Di nuovo su NG Prodis / TNE
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
1
voti
Io mi baso sulla mezza idea di
fpalone
Con il mio post precedente volevo solo sottolineare il fatto che viste le considerazioni che sono state fatte sulla possibilità che in zone poco antropizzate il valore di ProDis potrebbe essere più elevato di quello di TNE presterò attenzione quando mi troverò in un caso similare.
Poi se qualcuno riuscirà ed avrà voglia di approfondire la questione potremo trarre altre conclusioni.
Con il mio post precedente volevo solo sottolineare il fatto che viste le considerazioni che sono state fatte sulla possibilità che in zone poco antropizzate il valore di ProDis potrebbe essere più elevato di quello di TNE presterò attenzione quando mi troverò in un caso similare.
Poi se qualcuno riuscirà ed avrà voglia di approfondire la questione potremo trarre altre conclusioni.
0
voti
Esattamente
Danielex, complimenti per la sintesi.
D'altronde il CEI ha ben specificato che i loro dati sono affidabili e certificati da primario istituto universitario, per quale motivo e con quale competenze potrei metterlo in dubbio?
D'altronde il CEI ha ben specificato che i loro dati sono affidabili e certificati da primario istituto universitario, per quale motivo e con quale competenze potrei metterlo in dubbio?
--
Michele Lysander Guetta
--
"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
Michele Lysander Guetta
--
"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
-

Mike
55,6k 7 10 12 - G.Master EY

- Messaggi: 17006
- Iscritto il: 1 ott 2004, 18:25
- Località: Conegliano (TV)
0
voti
Per quanto riguarda la valutazione del rischio di perdita di vite umane sono senza dubbio d'accordo con te. Allora però perché non usare la norma IEC, che prevede coefficienti (Lf, Lo) ben più cautelativi della norma CEI?
Per quanto riguarda invece il calcolo del rischio economico, l'obiettivo fondamentale è trovare la soluzione che consente il maggiore beneficio economico, quindi è importante stimare il rischio nel modo più affidabile, non più cautelativo. In questo caso quindi la disponibilità di dati di Ng così diversi tra loro è un problema formale di una certa importanza!
Per quanto riguarda invece il calcolo del rischio economico, l'obiettivo fondamentale è trovare la soluzione che consente il maggiore beneficio economico, quindi è importante stimare il rischio nel modo più affidabile, non più cautelativo. In questo caso quindi la disponibilità di dati di Ng così diversi tra loro è un problema formale di una certa importanza!
0
voti
Per un impianto industriale a me sembra un discorso sensato, soprattutto considerato che in alcuni settori (AT) gli oneri derivanti dal coordinamento dell'isolamento (che è effettuato su base probabilistica!) sono una parte importante del costo del progetto.
per metterlo in termini a me più familiari:
"dovendo garantire che il tasso di guasto per fulminazione di una impianto (stazione o linea AT) sia n guasti/(anno x km) effettuare il coordinamento dell'isolamento ed il dimensionamento degli impianti di terra della linea e degli scaricatori di stazione che determina il minimo costo dell'opera."
Se il valore di Ng di ingresso è stimato correttamente riesco a minimizzare le spese complessive. Se il numero degli impianti è un campione significativo (estremizzando, qualche migliaio di km di linee o qualche centinaia di stazioni AT), il risparmio si vede già a fine anno, perché avrai avuto un certo numero di guasti ed avrai speso una certa cifra in prevenzione. Se l'Ng è, ad esempio, sovrastimato tenderai a spendere di più per prevenire danni che non ci sarebbero stati, avendo conseguentemente costi totali maggiori!
Certo per casa propria la percezione del rischio è diversa e non lineare, ma booleana (danno sì / danno no)! La legge dei grandi numeri non si applica ed è normale che si preferisca aumentare il livello di sicurezza.
per metterlo in termini a me più familiari:
"dovendo garantire che il tasso di guasto per fulminazione di una impianto (stazione o linea AT) sia n guasti/(anno x km) effettuare il coordinamento dell'isolamento ed il dimensionamento degli impianti di terra della linea e degli scaricatori di stazione che determina il minimo costo dell'opera."
Se il valore di Ng di ingresso è stimato correttamente riesco a minimizzare le spese complessive. Se il numero degli impianti è un campione significativo (estremizzando, qualche migliaio di km di linee o qualche centinaia di stazioni AT), il risparmio si vede già a fine anno, perché avrai avuto un certo numero di guasti ed avrai speso una certa cifra in prevenzione. Se l'Ng è, ad esempio, sovrastimato tenderai a spendere di più per prevenire danni che non ci sarebbero stati, avendo conseguentemente costi totali maggiori!
Certo per casa propria la percezione del rischio è diversa e non lineare, ma booleana (danno sì / danno no)! La legge dei grandi numeri non si applica ed è normale che si preferisca aumentare il livello di sicurezza.
0
voti
L'analisi è di tipo probabilistico. Ovvero si basa sulla fiducia dei dati acquisiti e sulla tendenza che essi siano più stabili e lineari nel tempo.
Su scala mondiale ci sono paesi che costruiscono usando il massimo dei criteri antisismici e paesi in cui non lo si fa. In verità ci sono diverse zone di rischio già entro i piccoli confini nazionali.
La discriminante è ovviamente legata all'analisi storica (ma non solo) dei fenomeni e delle attività sismiche locali.
Anche qui non esistono zone a rischio 0, esistono zone in cui i terremoti sono eventi definiti come rari.
Da una parte l'analisi probabilistica e lo studio dei fenomeni geofisici o atmosferici, dall'altra una mera (mera un par de palle!) scelta di economia aziendale, quanto si è disposti a rischiare a fronte della specifica probabilità?
Ma se ci pensiamo, gran parte della nostra esistenza si basa su scelte probabilistiche. Spesso sono meccanismi così naturalizzati che non ne abbiamo più la percezione.
Su scala mondiale ci sono paesi che costruiscono usando il massimo dei criteri antisismici e paesi in cui non lo si fa. In verità ci sono diverse zone di rischio già entro i piccoli confini nazionali.
La discriminante è ovviamente legata all'analisi storica (ma non solo) dei fenomeni e delle attività sismiche locali.
Anche qui non esistono zone a rischio 0, esistono zone in cui i terremoti sono eventi definiti come rari.
Da una parte l'analisi probabilistica e lo studio dei fenomeni geofisici o atmosferici, dall'altra una mera (mera un par de palle!) scelta di economia aziendale, quanto si è disposti a rischiare a fronte della specifica probabilità?
Ma se ci pensiamo, gran parte della nostra esistenza si basa su scelte probabilistiche. Spesso sono meccanismi così naturalizzati che non ne abbiamo più la percezione.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
Torna a Impianti, sicurezza e quadristica
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 240 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)




