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Marcatura apparecchio

L'iter relativo alla marcatura CE e problemi connessi.

Moderatore: Foto UtenteGuerra

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[11] Re: Marcatura apparecchio

Messaggioda Foto Utentemir » 12 ago 2015, 11:56

lillo ha scritto: ... guarda caso il modello in questione non c'è :roll:

Questo particolare l'avevo notato anch'io, ma ho pensato a un modello non ancora aggiornato in catalogo, pe ril resto sul/sui marchi concordo con quanto già detto, in particolare con quanto scritto da Foto UtenteMike. :ok:
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[12] Re: Marcatura apparecchio

Messaggioda Foto UtenteSerTom » 16 ago 2015, 12:02

Se non per il sequestro ed il ritiro dal mercato del prodotto, ci sono seri aspetti per una segnalazione al produttore; e, per certe Direttive, anche di una sonora contravvenzione.

1) Mancanza del produttore sulla etichettatura del prodotto.
Sia la direttiva RoHS che la Macchine che la LVD (tutte applicabili) prevedono espressamente l'indicazione del produttore, la dicitura corretta dovrebbe essere quindi "DCG Eltronic Srl - Sede legale: Via Borgazzi angolo Via Monte Pasubio 20900 Monza (MI) I".
Il solo marchio "DCG"non è accettabile (tra l'altro nella etichetta manca la (R) di marchio registrato, che sul sito c'è).

2) Marchio CE non conforme
3) Marchio del bidone barrato non conforme. Questa direttiva prevede sanzioni economiche.

Per entrambe si tratta probabilmente di deformazione delle proporzioni; ma se ti fai fare un prodotto in Cina ... questo è niente!

In conclusione, siamo di fronte alla solita cineseria rimarchiata da qualche azienda europea ed immessa nella grande distribuzione a cifre irrisorie, probabilmente destinata a qualche superofferta che dura qualche giorno.

La mia esperienza di questi prodotti non è solo relativamente a problemi di sicurezza ma pure di affidabilità/durata. Probabilmente il prezzo non vale neppure il costo dello smaltimento.

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[13] Re: Marcatura apparecchio

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 19 ago 2015, 15:59

potrei supporre che questo articolo "ventilatore", non faccia parte della direttiva macchine, deve rispondere sicuramente alla LVD, ma ritengo faccia capo alla direttiva elettrodomestici e similari, EN60335/1, esatti i problemi ben segnalati in precedenza, CE non conforme, mancanza del produttore o del legale rappresentante per prodotto importato, simbolo bidone che sembra schiacciato, forse è solo la foto.

Solitamente i ventilatori sono di plastica, in caso abbia la spina a due poli è assolutamente obbligatorio evidenziare che si tratta di doppio isolamento con simbolo specifico,
follow_33_content_fr_doppio-isolamento_13.gif
doppio isolamento
follow_33_content_fr_doppio-isolamento_13.gif (4.98 KiB) Osservato 4347 volte


inoltre è richiesto un codice seriale che possa identificare univocamente il singolo prodotto e stabilirne il lotto di cui fa parte, ed anche potere risalire al periodo temporale in cui è stato prodotto, in modo da poterne ritirare dal mercato l'intero lotto in caso di problemi......

con queste premesse il TUV od altro ente certificatore non darà mai la certificazione.

evidentemente è una bufala.

saluti.
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[14] Re: Marcatura apparecchio

Messaggioda Foto UtenteGianluigiSarais » 19 ago 2015, 16:10

Adesso che mi ci fai pensare manca anche il grado di protezione IP. :ok:
Per quel che riguarda il simbolo di doppio isolamento, se non è presente si può supporre si tratti Classe I.
In definitiva da un etichetta così mal fatta si intuisce già che si tratta di un prodotto mediocre (evito di scrivere non sicuro) e poco curato, peccato che il 90% delle volte la targa caratteristica sia visibile solo una volta tolto il prodotto dalla scatola.
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[15] Re: Marcatura apparecchio

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 22 ago 2015, 16:18

GianluigiSarais ha scritto:Per quel che riguarda il simbolo di doppio isolamento, se non è presente si può supporre si tratti Classe I.

Infatti ho specificato "se la spina ha due poli", ovvero manca quello di terra è obbligatorio che ci sia il simbolo di doppio isolamento.
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[16] Re: Marcatura apparecchio

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 25 ago 2015, 11:38

Con ordine....

1- Non è una macchina
2- Non ha il simbolo CE corretto --> errore NON formale perché in base all'articolo 10 della 2006/95/CE il simbolo trae certamente in inganno il consumatore
3- C'è il logo del costruttore che lo identificherebbe ammesso che detto logo possa considerarsi marchio di fabbrica o commerciale (vedi Allegato I della 2006/95/CE)
4- le informazioni di natura tecnica indispensabili ad un uso corretto possono essere indicate sul prodotto e/o sulle istruzioni quindi senza istruzioni, non possiamo fare affermazioni di nessuna natura
5- la norme tecniche sono di applicazione volontaria ergo lo sono le prescrizioni sulle etichette da apporre e sul contenuto delle medesime
6- non ho trovato (ma non significa che non ci sia) un certificato GS a nome della DCG quindi abbiamo due casi
a) il simbolo è stato usato a caso
b) fra il certificato (che si basa certamente su una norma armonizzata) e la realtà c'è stato un cortocircuito

Tipicamente....

questo tipo di apparecchiature sono poco "personalizzate" ad un produttore cinese ne realizza a quintali per n importatori europei adottando il più delle volte le indicazioni che il principale di questi importatori ha dato.
La Rossi Import prende un campione ben fatto, lo porta la TUV di Pechino e lo fa esaminare poi, ottenuto l'OK, si mette in tasca il certificato e dice agli OEM di mettere sull'etichetta il logo TUV. L'OEM crea la sua etichetta master e per far stare il logo TUV strizza il logo CE.
Arriva la Bianchi Import che vuole pure lei il ventilatore; l'OEM prende l'etichetta della Rossi, cava il suo nome e ci mette quello della Bianchi, senza modificare il resto.
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[17] Re: Marcatura apparecchio

Messaggioda Foto UtenteSerTom » 31 ago 2015, 18:41

Serafino ha scritto: ...
1- Non è una macchina
...

Sulla questione c'è parecchia discussione.
Se è vero che la DM esclude, fra le altre cose. "— elettrodomestici destinati a uso domestico"; è altrettanto vero che occorre definire cos'è un elettrodomestico e cos'è l'uso domestico.

Il ventilatore in questione rientra sicuramente in LVD tant'è che la norma: "EN 60335-2-80: Sicurezza degli apparecchi elettrici d uso domestico e similare — Parte 2: Norme particolari per ventilatori" Rientra nell'elenco, pubblicato dalla Commissione Europea, di norme armonizzate secondo la direttiva 2006/95/CE
La norma è quella del 2002 con alcuni Amendment successivi, in teoria decaduta l'anno scorso. A livello Cenelec sembra esserci una EN 60335-2-80:2015 ma non ancora pubblicata.

In ogni caso, a livello "Macchina" la norma principale sugli elettrodomestici, la EN 60335-1: ed 2013 (la cui "lettura" va sempre fatta in abbinamento alle rispettive parti seconde) prevede un allegato ZF in cui elenca, per i vari tipi di elettrodomestici contemplati, se gli stessi vanno considerati sotto LVD, Macchine o entrambi.
Ebbene per i ventilatori la questione è questa:
Ventilatori.jpg

Ovvero, possono essere delle Macchine, dipende dall'uso previsto.
A sto punto Foto Utentelillo sarebbe interessante vedere nel manuale di istruzioni abbinato al prodotto cosa il produttore ha previsto.

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[18] Re: Marcatura apparecchio

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 1 set 2015, 16:36

Trattasi di non conforme lettura della tabella ZF....

La Tabella dice che puoi impiegare la norma 60335-2-80 per la presunzione di conformità dei ventilatori QALORA tu li ritenga macchina, ovvero NON sono per un pubblico generico ma qui viene venduto alla qualsiasi quindi sarebbe uno sforzo di quelli belli grossi definirlo una macchina.....

Il motivo per cui è indicata come norma per settori non houseold è che nel suo campo di applicazione originario (versione IEC) troviamo

Appliances not intended for normal household use but which nevertheless may be a source of danger to the public, such as appliances intended to be used by laymen in shops, in light industry and on farms, are within the scope of this standard

Poi, secondo me, da un punto di vista tecnico, vedo un'applicazione "macchina" in un sistema climaconfort o HVAC
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[19] Re: Marcatura apparecchio

Messaggioda Foto UtenteSerTom » 9 set 2015, 8:57

Per l'Europa eviterei di usare la versione IEC di una norma in particolare se esiste la versione EN, proprio per il fatto che in IEC non considerano affatto la Direttiva Macchine e che spesso la versione EN di una norma IEC viene sconvolta (talvolta pure con requisiti contrastanti) per adeguarla alle direttive Europee.

Tornando alla tabella si parla di "uso commerciale"!
Come lo traduco: se lo stesso ventilatore acquistato nel centro commerciale X me lo porto a casa (area privata e limitata) lo posso considerare un elettrodomestico. Se invece lo acquisto per usarlo in un negozio, un ufficio pubblico, in un museo.... (area pubblica e senza particolari controlli) allora va considerato una macchina.

Non ho letto la norma EN 60335-2-80 (in particolare l'edizione che è in revisione in Cenelec) ma suppongo che una avvertenza, nel manuale di istruzioni, del tipo: "evitare che i bambini possano giocare con il ventilatore..." possa essere accettata nell'applicazione "elettrodomestico" ma non nell'applicazione "macchina".

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[20] Re: Marcatura apparecchio

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 9 set 2015, 9:38

Ho usato la versione IEC perché quella avevo sottomano, ma la versione EN non ha modifiche al testo ma solo aggiunte agli allegati.

La classificazione delle apparecchiature (domestiche o non domestiche) spetta al costruttore ed a nessun altro: all'atto della progettazione dell'apparecchiatura questi deciderà chi ne è il destinatario, scegliendo al contempo sia la parte giuridico amministrativa che la parte tecnica.
Detto questo, nessuno impedisce ad un bar di impiegare un ventilatore di tipo domestico, mentre il costruttore di un ventilatore industriale potrebbe (in linea di principio) escludere l'uso "domestico".
Se non vi sono chiari ed espliciti limiti (sottolineo il concetto di esplicito), parliamo certamente di un apparecchio di tipo domestico.

La nota della norma che ho riportato dice esplicitamente di impiegarne le clausole anche per quegli "aggeggi" che, pur non essendo di tipo domestico (ma quindi esplicitamente di uso non-domestico) presentino rischi/caratteristiche di rischio simili agli apparecchi coperti dalla medesima. Questa è il nocciolo! Io costruttore posso progettare una ventola per raffreddare la zuppa industriale e valutarla con la norma delle ventole domestiche, per quanto applicabile.

Da un punto di vista amministrativo, poi, devo fare una scelta ponderata per il mercato europeo: macchina od apparecchiatura elettrica.
La direttiva macchine, esplicitamente dice (art. 1 par. 2 lettera k primo trattino) che non sono macchine tutte le apparecchiature rientranti nel campo di applicazione della direttiva bassa tensione e che sono (ancora una volta esplicitamente) per uso domestico. Quindi colui che ha progettato il ventilatore potrebbe sgravarsi da cere rogne dichiarando un uso previsto non domestico per la sua apparecchiatura.

Quanto detto sopra è chiarito nel commento 64 delle linee guida alla direttiva macchine che, inoltre, aggiungono il concetto di elettrodomestico chiarendone la (rilevante) differenza da apparecchio d'uso domestico; personalmente io stesso, dato il comune parlare, sovente accorpo ad elettrodomestico ciò che, per definizione tecnica non lo è affatto ma nel caso dei ventilatori è esplicitato chiaramente che posso definirli elettrodomestici e quindi, a maggior ragione, in assenza di una chiara ed univoca indicazione da parte del fabbricante, sono esplicitamente esclusi dal campo di applicazione della direttiva macchine, in termini di legge (direttiva macchine) e non tecnici (norme EN).
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