° C per l'EPR). Tale superamento di temperatura, tuttavia, non danneggia "istantaneamente" il cavo, perché è legato:
a) al suo valore, il quale è a sua volta legato al valore della sovracorrente;
b) al suo perdurare, e ciò è legato al tempo necessario alle protezioni per eliminarne la causa (la sovracorrente).
Ora, si ha un sovraccarico quando nel cavo circola una sovracorrente ma il circuito è "elettricamente sano", ovvero non c'è nessun cedimento dell'isolamento fra parti a diversa tensione. E' la classica situazione per la quale la sovracorrente è determinata da un eccessiva richiesta da parte dei carichi connessi a valle della conduttura.
Si ha invece un corto circuito quando la sovracorrente è dovuta a una perdita di isolamento, ovvero quando due parti a tensione diversa vengono a contatto con impedenza trascurabile. Insomma, nel circuito "c'è un guasto"). In tal caso la sovracorrente assume quasi istantaneamente valori elevatissimi (migliaia di ampere), innescando sovratemperature notevoli e anche sforzi elettrodinamici vistosi. Se non si interviene subito, il cavo è bell'e morto.
In genere una sovracorrente di sovraccarico non è particolarmente elevata; la Norma non fissa un valore limite (oltre il quale si debba intendere che la sovracorrente sia causata da un corto circuito) ma ritiene che il cavo possa sopportare questa sovracorrente di sovraccarico senza subire danneggiamenti significativi a patto che:
a) detta sovracorrente non superi il 45% in più della portata Iz del cavo
b) che la protezione del cavo intervenga con certezza entro un tempo stabilito (un'ora o due ore a seconda della taglia della protezione).
Da cui la formula in uso:

Da notare che se come protezioni si adoperano interruttori automatici conformi alle norme di prodotto (CEI 23-3 per gli interruttori ad uso domestico o similare o CEI 17-5 per gli interruttori ad uso industriale), tale verifica è automaticamente soddisfatta.
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Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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